Una Carife che, senza Harold Jamison, ha trovato la voglia di crederci quando la NGC le ha permesso di rientrare dopo un inizio perentorio (22-9 pro Cantù), con Valli che ha azzeccato quintetti anche coraggiosi con 5 guardie ed ha sfruttato il grande talento di Andre Collins ed Allan Ray.
Il play ha segnato canestri con coefficiente di difficoltà immensi, fra i quali un tiro da metà campo sulla sirena del primo tempo che ha dato il primo vantaggio agli Estensi, con il suo crossover dribble ed arresto e tiro ha fatto a pezzi chi fra Gaines, Mazzarino e Prato ha vanamente cercato di marcarlo, un vero margiasso.
Così come è stato ottimo il suo collega di reparto Allan Ray che, archiviata la follia capitolina del Gelsomino Repesa capace di deprimere un campione simile, ha ritrovato la voglia di deliziare le platee con la sua eterea classe, l’ex Villanova ha segnato 21 punti con 6-7 da due, 2-3 da tre e 3-3 dalla lunetta, praticamente perfetto.
La Carife ha nettamente perso la lotta a rimbalzo senza Jamison (36 a 21) ma ha difeso meglio recuperando 21 palloni, complice la rilassata svogliatezza dei canturini nel passarsi la palla, ed ha tirato quasi con il 70% dal campo (altro indice di una morbidezza eccessiva dei padroni di casa), con un parziale di 13-0 a cavallo del primo quarto Ferrara ha riacchiappato la gara e non l’ha mollata più mentre la NGC continuava a specchiarsi nella bellezza dei sui primi 8 minuti di gioco con un gioco lezioso e vanesio, rallentando anche quando poteva cercare di scappare via, dimenticandosi a lungo della superiorità di Pinkney (15+9) e Toure (12+6) sotto canestro.
Si possono salvare solo un positivo Jason Rich, 17 punti, purtroppo dimenticato a lungo in panchina nell’ultimo quarto da Dalmonte, e lo sprazzo finale di Nicolas Mazzarino che ha cercato di rispondere bomba su bomba alle triple di Collins. Ma Cantù non ha avuto la giusta mentalità per battere la Carife, in un momento di grande fiducia, ed ha perso l’occasione di chiudere definitivamente la lotta al settimo posto che con una vittoria odierna sarebbe stato canturino senza nessun dubbio.
Risultato finale: 76-79
Il peggiore: per una volta non votiamo il peggiore in campo bensì il più idiota, trattasi di Ndudi Ebi che, sostituito dal suo coach, in un momento di rabbia incontrollata, è partito come un treno in corsa travolgendo il povero massaggiatore che era pure girato di spalle e non l’ha visto arrivare.
Il massoterapista, peraltro non giovanissimo, è stramazzato a terra e si è rialzato sparando imprecazioni in emiliano all’anglo-nigeriano-americano che non si è nemmeno degnato di chiedere scusa. Un vero decerebrato.
Il migliore: grandiosa la prova di Andre Collins che ha nettamente vinto il duello con Gaines ed ha trascinato i suoi nella ripresa alla vittoria con 23 punti, 7-9 da 2, 3-10 da tre ed almeno cinque canestri di una difficoltà ed importanza immensa.
Le pagelle:
Cantù: Gaines 5 Zacchetti sv Rich 7 Toure 5.5 Mazzarino 6.5 Lydeka 6 Elder 5.5 Pinkney 6.5 Prato 4.5 Berti ne Squarcina sv Meroni ne
Oltre alla squadra va però elogiato il pubblico che ha scelto di abbandonare il tepore del caminetto e la comodità di vedere la propria amata squadra su SKY ed ha affrontato un clima siberiano affollando il pala-freezer oltre il preventivato visto la giornata post-festiva, con gli Eagles caldi come sempre pure il Pianella è apparso un po’ meno gelido della realtà. Il pubblico brianzolo ha avuto ragione a venire a seguire la NGC perché, per una volta in questa stagione, non ha dovuto patire sofferenze e rimonte avversarie visto che Cantù ha vinto in maniera cristallina mostrando di essere sulla strada giusta nel suo processo di maturazione, processo accelerato dal periodo difficile in cui tutto andava storto e la barca imbarcava acqua, ma il timoniere, inteso come società e staff tecnico, ha mantenuto la freddezza e la lucidità del lupo di mare, ha confermato Dalmonte, Gaines ed Elder, dei quali si pretendeva ad alta voce la testa, ed ha ritrovato la rotta giusta. In questo momento quel bulldog di Sundiata Gaines, che fa del vigore e non della classe cristallina la sua forza, è uno dei 6-7 migliori play in Italia, BJ Elder è di nuovo un giocatore di classe (peccato per l’infortunio alla caviglia che lo ha messo ko ad inizio ripresa) e Luca Dalmonte è sempre quel coach che fa dell’onestà e delle regole il suo credo filosofico, e dopo la lezione di Biella ha pure preparato l’attacco alla zona 3-2… Così Yatta segna 15 punti e smazza 6 assist mostrando buon controllo anche nell’attacco alla zona, i lunghi titolari Pinkney e Toure si imitano a vicenda segnando 13 punti a testa ed arraffando 8 rebs, infine Lydeka e Mazzarino (15 punti, 5-8 da tre) portano vitalità dalla panchina. Proprio il capitano segna tre triple nel secondo quarto (48-37 al 18’) che creano il break, alla fine decisivo, e poi mette i chiodi sulla bara reatina con altre due triple (+21 al 37’) coi laziali che due minuti prima avevano avuto il colpo di coda portandosi a -10 (70-60). Bravo il cardinale ma il nostro premio di MVP va a Jason Rich come spiegheremo nell’apposita rubrichetta finale. Rieti, encomiabile per come lotta nonostante i noti problemi finanziari, ci ha fatto però una cattiva impressione: a parte qualche mazzata d’esperienza di Prato (12 punti, 5-7 al tiro), un buon primo tempo di Jerry Green (14) poi eclissatosi, un Thomas (12+6) che è l’emblema del giocatore-operaio e Vangelis Sklavos (13, 7 falli subiti), un giocatore da Radio Capital che suona solo musica anni 70-80-90, uno che viene dai tempi di Nikos Galis, non il prototipo di giocatore da nuovo millennio ma decisamente uno che sa giocare a pallacanestro. Il resto proprio poca roba nonostante i tentativi da alchimista di Lino Lardo che ha cercato di mascherare i limiti dei suoi alternando difese individuali a zone miste ed alla 3-2 di biellese ispirazione. Risultato finale: 88-69 Il peggiore: ci stupisce sempre notare come in Italia qualcuno ancora voglia Parvis Pasco nella propria squadra! Se si trattasse di salto in alto nulla da dire ma col basketball il buon PP poco c’azzecca… In attacco può solo schiacciare, il resto ciccia… in difesa, a parte qualche sporadica stoppata, è totalmente incapace di seguire l’uomo sul perimetro. Un giocatore che ha un minimo di senso solo se gli altri 4 del quintetto sono dei fenomeni, non certo il caso della Solsonica. Il migliore: viene dalla calda Florida, eppure nel freddo del Pianella ha svolazzato felice. Jason Rich non è il nostro MVP per i 15 punti segnati col 55% dal campo ma ci è piaciuto per l’energia, l’entusiasmo, i 7 rimbalzi presi e per un paio di schiacciate che hanno messo in mostra tutto il suo poetico atletismo. Le pagelle: Cantù: Gaines 7 Zacchetti 6 Rich 7.5 Toure 6.5 Mazzarino 7.5 Lydeka 6.5 Elder 6 Pinkney 6.5 Berti ne Squarcina sv Binetti 6 Bloise sv Rieti: Grillo sv Green 6 Campbell 5 Martellucci sv Hubalek 5.5 Prato 6 S Sklavos 6.5 Thomas 6 Pasco 4 Carlo Perotti
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