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domenica, 29 marzo 2009

Torneo NCAA-East: Villanova nel Destino

 
Boston, East regional Final



Villanova-Pittsburgh 78-76


Villanova sembra la squadra del destino come quella del 1985 che nessuno considerava e che finì per vincere il titolo NCAA contro la grande Georgetown di Pat Ewing, e contro le squadre del destino anche un vantaggio effettivo in termini di talento nulla può.



Pitt nei precedenti turni aveva avuto un pizzico di fortuna e le tre stelle di coach Dixon avevano salvato i Panthers col loro talento.

Nella finale tutti hanno dato il loro contributo: quella splendida gazzella di Sam Young ha segnato 28 punti con 7 rebs, la “Bestia” DeJuan Blair ne ha aggiunti 20 con 9-9 al tiro e 10 rimbalzi mentre Levance Fields 10 con 6 assist e le due giocate che sembravano aver rimesso Pitt in partita.

Sul 76-72 per Villanova prima Fields ha servito Blair per il -2 a 12” dal termine poi dopo la palla persa di Reggie Redding ha subito fallo e messo i due liberi del pareggio a 6” dalla fine.

Questo poteva bastare per andare ai supplementari ma non contro una squadra in missione per conto del Signore.

Scottie Reynolds, il talento più puro fra i ragazzi di coach Wright, ha preso palla in apertura e dalla destra del campo si è lanciato verso il centro andando a sbattere su Gilbert Brown ma ha mantenuto il controllo del corpo e segnato sulla sirena al centro area. I Wildcats impazziscono di gioia e festeggiano ma mancano ancora 5 decimi così, ristabilito l’ordine, Fields prova il tiro dell’Ave Maria, preghiera non raggiunta… quelli in missione sono gli altri…

17 punti per Dwayne Anderson, 14 per Dante Cunnigham, 15 per Scottie Reynolds e 11 per Shane Clark.

Villanova va così alla final four e se stanotte Louisville e UConn la seguono saranno tre le finaliste dalla Big East, l’ultima volta che accadde? Nel 1985… con la Villanova di Ed Pinkney e Rollie Massimino a trionfare.

La squadra del Destino.

Carlo Perotti
domenica, 22 marzo 2009

Torneo NCAA-East: Duke e Villanova volano alle sweet sixteen

TORNEO NCAA 2009 – EAST REGION, 2° TURNO



Villanova – UCLA 89-69

‘Nova passa alle sweet sixteen con grande autorità regolando senza problemi UCLA che nelle ultime tre edizioni aveva sempre raggiunto la Final Four, davanti al coach della storica vittoria sulla Georgetown di Pat Ewing cioè Rollie Massimino, i Cats hanno dominato in ogni aspetto del gioco imponendo la loro superiore fisicità, tirando bene con una selezione di tiro accurata, vincendo nettamente la lotta a rimbalzo (39 a 26), distribuendo 20 assist e costringendo i Bruins ad una ventina di palle perse.

La fuga dei Wildcats è cominciata dopo 5 minuti di gara ed è stato subito un assolo dei ragazzi di coach Wright con 6 giocatori in doppia cifra: si va dai 18+10 del leader Dante Cunningham ai 13 di Fisher e Redding, i 12 di Stokes, gli 11 di Reynolds ed i 10+11 di Dwayne Anderson.

I due senior Josh Shipp coi suoi 18 punti e Darren Collison con 15 hanno chiuso dignitosamente una carriera universitaria ricca di emozioni ma senza l’acuto di vincere un titolo NCAA, mentre il talentuoso serbo di 2.05 Nikola Dragovic ha per l’ennesima volta confermato di avere mani dolci (11 punti con 3 triple) ma ancora poca propensione alle battaglie sotto canestro.

Duke – Texas 74-69



Cuore, coraggio, gioco di squadra, difesa, ruoli ben definiti: in poche parole coach Mike Krzyzewski.

In quest’uomo alberga il segreto di Duke che torna alle sweet sixteen dopo tre anni di delusioni, una sola stella, Gerald Henderson (24+6), peraltro “scoperta” a stagione in corso e tanta filosofia del gioco, un’arte che si è purtroppo persa nell’era dei Calipari e dei suoi “One&Done”.

Contro i Longhorns i ragazzi di coach K hanno messo in scena un piccolo esempio di come deve giocare una squadra che concede all’avversario centimetri e chili: ha retto a rimbalzo (35-31 pro Texas) arrivando col cuore dove non arrivano i muscoli, ha ottenuto un +6 nelle palle perse (15 a 9, da quando Scheyer è il play di Duke non si perdono più palloni…) ed ha oscurato la stella di AJ Abrams che ha sofferto terribilmente i 18 centimetri di vantaggio che Jon Scheyer (13)vanta sul piccolo tiratore di coach Barnes.

Con Abrams tenuto a 17 punti e 5-13 dal campo, i maggiori grattacapi sono venuti dalla forza fisica dell’ala piccola Damion James (15+10) e dalla miglior prova in carriera del freshman Velez Ward (16 con 7-8 al tiro).

Duke ha subito preso un discreto vantaggio e l’ha gestito con saggezza sino alla sfuriata finale, un parziale di 12-1, che ha riportato i Longhorns in parità sul 67-67 a 1’44” dal termine con un jumper dello stesso scatenato Ward.

Ed è stato a questo punto che Duke ha giocato da vera squadra segnando 5 tiri liberi con Nolan Smith (11 punti, in netta crescita) e Gerald Henderson e soprattutto facendo quelle piccole cose che contano per vincere: un grandioso recupero di Scheyer, paragonato da coach K a Magic Johnson (!) per questa giocata ed un rimbalzo offensivo preso in coabitazione da Henderson e McClure, un vero specialista in queste giocate di sacrificio.

Detto infine dei 17+7 di un buon Kyle Singler, ora i Blue Devils volano a Boston per affrontare Villanova in una gara decisamente equilibrata fra due formazioni in ottima forma.