Diario di un Dukie

NCAA BB, Duke University & Pallacanestro Cantù - la passione

Chi sono

Utente: guybrush30
Nome: Carlo Perotti

Commenti recenti

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
lunedì, 16 novembre 2009

17:55 16 November

|

Carlo Perotti

|

 

0%

0%

http://www.basketnet.it/art/ml2_bkg.gif

http://www.basketnet.it/art/com_bkg.gif

 


ACC: la battaglia fra UNC e Duke non finirà mai

http://www.basketnet.it/art/enlarge.gifIngrandisci

Barnes sarà un Tar Heel

Barnes sarà un Tar Heel

Sono sempre loro le due nemesi, North Carolina e Duke, a dividersi i favori in vista della nuova stagione appena partita ma se un anno fa UNC era sopra di una spanna quest’anno i campioni in carica NCAA hanno una squadra talentuosa ma forzatamente ringiovanita e perciò più facilmente “assaltabile” non solo dai cugini/nemici di Duke ma anche da altre realtà come Clemson, Maryland o Georgia Tech.



Gli azzurrini di Roy Williams presentano una front line profonda e fisica con Deon Thompson pronto a prendere i gradi di Hansbrough, con Ed Davis pronto ad esplodere dopo l’anno di praticantato così come il lungo bianco Tyler Zeller e con tre freshman di alto livello: in primis l’ala longilinea John Henson, un fenicottero dall’apertura alare infinita, ed i gemelli Wear, David e Trevis.

Qualche perplessità maggiore invece alberga dietro dove Larry Drew II convince poco in regia e perciò ci si aspetta qualche apporto nella posizione di point guard dai due freshmen Dexter Strickland e Leslie McDonald che però sono essenzialmente due guardie, mentre le ali piccole saranno Graves e Marcus Ginyard, bravi ma non top players.

Intanto una sfida coi Blue Devils è stata vinta dai Tar Heels che si sono assicurati per il 2010 il miglior collegiale d’America (o al massimo il numero 2), scippandolo a Duke, Harrison Barnes che ha preferito il faccione giocondo di Ol’Roy a quello più severo di coach K.

http://www.basketnet.it/art/enlarge.gifIngrandisci

Singler, leader di Duke

Singler, leader di Duke

Anche Duke ha tremato parecchio questa primavera quando il back court, già non profondissimo, ha perso in un colpo solo Paulus (senior) Henderson e Pocius (passati pro) ed il promettente freshman Elliott Williams trasferitosi a Memphis a causa della grave malattia della madre e desideroso di riavvicinarsi a casa. In pratica a Mike Krzyzewski erano rimaste solo due guardie, Jon Scheyer e Nolan Smith, e si è dovuto inventare qualcosa senza piangersi addosso: ecco così Kyle Singler trasferito a tempo pieno al ruolo di 3, il polacco Olek Czyz promosso a suo cambio, il recupero del redshirted Davidson ed un paio di storie tipicamente da college, di quelle che amiamo tanto...

La prima storia è quella di Casey Peters, saltatore bianco e discreto prospetto alla high school tanto da avere qualche offerta di borse di studio per università di livello basso, ma che testardamente ha deciso l’anno scorso di seguire il suo sogno di giocare a Duke, non ce l’ha fatta ad entrare in squadra come walk on e si è accontentato di fare lo studente manager (una sorta di magazziniere) pur di stare con la squadra e giocare qualche partitella. In una partita managers-allenatori si è distinto in un alley hoop clamoroso e vista l’emergenza primaverile si è guadagnato una casacca bianco-blu. American dream al 100%.

L’altra storia è quella di Andre Dawkins, che invece di talento ne ha a iosa (viene paragonato ad un mix di Gerald Henderson con Trajan Langdon) e che la schoolarship con Duke ce l’aveva per la stagione 2010-11 ma, essendo uno studente modello, ha dato gli esami necessari a diplomarsi con un anno d’anticipo ed è giunto a Durham prima del previsto.

Sotto canestro poi Duke ha aggiunto al 2.16 Zoubek, allo stopper Lance Thomas ed al sophomore Miles Plumlee il promettente fratello minore di quest’ultimo Mason (fuori per un mesetto per un polso fratturato) ed il 2.08 tiratore Ryan Kelly, corpaccioni per combattere quelli che stanno poche miglia a sud.

Dietro alle solite note vi stanno poi Clemson che deve sostituire KC Rivers e Terrence Oglesby ma ha sempre uno come Trevor Booker sotto canestro; i Terrapins di Maryland col miglior play dell’ACC Greivis Vazquez e Georgia Tech che presenta uno dei talenti più sensazionali della nidiata di freshman Derrick Favors al fianco di Gani Lawal per una coppia di lunghi dalla clamorosa fisicità.

Fra i singoli da seguire Al Farouq Aminu di Wake Forest, Malcolm Delaney di Virginia Tech, Michael Snaer di Florida State, l’ala Joe Trapani di Boston College e la guardia Sylven Landesberg di Virginia.

Intanto le prime gare sono state giocate con nessuna sorpresa ma solo vittorie per i team dell’Atlantic Coast Conference.

Atlantic Coast Conf All

North Carolina (6) 0-0 3-0

Wake Forest 0-0 2-0

Georgia Tech (22) 0-0 1-0

Duke (9) 0-0 1-0

Maryland 0-0 1-0

Boston Coll. 0-0 1-0

Virginia 0-0 1-0

Clemson (24) 0-0 1-0

Miami (FL) 0-0 1-0

N.C. State 0-0 1-0

Virginia Tech 0-0 1-0

Florida St. 0-0 0-0

 
postato da: guybrush30 alle ore 17:07 | link | commenti
categorie: duke, acc
lunedì, 30 marzo 2009

Seth Curry a Duke

 
Seth Curry, fratello minore di Stephen sensazionale guardia di Davidson, ha deciso di cambiare college e trasferirsi da Liberty a Duke.

Seth, che nel suo anno da freshman ha avuto notevoli stats come 20.3 ppg, 4.4 rpg e più di 2 apg, starà fermo un anno e diventerà un Blue Devil ad ogni effetto nel 2010-11 quando fomerà con Nolan Smith, Elliott Williams ed i futuri freshmen Andre Dawkins e Tyler Thornton un back court di altissimo livello.



Grande colpo di Mike Krzyzewski che così ha subito mostrato la sua determinazione a riportare Duke ai massimi livelli.



Carlo Perotti

postato da: guybrush30 alle ore 05:39 | link | commenti
categorie: duke, seth curry
sabato, 28 marzo 2009

Torneo NCAA-East: Villanova viaggia forte verso Pitt

TORNEO NCAA SWEET SIXTEEN - EAST REGION



Villanova Wildcats-Duke Blue Devils 77-54


Villanova di coach Wright viaggia come un treno espresso e la destinazione finale sembra proprio essere Detroit, sede delle Final Four.

I Wildcats di Phila hanno spazzato via Duke con un autorità impressionante, mostrando una forma fisica ed una convinzione nei propri mezzi che pochi si aspettavano dopo una stagione buona ma non scintillante.



La resistenza di Duke è durata un tempo, peraltro brutto, in cui i Blue Devils sono riusciti a stare incollati (26-23) ai Catz ma l'impressione di un'oggettiva difficoltà contro un team che pareva disegnato da un sarto per mettere in crisi i ragazzi di coach K si è notata subito.

La velocità e la forza fisica degli esterni di Nova ha spezzato i giochi di Duke e cancellato dal campo i due leader dei Blue Devils: Jon Scheyer, tenuto a 13 punti ma con 3-18 dal campo e 2-10 da tre, e Gerald Henderson che ha segnato la miseria di 7 punti con un tragico 1-14 dal campo.

Così con i Dukies tenuti ad un terribile 26% dal campo ed a 5-27 da tre, quando Villanova nella ripresa ha messo a segno 12 canestri su 13 tentativi contro un solo canestro di Duke, la forbice fra i due teams si è allargata in maniera irreparabile con la resa anticipata di coach K e dei suoi ragazzi.

Villanova ha ricevuto il solito apporto di Dante Cunningham (14+11) e 16 punti dal talentuoso Scottie Reynolds ma è stata la tripla di Reggie Redding ha chiudere la pietra tombale sul Torneo di Duke che invece ha avuto 15 punti e 6 rebs da parte di Kyle Singler.

Dalle parti di Durham si può essere comunque soddisfatti: ci si porta a casa un titolo del Torneo ACC e l'arrivo alle sweet sixteen, oggettivamente un obbiettivo reale per una squadra con problemi di atletismo e forza fisica facilmente evidenziabili e che ha raggiunto il massimo possibile per le sue forze effettive.

Lo stesso Mike Krzyzewski ha fine gara ha pronosticato i Wildcats alla final four e si è lamentato della mancanza di un big man e di una point guard di alto livello: se i lunghi nell'autunno del 2009 arriveranno in North Carolina sotto le fattezze di Mason Plumlee, fratello minore di Miles ma più alto ed atletico della riserva freshman, e di Ryan Kelly un 4-3 dall'ottimo tiro da fuori che si combinerà bene con Kyle Singler, che dovrebbe rimanere al college, in un'accoppiata di ali dalla buona tecnica e dalla discreta altezza (entrambi sui 2.05).

Sul capitolo play invece diventa vitale, se Duke vuol tornare ad essere una powerhouse, il reclutamento di John Wall, play di 1.92 dal grande ball handling e dall'incredibile esplosività. Su Wall, ragazzo locale di Reileigh, NC, oltre a Duke ci sono Memphis (i favoriti...), Baylor e NC State.

Pittsburgh Panthers-Xavier Muskateers 60-55



Altro giro, altra sofferenza per Pitt.

Che deve ringraziare il suo massiccio play Levance Fields (14 e 6 ass) che, in una gara in cui si tirava con medie da minibasket, ha deciso negli ultimi 50” la gara con una difficilissima tripla sparata in faccia al difensore e poi con una palla intercettata poco dopo su un passaggio orizzontale che il play ha tramutato nel 57-54 pro Pitt, poi la solita giostra di tiri liberi ha premiato i Panthers nei confronti agli scioccati X-Men che avevano avuto un vantaggio anche di 8 punti alla fine del primo tempo grazie ai 15 di BJ Raymond ed i 14 di Derrick Brown.

Poi Pitt, sospinta dalla solita doppia doppia di DeJuan Blair (10+17) e dai 19 di Sam Young, si è riportata sotto sino alla sfuriata finale del suo play.

Sinora Pittsburgh si è salvata prima grazie a Blair e poi grazie a Sam Young al secondo turno, mentre questa volta è servito Fields… Se vogliono battere Villanova servono tutti e tre e, naturalmente, quella buona stella che sinora ha arriso al cammino dei Panthers.
 

postato da: guybrush30 alle ore 07:22 | link | commenti
categorie: ncaa, basketball, pitt, duke, villanova, torneo ncaa, big dance, levance fields
domenica, 22 marzo 2009

Torneo NCAA-East: Duke e Villanova volano alle sweet sixteen

TORNEO NCAA 2009 – EAST REGION, 2° TURNO



Villanova – UCLA 89-69

‘Nova passa alle sweet sixteen con grande autorità regolando senza problemi UCLA che nelle ultime tre edizioni aveva sempre raggiunto la Final Four, davanti al coach della storica vittoria sulla Georgetown di Pat Ewing cioè Rollie Massimino, i Cats hanno dominato in ogni aspetto del gioco imponendo la loro superiore fisicità, tirando bene con una selezione di tiro accurata, vincendo nettamente la lotta a rimbalzo (39 a 26), distribuendo 20 assist e costringendo i Bruins ad una ventina di palle perse.

La fuga dei Wildcats è cominciata dopo 5 minuti di gara ed è stato subito un assolo dei ragazzi di coach Wright con 6 giocatori in doppia cifra: si va dai 18+10 del leader Dante Cunningham ai 13 di Fisher e Redding, i 12 di Stokes, gli 11 di Reynolds ed i 10+11 di Dwayne Anderson.

I due senior Josh Shipp coi suoi 18 punti e Darren Collison con 15 hanno chiuso dignitosamente una carriera universitaria ricca di emozioni ma senza l’acuto di vincere un titolo NCAA, mentre il talentuoso serbo di 2.05 Nikola Dragovic ha per l’ennesima volta confermato di avere mani dolci (11 punti con 3 triple) ma ancora poca propensione alle battaglie sotto canestro.

Duke – Texas 74-69



Cuore, coraggio, gioco di squadra, difesa, ruoli ben definiti: in poche parole coach Mike Krzyzewski.

In quest’uomo alberga il segreto di Duke che torna alle sweet sixteen dopo tre anni di delusioni, una sola stella, Gerald Henderson (24+6), peraltro “scoperta” a stagione in corso e tanta filosofia del gioco, un’arte che si è purtroppo persa nell’era dei Calipari e dei suoi “One&Done”.

Contro i Longhorns i ragazzi di coach K hanno messo in scena un piccolo esempio di come deve giocare una squadra che concede all’avversario centimetri e chili: ha retto a rimbalzo (35-31 pro Texas) arrivando col cuore dove non arrivano i muscoli, ha ottenuto un +6 nelle palle perse (15 a 9, da quando Scheyer è il play di Duke non si perdono più palloni…) ed ha oscurato la stella di AJ Abrams che ha sofferto terribilmente i 18 centimetri di vantaggio che Jon Scheyer (13)vanta sul piccolo tiratore di coach Barnes.

Con Abrams tenuto a 17 punti e 5-13 dal campo, i maggiori grattacapi sono venuti dalla forza fisica dell’ala piccola Damion James (15+10) e dalla miglior prova in carriera del freshman Velez Ward (16 con 7-8 al tiro).

Duke ha subito preso un discreto vantaggio e l’ha gestito con saggezza sino alla sfuriata finale, un parziale di 12-1, che ha riportato i Longhorns in parità sul 67-67 a 1’44” dal termine con un jumper dello stesso scatenato Ward.

Ed è stato a questo punto che Duke ha giocato da vera squadra segnando 5 tiri liberi con Nolan Smith (11 punti, in netta crescita) e Gerald Henderson e soprattutto facendo quelle piccole cose che contano per vincere: un grandioso recupero di Scheyer, paragonato da coach K a Magic Johnson (!) per questa giocata ed un rimbalzo offensivo preso in coabitazione da Henderson e McClure, un vero specialista in queste giocate di sacrificio.

Detto infine dei 17+7 di un buon Kyle Singler, ora i Blue Devils volano a Boston per affrontare Villanova in una gara decisamente equilibrata fra due formazioni in ottima forma.
venerdì, 20 marzo 2009

Torneo NCAA-East: passano tutte le grandi, Duke, Texas, 'Nova e UCLA non lasciano il posto al gran Ballo



Torneo NCAA 1° turno



EAST REGION

(10) Minnesota (22-10) - (7) Texas (22-11) 62-76

Ci si aspettava più resistenza da parte dei Gophers ma, dopo un primo tempo equilibrato, i Longhorns hanno preso il largo grazie ad una maggiore precisione nel tiro da tre (55% contro il 30%) ed al dominio sotto i tabelloni (40-29 rebs) e con queste stesse armi proveranno ad estromettere Duke in una sfida al secondo turno di grande fascino.

Impressionante la prova balistica di AJ Abrams: la guardia tiratrice più piccola del mondo (1.78), solo sulla carta un point man, ha messo a segno 8 triple su 15 tentativi per un totale di 26 punti.

18 per l’ottima la piccola Damion James, uno a cui non difetta il fisico e che si prepara ad uno splendido scontro con Gerald Henderson, e 17 per il centro Dexter Pittman.

Fra gli uomini dell’ottimo Tubby Smith, che a Kentucky cominciano a rimpiangere, 19 di Lawrence Westbrook.

(14) American (24-7) - (3) Villanova (26-7) 67-80

American, vincitrice della piccola Patriot League (la conference di Army e Navy per intenderci) ottiene alla fine una sconfitta immeritatamente pesante dopo aver a lungo cullato il sogno di eliminare Villanova.

Gli Eagles erano infatti sopra di 10 (53-43) a 7’ dal termine quando Dante Cunningham (25+7), Dwayne Anderson (25+8) e i tiri liberi di Corey Fisher (11) hanno tolto dagli impicci i Wildcats.

Escono così fra gli applausi i vari Garrison Carr (22, 6 triple) Derrick Mercer (17) e Brian Gilmore (16).

AJ Abrams, che tiratore
(15) Binghampton (23-8) - (2) Duke (28-6) 62-86

Nelle ultime due edizioni del Torneo NCAA i Blue Devils avevano avute amare sorprese al primo turno (eliminati da VCU e quasi da Belmont) ma quest’anno si presentano alla Big Dance in un ben altro stato di forma e con una mentalità forgiata da coach Krzyzewski e per i Bearcats, in Division I solo dal 2001 ed all’esordio assoluto al Torneo, non c’è stato scampo tirando in maniera eccellente sia da tre che dalla lunetta.

Ben 6 giocatori in doppia cifra e gara chiusa con un parziale di 17-2 culminato con la schiacciata di un ottimo Lance Thomas (14, 5-5 fg) che ha portato Duke sul 62-36.

15 i punti di Jon Scheyer, 13 per Henderson e Nolan Smith, 11 di Elliott Williams e 10+9 per Kyle Singler.

Per i Bearcats 20 del tiratore mancino DJ Rivera e 13 di Tiki Mayben.

(11) VCU (24-9) - (6) UCLA (25-8) 62-63

Virginia Commonwealth ci ha riprovato: a soli due anni dal clamoroso upset al primo turno ai danni di Duke, i Rams hanno portato i Bruins a giocarsi tutto all’ultimo secondo.

UCLA ha controllato la gara con un discreto vantaggio per gran parte della partita ma negli ultimi 4 minuti il sensazionale senior dei Rams Eric Maynor (21, 6 rebs, 7 ass) riporta sotto a -1 i suoi realizzando due liberi a 48” dal termine, poi Larry Sanders (10+11, 4 stop), uno che vola quando c’è da stoppare, rispedisce al mittente un arresto e tiro di Darren Collison (10) ma è lo stesso piccolo play dei Bruins a difendere benissimo su Maynor che sulla sirena spara un forzato fade away sul ferro e permette agli uomini di Ben Holland di evitare una cocente sconfitta al primo turno.

Per UCLA 16+8 di Josh Shipp e 10+13 dell’interessante lungo serbo Nikola Dragovic.
domenica, 15 marzo 2009

ACC: Duke is The Champ! Jon Scheyer trascina i Blue Devils a vincere il Torneo
15.03.2009. 21:05   
 Grandissima prova di Scheyer, MVP del torneo 
ACC Tournament 2009

Duke-Florida State 79-69

Duke torna ad essere campione della Atlantic Coast Conference grazie ad una gara di ottima fattura, i Blue Devils di Mike Krzyzewski tirano bene da tre (12-25), vincono la battaglia a rimbalzo dove erano nettamente sfavoriti sulla carta (33 a 32) e perdono soli 4 palloni.
Alla fine concedono, ed era prevedibile, la solita grande prestazione a Toney Douglas, l’eccellente play di Florida State, che ne mette 28 con 10-19 al tiro e 4 triple ma, a parte un buon Chris Singleton da 15 punti, FSU non ha mai dato l’impressione di poter battere Duke.

I Seminoles partono bene e si portano in vantaggio (11-9) ma Duke vola via con un tremendo parziale a metà primo tempo di 24 a 5 propiziato da un’ottima difesa e da una gragnola di triple a segno, di cui 5 consecutive, da parte di Kyle Singler (14) e del MVP del torneo Jon Scheyer (29, 6-10 al tiro, 4 triple e 13-15 dalla lunetta) sempre più a suo agio nel nuovo ruolo di point guard. I Dukies salgono così sul 31-16 concedendo un solo canestro dal campo a FSU in 13 minuti e persino il pinnacolone di 2.15 Brian Zoubek si rende utile nel limitare il centro avversario, il nigeriano Salomon Alabi.

Un primo tempo ai limiti della perfezione che richiede una replica così nella ripresa gli uomini di coach Hamilton cercano di reagire ma ad ogni mossa di Douglas viene la risposta di Gerald Henderson che chiuderà con 27 punti con 9-17 al tiro e 4 triple. Ma proprio quando “Hendo” ha un passaggio a vuoto mentale con un paio di iniziative scriteriate, Florida State ne approfitta per operare un parziale di 9-0 che riporta i ‘Noles a -6.

Sono ancora Scheyer ed Henderson a dare allora la scossa e la tripla di Singler a 7’ dal termine riporta i Blue Devils sul +19.
Nel finale qualche relativo patema d’animo nasce dal fatto che i Devils pensano un po’ troppo presto ad addomesticare il cronometro così, con FSU che pressa a tutto campo, qualche errore al tiro permette ai Seminoles di riavvicinarsi con Singleton e Douglas ma quando viene il momento del fallo sistematico Henderson e Scheyer sono glaciali e fissano il risultato sul 79-69 finale.

Duke perciò è campione della ACC, proprio nell’anno in cui l’arcirivale North Carolina doveva dominare senza avversarie, e rende così dolcissima una stagione comunque positiva.
Fra poche ore la stesura del tabellone del Torneo NCAA, i Blue Devils saranno probabilmente chiamati con #2 ed anche FSU avrà la soddisfazione di una chiamata medio-alta.

Tabellini

Duke: Scheyer 29 Henderson 27 Singler 14 Thomas 2 Williams 0 Smith 6 McClure 1 Paulus 0 Zoubek 0

Florida State: Douglas 28 Singleton 15 Alabi 10 Kitchen 0 Echefu 0 Loucks 6 Reid 4 Dulkys 3 DeMercy 2 Gibson 1 Hoff 0 Vanderwerff 0


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 20:15 | link | commenti
categorie: basketball, duke, acc , kyle singler, toney douglas, jon scheyer
sabato, 14 marzo 2009

ACC: la finale è Duke-Florida State, Toney Douglas fa fuori Carolina!
14.03.2009. 23:34   
 Grandioso Toney Douglas 
ACC Tournament 2009

North Carolina-Florida State 70-73

Epica vittoria dei Seminoles di coach Hamilton che approfittano dell’assenza di Ty Lawson con Toney Douglas, 27 punti con 10-18 dal campo, che fa a pezzi Bobby Frasor inadeguato sostituto del giocatore dell’anno della ACC.

Nel primo tempo Carolina si aggrappa al jump shot di Wayne Ellington (24 punti con 4 triple) perché Tyler Hansbrough fa una gran fatica fra i tentacoli di FSU.
FSU ha solo Toney Douglas in grado di creare dal palleggio però coach Hamilton ha una sfilza di mori a guardia del suo canestro che sembrano una gran parata di granatieri testosteronici. UNC chiude a +3 primo tempo dopo aver guidato anche di 9.

Nella ripresa Psycho T comincia a giocare a modo suo (22 punti 11 rebs) ma FSU sorpassa UNC coi canestri di Douglas, la partita si incanala nell’equilibrio, UNC sembra essere in grado di portarla ancora in qualche modo a casa ma 4 tiri liberi a segno nell’ultimo minuto dai Seminoles portano FSU a +3.
Carolina ha per due volte la tripla del pareggio ma Ellington ed un disastroso Danny Green (4 punti 1-12 al tiro) non riescono a prendersi tiri in equilibrio e sbagliano dando a Florida State la chance di giocare la finale del Torneo ACC.


 Singler stoppa Bowie 
Duke-Maryland 67-61

Sfida fra due squadre che si somigliano: leggere sotto canestro e dalla predisposizione difensiva.

Maryland cerca le sue fortune sotto canestro e difende forte su Gerald Henderson tenuto a 8 punti e 3-14 dal campo, mentre Greivis Vasquez gioca una gara mediocre (14 con 6-17 al tiro) è invece Eric Hayes l’ultimo ad arrendersi con 20 punti e gli ultimi 11 consecutivi dei Terps.

Duke invece cambia sistematicamente sui blocchi per limitare la stella venezuelana di Gary Williams, tiene sotto canestro sol solo Kyle Singler (14 punti 11 rebs di cui 8 offensivi) e tira benino da tre (9-22) con Jon Scheyer gran protagonista (22 punti con ottime percentuali di tiro).

Ne scaturisce una gara equilibrata che prende la via dei Blue Devils a 7’ dal termine quando un parziale di 7-0 col gregario tutto cuore David McClure protagonista con canestri (6 punti), rimbalzi e stoppate.
Duke gestisce il piccolo tesoretto del vantaggio e tiene a distanza di sicurezza Maryland nonostante uno scatenato Hayes, tirando bene dalla lunetta (18-21) ed ottenendo la 28esima finale della ACC contro Florida State che invece giocherà per il titolo per la prima indimenticabile volta.


Carlo Perotti

ACC: cade Wake Forest, Duke e UNC avanzano soffrendo
14.03.2009. 09:47   
 Non fosse stato per Hansbrough... 
ACC Tournament 2009

#8 Virginia Tech vs. #1 North Carolina 76-79


Fa tutto nel finale Tyler Hansbrough dopo una gara giocata splendidamente da VT che si mantiene in vantaggio per praticamente tutta la gara grazie ad un grande AD Vassallo (26+10) ed un buon Malcolm Delaney (17 e 10 ass) che dominano gli esterni di Carolina orfani di Ty Lawson ma UNC si tiene in contatto grazie alla superiorità vicino a canestro (40 rimbalzi a 30 e ben 17 offensivi) con Psycho T che ottiene un decisivo aiuto da Deon Thompson (12+7) e dal freshman Ed Davis (10+6).

Ma quando la vittoria sembra sorridere agli Hokies, Hansbrough si scatena con canestri decisivi, rimbalzi offensivi e tiri liberi a segno: risponde per due volte da vero campione a Vassallo poi, sul +1 UNC, Virginia Tech ha il tiro della vittoria ma non riesce a creare nulla di decente e sempre Psycho T induce Thompson alla palla a due con la freccia che premia i Tar Heels, lo stesso Hansbrough realizza i due liberi sul fallo sistematico e poi difende forte su Vassallo costringendolo ad un air ball sul tiro da tre del pareggio, un vero show di questo splendido guerriero che chiude la gara con 28 punti, 8 rebs e 10-10 dalla linea di tiro libero.

#4Florida State vs. #12 Georgia Tech 64-62

Un'altra brillante prova dei padroni di casa di GaTech che riscattano con un buon Torneo ACC la loro pessima stagione, contro FSU la loro prova è stata commovente tenendo Toney Douglas e soci in scacco sino alla fine.

Stupenda la sfida fra il play dei Seminoles Douglas ed il tiratore Lewis Clinch: il primo, che farebbe la fortuna di qualsiasi GM europeo la prossima stagione, ha segnato 25 punti con 11-16 dal campo,così come il secondo che, timidissimo, ha sparato 18 triple (!) mettendone a segno 7.

Ma i protagonisti degli ultimi secondi di gara sono stati due comprimari: prima Zach Peacock, ala dal cognome indecente se tradotto in italiano, ha messo a segno il 62-61 pro Yellow Jackets con un tiro dalla linea di fondo poi un gioco da tre punti di Derwin Kitchen ha fissato il punteggio sul +2 FSU col tiro della disperazione di Iman Shumpert che ha colpito il ferro per la delusione dei tifosi locali e degli uomini del criticato coach Hewitt che aspetta con ansia l'arrivo dell'ottimo centro Derrick Favors la prossima stagione.

 ...e per Singler, le due rivali erano già a casa! 
#7 Maryland vs. #2Wake Forest 75-64


L'unico upset dei quarti colpisce b>Wake Forest<7b>, comunque in notevole caduta nelle ultime settimane, dopo aver conquistato il numero 1 del ranking, che non riesce a contenere il super play venezuelano Greivis Vazquez che con 22 punti, 8 rimbalzi e 9 assist stravince il duello con l'altro atteso point guard jeff Teague pessimo coi suoi 11 punti e 3-13 dal campo.
Orrenda prova pure di uno dei migliori freshman dell'anno cioè Al-Farouq Aminu, 8 punti e 2-12 dal campo, così non basta un buon James Johnson da 20+12, Maryland gioca una gara solida sospinta dal suo “Jefe” e con le due vittorie al Torneo si candida ad un invito al Gran Ballo di Marzo mentre i Deacs, con questa sconfitta, rischiano una decisa caduta nel loro seed.

#6 Boston College vs. #3 Duke 65-66

Rischia tanto Duke che parte malissimo tirando con percentuali pessime e solo a ripresa inoltrata riesce con 4 triple di Jon Scheyer (14) e 3 di Kyle Singler (26, 10-15 fg, 9 rebs) a rimontare gli Eagles in fuga, i Blue Devils salgono sul 57-49 ma due canestri del paisà Joe Trapani (12+9) ed una tripla di Biko Paris (15 con 5-5 dal campo) riportano subito BC in partita.

Arriva così il canestro decisivo di Gerald Henderson (16) a 34” dalla fine, la difesa di coach Mike Krzyzewski si concentra su Tyrese Rice (17), il tiratore designato da coach Skinner in questi casi, e con Teresina che non riesce a ricevere palla deve prendersi il tiro della vittoria Rakim Sanders, il migliore negli ottavi di finale degli Eagles, che però ben marcato non riesce a metter dentro il tiro della vittoria catapultando così Duke in semifinale contro gli odiati Terps, secondi solo ai Tar Heels nelle antipatie dei Cameron Crazies.

semifinali:

North Carolina-Florida State

Duke-Maryland


Carlo Perotti
mercoledì, 18 febbraio 2009

Viaggio nella Boston del college basketball
18.02.2009. 14:51   
 al TD Banknorth Garden si giocherà l'East Regional del prossimo Torneo NCAA 
Boston è una bella città che vive di sport.

Su tutti stanno i Red Sox per i quali i Bostonians provano un amore profondo che affonda nelle radici storiche della città, Fenway Park, il loro vecchio stadio, resiste alle manie economico-modernistiche degli owners degli sport pro americani. E’ vero che il vecchio Garden cadde a suo tempo a favore del moderno TD Banknorth Garden ma la casa dei Red Sox è intoccabile ed i fans locali, i più “europei” d’America, sarebbero pronti alla rivoluzione nelle strade della Back Bay per salvarlo…

Appena dietro alle Calze Rosse vengono i Celtics, in giro per la città si trovano segni della passione bianco-verde come le scarpe di Larry Bird o Red Auerbach che si fuma il suo sigaro, e le magliette di KG, Allen, Pierce e Rondo si trovano ovunque. Relativamente meno popolari sono i Patriots, che giocano nel nuovo Gillette Stadium a Foxboro, ad un’oretta di macchina in autostrada, ed i Bruins della NHL.

Ma Boston è anche una vivace città universitaria, con le prestigiose Harvard, ed il suo romantico campus in stile coloniale, ed il MIT, dove si bada meno alla poesia e più alla scienza. Ma vi sono anche Boston College, Boston University, UMass, ubicata a sud verso Cape Cod, Northeastern e molte altre scuole private come Emerson College
Ed è proprio il mondo universitario ed il college basketball che ci hanno portato ad attraversare l’oceano.

L’antipasto sfizioso è Boston University che accoglie i newyorkesi di Binghamton nel loro campus metropolitano.
La Agganis Arena, che di solito ospita i Terriers, è occupata da artritiche ex glorie del tennis come Jimbo Courier od il Mac che giocano il campionato delle vecchie glorie così la partita è dirottata a The Roof at Case Gym. Entriamo al Case e scopriamo che nel campo principale si gioca ad hockey (sport dove i Terriers sono discretamente validi) e per roof si intende proprio il tetto! Saliamo una scala a chiocciola dove incontriamo i Bearcats che vanno a fare il riconoscimento pre-gara cogli arbitri (immaginatevi in Italia i tifosi che incrociano per le scale avversari ed arbitri) ed arriviamo all’ultimo piano dove c’è una palestra da 1.500 posti, più simile ad un campo da High School.
Fa un caldo atroce, mentre fuori si gela, e ci saranno al massimo 400 tifosi, fra i quali 10 allegri dementi che rappresentano la Student Section e che agitano profilattici ogni volta che Alvin, il play di riserva dei Bearcats, tocca la palla. Qualche pulzella incinta?
Gli ospiti sono tutti piccoli e neri e giocano nel “NY style”, poco tiro da fuori e tanta intensità, ma spiccano fra i brothas i 208 centimetri per 150 chili di un falegname canadese di nome Jaan Montgomery: tutt’altro che atletico ed in forma, il coach lo mette in campo solo quando il centro titolare (di 2 metri scarsi) esce per falli e lo fa giocare solo nei possessi offensivi tirandolo subito fuori quando si deve difendere. Rapidamente Jaan diventa il nostro idolo…
BU invece ha dei lunghi, tutti bianchi dalla mano buona e dall’atletismo ridicolo, che sono presto in crisi contro i rapidi avversari che si prendono un vantaggio importante grazie alla guardia DJ Rivera, l’unico giocatore in campo con chance di professionismo: mancino, creativo e maledettamente cazzuto.
DJ ne mette 20 e prende 12 rebs ma nella ripresa i terriers cominciano a sfruttare il loro vantaggio di centimetri a disposizione e rimontano grazie al centro Scott Brittain che riempie di falli Fuller, lo pseudo centro avversario.
Viene così il momento di Big Jaan a 2 minuti dalla fine, entra ed esce dal campo come un pesce pagliaccio dall’anemone ma terrorizza con la sua mole i Terriers ed apre lo spazio per il canestro decisivo di Lukasa a 36” dalla fine. BU ha il tiro della vittoria un paio di volte ma lo sbaglia miseramente, finisce 59-60.

 la festa dei Superfans di BC 
Ma il main event è la domenica quando Duke va ad affrontare Boston College a pochi giorni dalla brutta sconfitta rimediata in casa con Carolina.
Il campus di BC è a Chestnut Hill, ad un quarantina di minuti di metro dal centro, è moderno ed elegante così come bello è il Silvio O Conte Forum, un palazzetto non gigantesco ma accogliente e con ottima visibilità da tutte le tribune, già all’entrata si capisce che il numero di Dukies presenti sarà importante ma nessuno, proprio nessuno, dei tifosi locali si sogna di fare nemmeno una battuta sgradevole ai tifosi avversari. Si sta tutti assieme sia che vesti giallo-oro sia che blue, c’è rispetto ed ognuno tifa per la propria squadra, dovrebbe essere una cosa normale invece purtroppo a noi europei suona strano, una vera lezione di civiltà da parte dei bistrattati americani…
Coach K entra a 3 minuti dall’inizio, applaudito anche dai superfans (la student section di BC), potere della medaglia olimpica, e Duke parte forte andando a +13 nei primi 18’ con Gerald Henderson (20) che mostra sofficezza nei movimenti, con un Lance Thomas ottimo (12+5) e con la difesa che cancella momentaneamente Teresina Rice.
Poi i Blue Devils si siedono, Rice (21 punti) si scatena in 2 minuti a cavallo dell’intervallo e gli Eagles fanno un parziale di 11-0 che lancia BC in orbita con il paisà Joe Trapani (20 punti, 7 rebs e 5 stoppate) che mostra la tecnica e l’atletismo che faranno salivare i GM italiani fra un paio di anni quando uscirà dal college col suo passaporto tricolore.

Duke sbanda ma si tiene in piedi con la zona press 1-3-1 con Kyle Singler in punta ed è proprio il biondo l’unico punto di riferimento, lotta come un leone, segna 25 punti, arpiona 8 rimbalzi, ma sul -2 dopo il canestro di Jackson (interessante freshman) Gerald Henderson si prende un assurdo tira da tre in isolamento ed ai liberi gli Eagles battono i Dukies 80-74, dopo 24 anni di sconfitte consecutive, con tanto di invasione di campo finale.

Duke è alla quarta sconfitta nelle ultime sei gare, la difesa appare meno feroce di un mese fa, pare avere giocatori in piena crisi fisica e psicologica come Nolan Smith, Scheyer e Zoubek, potrebbe slittare presto fuori dalle prime 10 del ranking. Coach K deve fare un’altra magia per recuperare la squadra che aveva fatto tanto bene nei primi mesi della stagione.

Così mentre i Superfans festeggiano i loro eroi, i molti dukies riprendono la vecchia, affollata, metropolitana e scivolano nella fredda serata bostoniana a cercare di capire il momento negativo della loro squadra, più di una semplice squadra… la definirei una religione, di fronte ad un paio di birre in qualche irish bar.


Carlo Perotti
giovedì, 29 gennaio 2009

Breve analisi di metà stagione
29.01.2009. 13:48   
 Le lunghe leve di Thabeet per portare gli Huskies a Detroit 
Oramai si può provare a fare una breve analisi della stagione ncaa, partiamo dalle top10:


* 1.Duke

Il numero 1 del ranking è un premio al grande lavoro di coach K: i Blue Devils sono leggeri sotto e non hanno grandi star ma difendono benissimo e sono ben strutturati in attacco con un gioco altruista in cui si cerca sempre l'extra pass. Giocano bene, indubbiamente.
Gerald Henderson ha trovato la giusta sicurezza nel jump shot e Kyle Singler possiede classe e coraggio. Se arrivano alle Final Four è un trionfo del gioco di squadra ma temiamo sarà dura se vanno a sbattere contro team più fisicati.

* 2.Connecticut

Hanno stazza sotto con Thabeet, Adrien e Robinson, 4 ottimi esterni (Dyson, Prise, Walker e Austrie) ed un santone in panchina. Per noi sono la vera anti-Carolina rispetto alla quale sono meno profondi ma con rotazioni solide e le leve di Hasheem Thabeet che possono dar fastidio a Psycho T.

* 3.Pittsburgh

I Panthers hanno tre eccellenti giocatori nei tre ruoli chiave: play (Fields) ala piccola (Young) e centro (Blair). Gli altri sono comprimari ma potrebbe bastare per arrivare sino alle elite eight, più in su abbiamo qualche dubbio.

* 4.Oklahoma

Blake Griffin è il giocatore dell'anno, una combinazione esplosiva di muscoli, tecnica ed esplosività. Fantastico.
Il resto della squadra è di livello medio, può Griffin portare i Sooners lontano da solo?

* 5.North Carolina

Dovevano dominare e lo stavano facendo, poi un paio di sconfitte ed una mezza crisi, ora hanno ripreso a vincere ma hanno qualche insicurezza in più nelle loro menti. Hansbrough è sempre bravissimo ma dà la sensazione che ''sposti'' meno del passato, le chiavi sono Lawson, Ellington e Roy Williams: se avranno i nervi saldi al momento decisivo UNC è ancora la favorita, sennò...

 Piccolo ma compatto: Jerel McNeal 
* 6.Wake Forest

Squadra giovane ma esplosiva, Teague è il play-guardia del momento, è materiale da NBA di primissima scelta, Al Farouq Aminu è stato impressionante stanotte nella vittoria su Duke anche se il canestro decisivo l'ha messo James Johnson. Hanno tutto per andare lontano: muscoli,tecnica e freschezza mentale, al limite il loro problema può essere l'inesperienza e la panchina buona ma non eccelsa. Da Final Four.

* 7.Louisville

Dopo Duke hanno la migliore difesa della NCAA, meno strutturata di quella dei Dukies ma più fisica. Giocano senza un play vero ma hanno guardie atletiche e pazzerelle al punto giusto, Terrence Williams è un clamoroso collante, Clark e Samuels sono due lunghi di grande valore. E Pitino è sempre lui...

* 8.Marquette

Uno dei migliori back court della nazione con Jerel McNeal, il controverso ma atletico Dominic James e Wesley Matthews figlio dell'ex play di Varese. Sotto hanno solo l'ottimo Lazar ma se riescono a tenere il ritmo desiderato possono mettere in crisi chiunque.

* 9.Michigan St.

Stravediamo per Tom Izzo, il più vicino a Coach K per tanti aspetti, ha un roster da cui attinge a piene mani ma solo Morgan e Lucas sono da corsa per il Torneo Ncaa, Izzo s'inventerà qualcosa ma non crediamo che andranno oltre le sweet sixteen.

* 10.Xavier

Buona squadra che nasce dalle rovine di quella, ottima, dello scorso anno con Brown, Anderson e Raymond che sono eccellenti giocatori per i mercati europei. Non sono da Final Four comunque.


Le altre:

Riteniamo insidiosa Syracuse, abbina stazza sotto ad un buon pacchetto di esterni e può fare parecchia strada. Purdue ha una buona dose di talento ma è un po' leggera e ci ricorda un po' Duke da questo punto di vista, Texas invece ha tanta fisicità ed il bombardino Abrams ma difficilmente può bastare, Gonzaga si è un po' persa per strada, Georgetown ha il migliore fra i big men freshmen ovvero Greg Monroe.
Occhio a Butler e Saint Mary's che giocano proprio ma proprio bene.


Carlo Perotti