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NCAA BB, Duke University & Pallacanestro Cantù - la passione

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domenica, 05 aprile 2009

Final Four NCAA: Izzo compie un capolavoro, Michigan State in finale!


Lucas trascina gli Spartans in finale
Lucas trascina gli Spartans in finale
Detroit, Final Four Torneo NCAA 2009





Michigan State-Connecticut 82-73 (38-36)


In una Detroit depressa dalla crisi economica e dalla disoccupazione galoppante arriva il Torneo NCAA a portare una ventata di ottimismo.

Nella prima semifinale si sfidano gli Spartans di Michigan State guidati splendidamente da Tom Izzo e gli Huskies di Connecticut allenati da quella vecchia volpe di Jim Calhoun.



Partono subito forte i padroni di casa (9-2) ma trascinati da Stanley Robinson e Jeff Adrien gli Huskies sorpassano a metà primo tempo (21-16) sino a quando il play di riserva Korie Lucious con le sue triple riporta avanti gli Spartans e ci deve pensare Hasheem Thabeet con un 2+1 a riportare UConn in parità sino al canestro di Delvon Roe che manda MSU al riposo in vantaggio di 2 punti (38-36) al termine di un primo tempo decisamente equilibrato.

Un paio di magie di Kalin Lucas rompono l’equilibrio nel secondo tempo (53-49 al 27’) con una confusa UConn che non segna più dal campo e permette a Michigan State di scappare sul +10 a 7’ dal termine.

Ci prova AJ Price con qualche iniziativa personale ma sono Kalin Lucas ancora con una tripla e Raymar Morgan con una schiacciata in contropiede a ricacciare indietro gli Huskies (71-60 al 37’).

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Tom Izzo, grande coach ed uomo
Tom Izzo, grande coach ed uomo
Sembra fatta ma un parziale di 7-0 in 28” riporta UConn a -4 con 1’26” da giocare, Stan Robinson con una schiacciata clamorosa dà il -3 ma un gioco da tre punti di Durrell Summers chiude i conti con gli Spartans che sono i primi finalisti del Torneo NCAA.

E’ un altro capolavoro di coach Izzo, ben diversa la qualità del gioco mostrata da MSU rispetto a quella di UConn: difesa ben organizzata ed attenta, contropiede ficcante e gioco in attacco equilibrato e ben giostrato dal talento cristallino di Kalin Lucas.

Izzo ha utilizzato undici giocatori rispetto ai sette di Calhoun e ne ha tratto qualcosa da ognuno di loro trovando ben 33 punti dalla panchina , Michigan State ha retto a rimbalzo (solo +1 per UConn) e tirato con maggiore efficacia da fuori.

Disastrosa invece Connecticut letteralmente impantanata offensivamente e che solo a sprazzi ha sfruttato la sua superiorità fisica con un buon Thabeet troppo spesso dimenticato dai compagni e con Adrien e Robinson ondivaghi durante la gara. Disastroso poi il back court con un confuso AJ Price letteralmente portato a scuola da Lucas ed un Kemba Walker autore di una prova raccapricciante.

Tabellini:



UConn: Thabeet 17 (6-13, 6 rebs 2 blk) Price 15 (5-20 fg) Robinson 15 (13 rebs) Adrien 13 Austrie 6 Walker 5 (1-5 fg 3-9 ft) Edwards 2

MSU: Lucas 21 (7-15 fg 5 ast) Morgan 18 (9 rebs) Roe 4 Suton 4 Walton 2 Lucious 11 Summers 10 Green 8 Gray 2 Allen 2 Ibok 0

Carlo Perotti

postato da: guybrush30 alle ore 01:57 | link | commenti
categorie: ncaa, torneo ncaa, final four 2009, tom izzo
sabato, 28 marzo 2009

NCAA: con il licenziamento di Gillespie parte il valzer degli allenatori

Video
Gillespie out of UK
Ci sono due importanti posti da allenatori vacanti in division I: quello di Virginia e, dopo che si è deciso per l’allontanamento di Gillespie, quello di Kentucky.



Per il lavoro a UVA si parla di Tubby Smith, che però è reduce da una grande stagione a Minnesota e difficilmente lascerà la Twin City, di Jeff Capel che ad Oklahoma perderà Blake Griffin ma che sta per ricevere un’ottima infornata di freshmen e che allena un college basketball oriented e di Sean Miller, ex assistente a NCState ed ottimo giovane allenatore in queste stagioni a Xavier.



Ancor più eccitante la situazione a UK: il nome più caldoera quello di Billy Donovan da Florida, ex assistente di Pitino ma il coach si è affrettato a dire che non ha intenzione di lasciare i Gators e semmai il suo ex assistente Anthony Grant poteva essere un target più realistico ma ha scelto Alabama.

Un’altra voce è quella di Calipari, ma pare strano che il coach di Memphis vada via alla vigilia dell’arrivo di super prospetti come Xavier Henry, DeMarcus Couisins e magari John Wall.

Così si parla di Rick Barnes, ottimo a Texas nelle ultime stagioni, dell’ex Wildcat Trevis Ford di Oklahoma State, con il primo nettamente avvantaggiato avendo l’esperienza necessaria per allenare un ex powerhouse in difficoltà come Kentucky.
postato da: guybrush30 alle ore 11:01 | link | commenti
categorie: kentucky, ncaa, gillespie

Torneo NCAA-East: Villanova viaggia forte verso Pitt

TORNEO NCAA SWEET SIXTEEN - EAST REGION



Villanova Wildcats-Duke Blue Devils 77-54


Villanova di coach Wright viaggia come un treno espresso e la destinazione finale sembra proprio essere Detroit, sede delle Final Four.

I Wildcats di Phila hanno spazzato via Duke con un autorità impressionante, mostrando una forma fisica ed una convinzione nei propri mezzi che pochi si aspettavano dopo una stagione buona ma non scintillante.



La resistenza di Duke è durata un tempo, peraltro brutto, in cui i Blue Devils sono riusciti a stare incollati (26-23) ai Catz ma l'impressione di un'oggettiva difficoltà contro un team che pareva disegnato da un sarto per mettere in crisi i ragazzi di coach K si è notata subito.

La velocità e la forza fisica degli esterni di Nova ha spezzato i giochi di Duke e cancellato dal campo i due leader dei Blue Devils: Jon Scheyer, tenuto a 13 punti ma con 3-18 dal campo e 2-10 da tre, e Gerald Henderson che ha segnato la miseria di 7 punti con un tragico 1-14 dal campo.

Così con i Dukies tenuti ad un terribile 26% dal campo ed a 5-27 da tre, quando Villanova nella ripresa ha messo a segno 12 canestri su 13 tentativi contro un solo canestro di Duke, la forbice fra i due teams si è allargata in maniera irreparabile con la resa anticipata di coach K e dei suoi ragazzi.

Villanova ha ricevuto il solito apporto di Dante Cunningham (14+11) e 16 punti dal talentuoso Scottie Reynolds ma è stata la tripla di Reggie Redding ha chiudere la pietra tombale sul Torneo di Duke che invece ha avuto 15 punti e 6 rebs da parte di Kyle Singler.

Dalle parti di Durham si può essere comunque soddisfatti: ci si porta a casa un titolo del Torneo ACC e l'arrivo alle sweet sixteen, oggettivamente un obbiettivo reale per una squadra con problemi di atletismo e forza fisica facilmente evidenziabili e che ha raggiunto il massimo possibile per le sue forze effettive.

Lo stesso Mike Krzyzewski ha fine gara ha pronosticato i Wildcats alla final four e si è lamentato della mancanza di un big man e di una point guard di alto livello: se i lunghi nell'autunno del 2009 arriveranno in North Carolina sotto le fattezze di Mason Plumlee, fratello minore di Miles ma più alto ed atletico della riserva freshman, e di Ryan Kelly un 4-3 dall'ottimo tiro da fuori che si combinerà bene con Kyle Singler, che dovrebbe rimanere al college, in un'accoppiata di ali dalla buona tecnica e dalla discreta altezza (entrambi sui 2.05).

Sul capitolo play invece diventa vitale, se Duke vuol tornare ad essere una powerhouse, il reclutamento di John Wall, play di 1.92 dal grande ball handling e dall'incredibile esplosività. Su Wall, ragazzo locale di Reileigh, NC, oltre a Duke ci sono Memphis (i favoriti...), Baylor e NC State.

Pittsburgh Panthers-Xavier Muskateers 60-55



Altro giro, altra sofferenza per Pitt.

Che deve ringraziare il suo massiccio play Levance Fields (14 e 6 ass) che, in una gara in cui si tirava con medie da minibasket, ha deciso negli ultimi 50” la gara con una difficilissima tripla sparata in faccia al difensore e poi con una palla intercettata poco dopo su un passaggio orizzontale che il play ha tramutato nel 57-54 pro Pitt, poi la solita giostra di tiri liberi ha premiato i Panthers nei confronti agli scioccati X-Men che avevano avuto un vantaggio anche di 8 punti alla fine del primo tempo grazie ai 15 di BJ Raymond ed i 14 di Derrick Brown.

Poi Pitt, sospinta dalla solita doppia doppia di DeJuan Blair (10+17) e dai 19 di Sam Young, si è riportata sotto sino alla sfuriata finale del suo play.

Sinora Pittsburgh si è salvata prima grazie a Blair e poi grazie a Sam Young al secondo turno, mentre questa volta è servito Fields… Se vogliono battere Villanova servono tutti e tre e, naturalmente, quella buona stella che sinora ha arriso al cammino dei Panthers.
 

postato da: guybrush30 alle ore 07:22 | link | commenti
categorie: ncaa, basketball, pitt, duke, villanova, torneo ncaa, big dance, levance fields
venerdì, 20 marzo 2009

Torneo NCAA-East: passano tutte le grandi, Duke, Texas, 'Nova e UCLA non lasciano il posto al gran Ballo



Torneo NCAA 1° turno



EAST REGION

(10) Minnesota (22-10) - (7) Texas (22-11) 62-76

Ci si aspettava più resistenza da parte dei Gophers ma, dopo un primo tempo equilibrato, i Longhorns hanno preso il largo grazie ad una maggiore precisione nel tiro da tre (55% contro il 30%) ed al dominio sotto i tabelloni (40-29 rebs) e con queste stesse armi proveranno ad estromettere Duke in una sfida al secondo turno di grande fascino.

Impressionante la prova balistica di AJ Abrams: la guardia tiratrice più piccola del mondo (1.78), solo sulla carta un point man, ha messo a segno 8 triple su 15 tentativi per un totale di 26 punti.

18 per l’ottima la piccola Damion James, uno a cui non difetta il fisico e che si prepara ad uno splendido scontro con Gerald Henderson, e 17 per il centro Dexter Pittman.

Fra gli uomini dell’ottimo Tubby Smith, che a Kentucky cominciano a rimpiangere, 19 di Lawrence Westbrook.

(14) American (24-7) - (3) Villanova (26-7) 67-80

American, vincitrice della piccola Patriot League (la conference di Army e Navy per intenderci) ottiene alla fine una sconfitta immeritatamente pesante dopo aver a lungo cullato il sogno di eliminare Villanova.

Gli Eagles erano infatti sopra di 10 (53-43) a 7’ dal termine quando Dante Cunningham (25+7), Dwayne Anderson (25+8) e i tiri liberi di Corey Fisher (11) hanno tolto dagli impicci i Wildcats.

Escono così fra gli applausi i vari Garrison Carr (22, 6 triple) Derrick Mercer (17) e Brian Gilmore (16).

AJ Abrams, che tiratore
(15) Binghampton (23-8) - (2) Duke (28-6) 62-86

Nelle ultime due edizioni del Torneo NCAA i Blue Devils avevano avute amare sorprese al primo turno (eliminati da VCU e quasi da Belmont) ma quest’anno si presentano alla Big Dance in un ben altro stato di forma e con una mentalità forgiata da coach Krzyzewski e per i Bearcats, in Division I solo dal 2001 ed all’esordio assoluto al Torneo, non c’è stato scampo tirando in maniera eccellente sia da tre che dalla lunetta.

Ben 6 giocatori in doppia cifra e gara chiusa con un parziale di 17-2 culminato con la schiacciata di un ottimo Lance Thomas (14, 5-5 fg) che ha portato Duke sul 62-36.

15 i punti di Jon Scheyer, 13 per Henderson e Nolan Smith, 11 di Elliott Williams e 10+9 per Kyle Singler.

Per i Bearcats 20 del tiratore mancino DJ Rivera e 13 di Tiki Mayben.

(11) VCU (24-9) - (6) UCLA (25-8) 62-63

Virginia Commonwealth ci ha riprovato: a soli due anni dal clamoroso upset al primo turno ai danni di Duke, i Rams hanno portato i Bruins a giocarsi tutto all’ultimo secondo.

UCLA ha controllato la gara con un discreto vantaggio per gran parte della partita ma negli ultimi 4 minuti il sensazionale senior dei Rams Eric Maynor (21, 6 rebs, 7 ass) riporta sotto a -1 i suoi realizzando due liberi a 48” dal termine, poi Larry Sanders (10+11, 4 stop), uno che vola quando c’è da stoppare, rispedisce al mittente un arresto e tiro di Darren Collison (10) ma è lo stesso piccolo play dei Bruins a difendere benissimo su Maynor che sulla sirena spara un forzato fade away sul ferro e permette agli uomini di Ben Holland di evitare una cocente sconfitta al primo turno.

Per UCLA 16+8 di Josh Shipp e 10+13 dell’interessante lungo serbo Nikola Dragovic.
mercoledì, 18 febbraio 2009

Viaggio nella Boston del college basketball
18.02.2009. 14:51   
 al TD Banknorth Garden si giocherà l'East Regional del prossimo Torneo NCAA 
Boston è una bella città che vive di sport.

Su tutti stanno i Red Sox per i quali i Bostonians provano un amore profondo che affonda nelle radici storiche della città, Fenway Park, il loro vecchio stadio, resiste alle manie economico-modernistiche degli owners degli sport pro americani. E’ vero che il vecchio Garden cadde a suo tempo a favore del moderno TD Banknorth Garden ma la casa dei Red Sox è intoccabile ed i fans locali, i più “europei” d’America, sarebbero pronti alla rivoluzione nelle strade della Back Bay per salvarlo…

Appena dietro alle Calze Rosse vengono i Celtics, in giro per la città si trovano segni della passione bianco-verde come le scarpe di Larry Bird o Red Auerbach che si fuma il suo sigaro, e le magliette di KG, Allen, Pierce e Rondo si trovano ovunque. Relativamente meno popolari sono i Patriots, che giocano nel nuovo Gillette Stadium a Foxboro, ad un’oretta di macchina in autostrada, ed i Bruins della NHL.

Ma Boston è anche una vivace città universitaria, con le prestigiose Harvard, ed il suo romantico campus in stile coloniale, ed il MIT, dove si bada meno alla poesia e più alla scienza. Ma vi sono anche Boston College, Boston University, UMass, ubicata a sud verso Cape Cod, Northeastern e molte altre scuole private come Emerson College
Ed è proprio il mondo universitario ed il college basketball che ci hanno portato ad attraversare l’oceano.

L’antipasto sfizioso è Boston University che accoglie i newyorkesi di Binghamton nel loro campus metropolitano.
La Agganis Arena, che di solito ospita i Terriers, è occupata da artritiche ex glorie del tennis come Jimbo Courier od il Mac che giocano il campionato delle vecchie glorie così la partita è dirottata a The Roof at Case Gym. Entriamo al Case e scopriamo che nel campo principale si gioca ad hockey (sport dove i Terriers sono discretamente validi) e per roof si intende proprio il tetto! Saliamo una scala a chiocciola dove incontriamo i Bearcats che vanno a fare il riconoscimento pre-gara cogli arbitri (immaginatevi in Italia i tifosi che incrociano per le scale avversari ed arbitri) ed arriviamo all’ultimo piano dove c’è una palestra da 1.500 posti, più simile ad un campo da High School.
Fa un caldo atroce, mentre fuori si gela, e ci saranno al massimo 400 tifosi, fra i quali 10 allegri dementi che rappresentano la Student Section e che agitano profilattici ogni volta che Alvin, il play di riserva dei Bearcats, tocca la palla. Qualche pulzella incinta?
Gli ospiti sono tutti piccoli e neri e giocano nel “NY style”, poco tiro da fuori e tanta intensità, ma spiccano fra i brothas i 208 centimetri per 150 chili di un falegname canadese di nome Jaan Montgomery: tutt’altro che atletico ed in forma, il coach lo mette in campo solo quando il centro titolare (di 2 metri scarsi) esce per falli e lo fa giocare solo nei possessi offensivi tirandolo subito fuori quando si deve difendere. Rapidamente Jaan diventa il nostro idolo…
BU invece ha dei lunghi, tutti bianchi dalla mano buona e dall’atletismo ridicolo, che sono presto in crisi contro i rapidi avversari che si prendono un vantaggio importante grazie alla guardia DJ Rivera, l’unico giocatore in campo con chance di professionismo: mancino, creativo e maledettamente cazzuto.
DJ ne mette 20 e prende 12 rebs ma nella ripresa i terriers cominciano a sfruttare il loro vantaggio di centimetri a disposizione e rimontano grazie al centro Scott Brittain che riempie di falli Fuller, lo pseudo centro avversario.
Viene così il momento di Big Jaan a 2 minuti dalla fine, entra ed esce dal campo come un pesce pagliaccio dall’anemone ma terrorizza con la sua mole i Terriers ed apre lo spazio per il canestro decisivo di Lukasa a 36” dalla fine. BU ha il tiro della vittoria un paio di volte ma lo sbaglia miseramente, finisce 59-60.

 la festa dei Superfans di BC 
Ma il main event è la domenica quando Duke va ad affrontare Boston College a pochi giorni dalla brutta sconfitta rimediata in casa con Carolina.
Il campus di BC è a Chestnut Hill, ad un quarantina di minuti di metro dal centro, è moderno ed elegante così come bello è il Silvio O Conte Forum, un palazzetto non gigantesco ma accogliente e con ottima visibilità da tutte le tribune, già all’entrata si capisce che il numero di Dukies presenti sarà importante ma nessuno, proprio nessuno, dei tifosi locali si sogna di fare nemmeno una battuta sgradevole ai tifosi avversari. Si sta tutti assieme sia che vesti giallo-oro sia che blue, c’è rispetto ed ognuno tifa per la propria squadra, dovrebbe essere una cosa normale invece purtroppo a noi europei suona strano, una vera lezione di civiltà da parte dei bistrattati americani…
Coach K entra a 3 minuti dall’inizio, applaudito anche dai superfans (la student section di BC), potere della medaglia olimpica, e Duke parte forte andando a +13 nei primi 18’ con Gerald Henderson (20) che mostra sofficezza nei movimenti, con un Lance Thomas ottimo (12+5) e con la difesa che cancella momentaneamente Teresina Rice.
Poi i Blue Devils si siedono, Rice (21 punti) si scatena in 2 minuti a cavallo dell’intervallo e gli Eagles fanno un parziale di 11-0 che lancia BC in orbita con il paisà Joe Trapani (20 punti, 7 rebs e 5 stoppate) che mostra la tecnica e l’atletismo che faranno salivare i GM italiani fra un paio di anni quando uscirà dal college col suo passaporto tricolore.

Duke sbanda ma si tiene in piedi con la zona press 1-3-1 con Kyle Singler in punta ed è proprio il biondo l’unico punto di riferimento, lotta come un leone, segna 25 punti, arpiona 8 rimbalzi, ma sul -2 dopo il canestro di Jackson (interessante freshman) Gerald Henderson si prende un assurdo tira da tre in isolamento ed ai liberi gli Eagles battono i Dukies 80-74, dopo 24 anni di sconfitte consecutive, con tanto di invasione di campo finale.

Duke è alla quarta sconfitta nelle ultime sei gare, la difesa appare meno feroce di un mese fa, pare avere giocatori in piena crisi fisica e psicologica come Nolan Smith, Scheyer e Zoubek, potrebbe slittare presto fuori dalle prime 10 del ranking. Coach K deve fare un’altra magia per recuperare la squadra che aveva fatto tanto bene nei primi mesi della stagione.

Così mentre i Superfans festeggiano i loro eroi, i molti dukies riprendono la vecchia, affollata, metropolitana e scivolano nella fredda serata bostoniana a cercare di capire il momento negativo della loro squadra, più di una semplice squadra… la definirei una religione, di fronte ad un paio di birre in qualche irish bar.


Carlo Perotti
giovedì, 29 gennaio 2009

Breve analisi di metà stagione
29.01.2009. 13:48   
 Le lunghe leve di Thabeet per portare gli Huskies a Detroit 
Oramai si può provare a fare una breve analisi della stagione ncaa, partiamo dalle top10:


* 1.Duke

Il numero 1 del ranking è un premio al grande lavoro di coach K: i Blue Devils sono leggeri sotto e non hanno grandi star ma difendono benissimo e sono ben strutturati in attacco con un gioco altruista in cui si cerca sempre l'extra pass. Giocano bene, indubbiamente.
Gerald Henderson ha trovato la giusta sicurezza nel jump shot e Kyle Singler possiede classe e coraggio. Se arrivano alle Final Four è un trionfo del gioco di squadra ma temiamo sarà dura se vanno a sbattere contro team più fisicati.

* 2.Connecticut

Hanno stazza sotto con Thabeet, Adrien e Robinson, 4 ottimi esterni (Dyson, Prise, Walker e Austrie) ed un santone in panchina. Per noi sono la vera anti-Carolina rispetto alla quale sono meno profondi ma con rotazioni solide e le leve di Hasheem Thabeet che possono dar fastidio a Psycho T.

* 3.Pittsburgh

I Panthers hanno tre eccellenti giocatori nei tre ruoli chiave: play (Fields) ala piccola (Young) e centro (Blair). Gli altri sono comprimari ma potrebbe bastare per arrivare sino alle elite eight, più in su abbiamo qualche dubbio.

* 4.Oklahoma

Blake Griffin è il giocatore dell'anno, una combinazione esplosiva di muscoli, tecnica ed esplosività. Fantastico.
Il resto della squadra è di livello medio, può Griffin portare i Sooners lontano da solo?

* 5.North Carolina

Dovevano dominare e lo stavano facendo, poi un paio di sconfitte ed una mezza crisi, ora hanno ripreso a vincere ma hanno qualche insicurezza in più nelle loro menti. Hansbrough è sempre bravissimo ma dà la sensazione che ''sposti'' meno del passato, le chiavi sono Lawson, Ellington e Roy Williams: se avranno i nervi saldi al momento decisivo UNC è ancora la favorita, sennò...

 Piccolo ma compatto: Jerel McNeal 
* 6.Wake Forest

Squadra giovane ma esplosiva, Teague è il play-guardia del momento, è materiale da NBA di primissima scelta, Al Farouq Aminu è stato impressionante stanotte nella vittoria su Duke anche se il canestro decisivo l'ha messo James Johnson. Hanno tutto per andare lontano: muscoli,tecnica e freschezza mentale, al limite il loro problema può essere l'inesperienza e la panchina buona ma non eccelsa. Da Final Four.

* 7.Louisville

Dopo Duke hanno la migliore difesa della NCAA, meno strutturata di quella dei Dukies ma più fisica. Giocano senza un play vero ma hanno guardie atletiche e pazzerelle al punto giusto, Terrence Williams è un clamoroso collante, Clark e Samuels sono due lunghi di grande valore. E Pitino è sempre lui...

* 8.Marquette

Uno dei migliori back court della nazione con Jerel McNeal, il controverso ma atletico Dominic James e Wesley Matthews figlio dell'ex play di Varese. Sotto hanno solo l'ottimo Lazar ma se riescono a tenere il ritmo desiderato possono mettere in crisi chiunque.

* 9.Michigan St.

Stravediamo per Tom Izzo, il più vicino a Coach K per tanti aspetti, ha un roster da cui attinge a piene mani ma solo Morgan e Lucas sono da corsa per il Torneo Ncaa, Izzo s'inventerà qualcosa ma non crediamo che andranno oltre le sweet sixteen.

* 10.Xavier

Buona squadra che nasce dalle rovine di quella, ottima, dello scorso anno con Brown, Anderson e Raymond che sono eccellenti giocatori per i mercati europei. Non sono da Final Four comunque.


Le altre:

Riteniamo insidiosa Syracuse, abbina stazza sotto ad un buon pacchetto di esterni e può fare parecchia strada. Purdue ha una buona dose di talento ma è un po' leggera e ci ricorda un po' Duke da questo punto di vista, Texas invece ha tanta fisicità ed il bombardino Abrams ma difficilmente può bastare, Gonzaga si è un po' persa per strada, Georgetown ha il migliore fra i big men freshmen ovvero Greg Monroe.
Occhio a Butler e Saint Mary's che giocano proprio ma proprio bene.


Carlo Perotti
giovedì, 22 gennaio 2009

ACC: la Atlantic Coast e la Formula Uno
22.01.2009. 22:15   
 Jeff Teague sa volare... 
Come nelle grandi sfide della Formula Uno degli anni ‘70/’80, le tre sorelle della Tobacco Road, con la quarta sorella più vecchia ed ingrigita ovvero NC State in disparte, stanno battagliando per essere la più forte del lotto all’interno di una conference che ospita che quattro delle prime dieci del ranking AP.

Wake Forest, Duke e North Carolina si combattono a suon di sorprendenti sorpassi ed uscite di pista, chi ha scattato subito forte è stata UNC, all’unanimità la migliore squadra d’America, ha raso al suolo tutte le avversarie, per la verità di livello medio basso, prima di iniziare le partite di conference, e giunti qui la partenza è stata scioccante con due sconfitte: la prima casalinga con Boston College (25 di uno spettacolare Tyrese Rice) e poco dopo a Wiston Salem contro Wake Forest che vincendo ha levato ai Tar Heels il numero 1 del ranking, che passato momentaneamente a Pittsburgh, ha onorato la giovane truppa di coach Gaudio una settimana dopo.
Dopo questa partenza difficile, UNC ha battuto, senza entusiasmare, Virginia e Miami, ed ha impiegato un tempo prima di liberarsi di Clemson (94-70, 25 di Wayne Ellington, uno che adora giocare contro i Tigers).
I Tar Heels pagano problemi fisici con le assenze di Ginyard e Zeller, Hansbrough (22.7+7.9) è bravissimo come sempre ma voci di scarso feeling fra Lawson ed Ellington sono uscite nel momento peggiore, peraltro pare che Roy Williams sia stato in grado di limare i loro dissapori visto che i due esterni sono stati decisivi nelle ultime uscite ed Ellington pare uscito da un prolungato periodo di “slump” al tiro… Intanto però UNC è scivolata al numero 6 del ranking.

Così Wake Forest, dopo aver fatto un doppio sorpasso alla Gilles Villeneuve, ha assaporato l’ebbrezza della vetta trascinata da uno splendido Jeff Teague, in questo momento la miglior guardia del college alla pari con il grandioso James Harden di Arizona State, che viaggia a 21.5 ad allacciata di scarpe col 53% da tre, 4 rebs, quasi 4 assist ed un numero notevoli di voli pindarici sopra il ferro. Proprio Teague è stato il carnefice di Carolina con 34 punti, 13-15 dalla lunetta, 6 rebs e 4 assist, uno spettacolo.
Al suo fianco James Johnson e Chas McFarland assicurano solidità e Al Farouq Aminu (12.6+8.6) è il miglior freshman della ACC, alcune sue schiacciate sono il simbolo della sua felina potenza.
La festa dei Deacs però durerà poco perché, clamorosamente, sono caduti in casa contro Virginia Tech71-78: Teague ha giocato una gara “normale” con 23 punti così il trio Delaney-Allen-Vassallo ha condotto gli Hokies ad un upset che equivale per WF ad una rovinosa escursione sul prato dopo aver tagliato la chicane.

 ...proprio come Gerald Henderson 
Così, a meno di una sorprendente sconfitta casalinga con gli odiati Terps di Maryland sabato prossimo, Duke mette la freccia e se ne va guidata dal miglior pilota del lotto:Mike Krzyzewski.
I Blue Devils possono ottenere l’inaspettato onore di essere la numero uno d’America, hanno perso solo con Michigan ad inizio Dicembre, hanno decisamente la migliore difesa dell’intera Ncaa, solo Louisville può competere sotto questo aspetto, sono piccoli e leggeri ma compensano l’assenza di centimetri e chili con la disciplina di squadra, dipendono meno del passato dal tiro da tre e riescono comunque a ruotare regolarmente 11 giocatori.
Insomma se UNC ha il motore più potente, se WF guida in maniera spericolata ed entusiasta, Duke ha invece un telaio leggero ma un motore affidabile che difficilmente tradisce le aspettative, e quando coach K ha bisogno di un extra-boost utilizza il suo cavallo HP più potente: Gerald Henderson.
“Hondo” nell’ultimo mese ha elevato il suo gioco a livelli NBA, nelle ultime 4 gare ha sempre ventelleggiato caricandosi la squadra sulle spalle, al risaputo atletismo ha aggiunto un tiro affidabile (50% da due, 45% da tre, 79.7% dalla lunetta per 14.4 punti a gara).
Una vero missile a propulsione che sta volando in alto non solo sopra ai ferri del Cameron Indoor Stadium ma anche nel draft di quest’anno, in previsione di un draft debole come non mai Henderson, coi suoi voli e la sua duttilità, potrebbe scalare a livello di lotteria.

Come vedete la Atlantic Coast Conference è la vera Formula Uno del college basketball e non ci si può mai annoiare.

Atlantic Coast Conf All

Duke (2) 4-0 17-1
Wake Forest (1) 3-1 16-1
Virginia Tech 3-1 13-5
North Carolina (5) 3-2 17-2
Miami (FL) 3-2 14-4
Clemson (10) 2-2 16-2
Florida St. 2-2 15-4
Maryland 2-2 13-5
Boston Coll. 2-3 14-6
N.C. State 1-3 10-6
Virginia 1-3 7-8
Georgia Tech 0-5 9-9


Carlo Perotti
giovedì, 06 novembre 2008

ACC: North Carolina cerca di entrare nella storia
06.11.2008. 19:01   
 Psycho T, duro come sempre... 
Un solo risultato a disposizione: la Vittoria, quella con la V maiuscola, quella dominando la conference prima ed il Torneo NCAA dopo, magari entrando nella ristretta cerchia dei teams in grado di ottenere la perfect season, impresa riuscita solo sette volte nella storia del college basketball, gli ultimi gli Indiana Hoosiers di Bobby Knight nel lontano 1976.
Chi sono attesi a cotanta opera? I Tar Heels di North Carolina, già favoriti la scorsa stagione (ma le altre semifinaliste non erano così lontane dal loro livello) quando con una sciagurata semifinale diedero il via al trionfo di Kansas.
I rumors che davano la squadra sfasciata dalla delusione e dalle sirene NBA si sono ridotti a flebili singhiozzi quando le stelle Tyler Hansbrough, MVP della scorsa e, ne siamo certi, anche di questa stagione della ACC, Wayne Ellington, Tyson Lawson e Danny Green hanno optato per tornare a Chapel Hill. Aggiungiamoci i solidi Marcus Ginyard, Deon Thompson e Bobby Frasor e già questo basterebbe a farne i favoriti assoluti della NCAA.
Ma non contento coach Roy Williams si è permesso la firma di tre super freshmen: il 2.13 Tyler Zeller, il già pronto a contribuire Ed Davis, ala di 2.04 ed il figlio omonimo di quel Larry Drew visto a Pesaro.
Una selezione di All stars che Williams dovrà solo gestire con saggezza.

La grande rivale

Perso DeMarcus Nelson sostituito dal freshman mancino Elliott Williams, i Blue Devils ripartono da un back court solido con gli affidabili Greg Paulus, Jon Scheyer, Derek Smith e con Gerald Henderson pronto a mostrare definitivamente quei miglioramenti offensivi che ne fanno un grande prospetto NBA. Mentre Kyle Singler, miglior freshman nella ACC la scorsa stagione, dovrà mostrare consistenza anche nelle partite più fisiche quando la sua splendida tecnica abbinata ai 204 centimetri non sono sufficienti a fare la differenza magari mostrando in prospettiva pro anche l'effettiva capacità di giocare da ala piccola, aspetto che non ha potuto mostrare la scorsa stagione visto il disperato bisogno di centimetri sotto canestro che affliggeva Duke.
Proprio lì albergano i dubbi: al pennellone, spesso infortunato, Brian Zoubek e allo specialista difensivo Lance Thomas, Mike Krzyzewski ha aggiunto due freshman ovvero il possente polacco Oleg Czyz e Miles Plumlee fuggito all'ultimo secondo da Stanford per approdare con un anno d'anticipo a Durham rispetto al talentuoso fratello minore Mason. Basteranno?

Nascono fiori dalle macerie…

Il dolcissimo Wall-E, cartoon nato dalla pixar, narra che la Terra, devastata, torna vivibile per il genere umano quando il tenero robot trova un germoglio fra la spazzatura…

 il suo "amico" Henderson lo aspetta 
Dalla rapida partenza di Chris Paul e dopo la tragica morte di coach Skip Prosser, Wake Forest sembrava un college in completo disarmo con alcune stagioni tragiche.
Ma Dino Gaudio si è dato da fare nel recruiting e già la scorsa stagione un paio di germogli sono spuntati, si tratta di James Johnson, la migliore ala piccola della Atlantic Coast Conference, e la guardia Jeff Teague.
Quest'anno poi a Wiston Salem arriva il miglior prospetto della conference Al Farouq Aminu, ala versatile di origine nigeriana che con Johnson forma la miglior coppia di ali della ACC per atletismo e talento complessivo. Arrivano poi da uno junior college David Weaver, tremendo difensore ed il sette piedi Ty Walker incredibile stoppatore.
Abbastanza da fare dei Demon Deacons la terza forza della stagione ed una possibile grande sorpresa anche a livello di torneo marzolino.

Qualche singolo

Occhio poi ai frombolieri pazzi Teresina Rice (Boston College) e Jack McClinton (Miami), lo splendido play venezuelano Greivis Vazquez che abbina talento a statura, il portoricano swingman di Virginia Tech AD Vassallo, il piccolo ma potente centro di Clemson Trevor Booker ed il cecchino KC Rivers che fanno dei Tigers la quarta forza della ACC, chissà poi se la delusione della scorsa stagione Brandon Costner (NC State) saprà ritrovarsi da una carriera che appare già rotolante verso la mediocrità?

State pronti, la Atlantic Coast Conference sta partendo…


Carlo Perotti
giovedì, 16 ottobre 2008

Head coach: Mike Krzyzewski.
Last season: 28-6, 13-3 in ACC.
Postseason: Earned at-large bid to NCAA tournament. Lost in second round to West Virginia, 73-67.
Breakdown: Probable starters | Backcourt | Frontcourt | Offense | Defense | Outlook

Backcourt

Despite the loss of wing DeMarcus Nelson - Duke's leading scorer last season - few teams have a better collection of talent, depth and experience on the perimeter.

Gerald Henderson was Duke's best player down the stretch last season.

PROBABLE STARTING FIVE
G Greg Paulus, 6-1/Sr.
11.4 ppg, 3.2 apg, 42.3% 3-pointers
G Jon Scheyer, 6-5/Jr.
11.7 ppg, 1.4 spg
G Gerald Henderson, 6-4/Jr.
12.7 ppg, 4.7 rpg
F Kyle Singler, 6-8/So.
13.3 ppg, 5.8 rpg
F Lance Thomas, 6-8/Jr.
4.3 ppg
TOP RESERVES
C Brian Zoubek, 7-1, Jr.
3.8 ppg
G Elliot Williams, 6-4, Fr.
five-star prospect
G Nolan Smith, 6-2, So.
5.9 ppg
Point guard Greg Paulus returns for his fourth year as a starter. Paulus hasn't been the kind of playmaker that Duke had hoped when they originally landed the former five-star recruit, but his presence is invaluable. The veteran brings plenty of leadership, can handle the ball and is the team's best outside shooter - he shot better than 40 percent from 3-point range in each of the last two seasons. He'll need to continue to shoot the ball with that kind of accuracy for the Blue Devils to nab a high seed in the NCAA Tournament.

Junior Jon Scheyer probably will move back into the starting lineup at shooting guard after being one of the nation's top sixth men last season. Scheyer provided a big offensive lift off the bench, averaging 11.7 ppg. Scheyer moves well without the ball, and is at his best when coming off screens and shooting mid-range jumpers. He is also a solid threat from 3-point land.

Athletic wing Gerald Henderson was Duke's best player at the end of last season and looks poised for an All-ACC kind of year. Without Henderson, whose strength is attacking the basket, the Blue Devils would have been knocked out of the first round of the NCAA tournament by Belmont. The former five-star recruit hit some clutch baskets late and finished with a team-high 21 points in the Blue Devils' 71-70 escape. He'll need to be more steady and average around 15 ppg, possibly more, to make up for Nelson's scoring.

Sophomore Nolan Smith earned a spot in the rotation last season and should play a bigger role. Quick and athletic, Smith can back up Paulus at the point or provide a scoring punch off the ball. He may even start if the Blue Devils choose to go with a four-guard lineup.

Duke's biggest addition is freshman Elliot Williams. A five-star prospect from Memphis, Williams packs plenty of athleticism into a 6-4 frame and can handle the ball well and play multiple positions. Williams is also an excellent defender, which should lead to early minutes. He'll quickly emerge as a steady contributor.

Frontcourt

Mike Krzyzewski said Kyle Singler was the most ready of any freshman he had ever had prior to last season, and the versatile forward backed up the coach's bold statement. Singler ranked second on the team in scoring at 13.3 ppg and tied for the lead in rebounding with 5.8 rpg on his way to capturing the ACC Rookie of the Year award.

Singler managed that production while playing out of position for most of the year, and he'll likely have to do the same again. Duke still lacks a quality big man. The Blue Devils went out and signed a pair of three-star power forwards – 6-7 Olek Czyz and 6-10 Miles Plumlee – but neither is ready to play heavy minutes. That means Singler will match up with opposing big men again. On offense, that works to the Blue Devils' advantage. Singler, who handles the ball well and is good outside shooter, creates matchup problems and pulls those big men away from the basket. But it does create problems on defense, leaving the Blue Devils undersized and often overmatched on the interior.

It will be up to juniors Lance Thomas and Brian Zoubek to change that. Both have been no more than role players so far. Either could start alongside Singler and will play significant minutes. The 6-8 Thomas needs to do a better job avoiding foul trouble. The 7-1 Zoubek, who has more than enough size to create an inside presence, has battled a series of foot injuries.

Senior forward David McClure, who has been a utility man of sorts in the past, will likely be part of the rotation. Plumlee and Czyz, who were ranked the Nos. 101 and 112 prospects in the 2008 class, may also earn some minutes.

Offense

Influenced by working alongside Phoenix Suns coach Mike D'Antoni with Team USA, Coach K made some radical changes on offense last season. The Blue Devils turned up the pace and moved four players on the perimeter, sometimes even five. The result was an explosive attack that jacked up an ACC-high 816 3-pointers and ranked second in the league with 83.2 ppg. With that kind of production and much of the personnel back, expect more of the same.

The last memory most fans have of Duke was watching the Blue Devils barely survive a first-round NCAA tournament matchup with Belmont. It's easy to forget the Blue Devils started out 22-1 and 10-0 in the ACC last season, pulling off a double-digit win at then-No. 1 North Carolina along the way. Four of the starters and the bulk of the bench are back. The point is the Blue Devils still have the potential to be one of the nation's elite teams. They are loaded on the perimeter and have a bevy of good outside shooters. Yes, they still have some glaring holes on the inside, but so did that team that got off to such a great start last season. The Blue Devils will finish in the top three of the ACC and have no trouble getting back to the NCAA tournament. If they get a big year from Henderson and some of the other role players step up, a trip to the Final Four is a real possibility.

Defense

Getting more stops will be the focus of Coach K and his staff. The Blue Devils, who stick to a traditional man-to-man despite their lack of size, were eighth in the ACC in field-goal percentage defense (43.5 percent) last season.

Shoes to Fill

Nelson. There is more than enough firepower to make up for Nelson's 14.5 ppg. Replacing Nelson's 5.8 rpg is a bigger concern. The team captain played far bigger than his 6-4 frame and he was one of the better rebounding wings in the nation.

Must Step Up

Henderson. This junior raised his scoring average from 6.8 ppg to 12.7 ppg last season. He's fully capable of making another big leap, and the Blue Devils need him to be more assertive on the offensive end.

Impact Newcomer

Williams. Meet the Blue Devils' next star. Long and athletic, Williams has a great package of physical tools. If he develops quickly, the Blue Devils will have a big weapon to utilize.

 

from Rivals.com

postato da: guybrush30 alle ore 16:05 | link | commenti (1)
categorie: ncaa, pallacanestro, basketball, duke, ranking, acc
venerdì, 09 maggio 2008

Dopo Czyz (polaccone tutto muscoli) ed Elliott Williams, a Duke arriva anche il 2.08 Miles Plumlee che ha scelto Duke dopo aver abbandonato Stanford dopo il licenziamento di coach Johnson, l'anno prossimo arriva poi il più talentuoso fratellino Mason Plumlee. Buffo il fatto che Miles Plumlee ha bidonato Stanford ed il nuovo coach di Stanford è Johnny Dawkins a lungo vice di coach K...


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postato da: guybrush30 alle ore 17:02 | link | commenti
categorie: ncaa, duke