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sabato, 14 marzo 2009

ACC: cade Wake Forest, Duke e UNC avanzano soffrendo
14.03.2009. 09:47   
 Non fosse stato per Hansbrough... 
ACC Tournament 2009

#8 Virginia Tech vs. #1 North Carolina 76-79


Fa tutto nel finale Tyler Hansbrough dopo una gara giocata splendidamente da VT che si mantiene in vantaggio per praticamente tutta la gara grazie ad un grande AD Vassallo (26+10) ed un buon Malcolm Delaney (17 e 10 ass) che dominano gli esterni di Carolina orfani di Ty Lawson ma UNC si tiene in contatto grazie alla superiorità vicino a canestro (40 rimbalzi a 30 e ben 17 offensivi) con Psycho T che ottiene un decisivo aiuto da Deon Thompson (12+7) e dal freshman Ed Davis (10+6).

Ma quando la vittoria sembra sorridere agli Hokies, Hansbrough si scatena con canestri decisivi, rimbalzi offensivi e tiri liberi a segno: risponde per due volte da vero campione a Vassallo poi, sul +1 UNC, Virginia Tech ha il tiro della vittoria ma non riesce a creare nulla di decente e sempre Psycho T induce Thompson alla palla a due con la freccia che premia i Tar Heels, lo stesso Hansbrough realizza i due liberi sul fallo sistematico e poi difende forte su Vassallo costringendolo ad un air ball sul tiro da tre del pareggio, un vero show di questo splendido guerriero che chiude la gara con 28 punti, 8 rebs e 10-10 dalla linea di tiro libero.

#4Florida State vs. #12 Georgia Tech 64-62

Un'altra brillante prova dei padroni di casa di GaTech che riscattano con un buon Torneo ACC la loro pessima stagione, contro FSU la loro prova è stata commovente tenendo Toney Douglas e soci in scacco sino alla fine.

Stupenda la sfida fra il play dei Seminoles Douglas ed il tiratore Lewis Clinch: il primo, che farebbe la fortuna di qualsiasi GM europeo la prossima stagione, ha segnato 25 punti con 11-16 dal campo,così come il secondo che, timidissimo, ha sparato 18 triple (!) mettendone a segno 7.

Ma i protagonisti degli ultimi secondi di gara sono stati due comprimari: prima Zach Peacock, ala dal cognome indecente se tradotto in italiano, ha messo a segno il 62-61 pro Yellow Jackets con un tiro dalla linea di fondo poi un gioco da tre punti di Derwin Kitchen ha fissato il punteggio sul +2 FSU col tiro della disperazione di Iman Shumpert che ha colpito il ferro per la delusione dei tifosi locali e degli uomini del criticato coach Hewitt che aspetta con ansia l'arrivo dell'ottimo centro Derrick Favors la prossima stagione.

 ...e per Singler, le due rivali erano già a casa! 
#7 Maryland vs. #2Wake Forest 75-64


L'unico upset dei quarti colpisce b>Wake Forest<7b>, comunque in notevole caduta nelle ultime settimane, dopo aver conquistato il numero 1 del ranking, che non riesce a contenere il super play venezuelano Greivis Vazquez che con 22 punti, 8 rimbalzi e 9 assist stravince il duello con l'altro atteso point guard jeff Teague pessimo coi suoi 11 punti e 3-13 dal campo.
Orrenda prova pure di uno dei migliori freshman dell'anno cioè Al-Farouq Aminu, 8 punti e 2-12 dal campo, così non basta un buon James Johnson da 20+12, Maryland gioca una gara solida sospinta dal suo “Jefe” e con le due vittorie al Torneo si candida ad un invito al Gran Ballo di Marzo mentre i Deacs, con questa sconfitta, rischiano una decisa caduta nel loro seed.

#6 Boston College vs. #3 Duke 65-66

Rischia tanto Duke che parte malissimo tirando con percentuali pessime e solo a ripresa inoltrata riesce con 4 triple di Jon Scheyer (14) e 3 di Kyle Singler (26, 10-15 fg, 9 rebs) a rimontare gli Eagles in fuga, i Blue Devils salgono sul 57-49 ma due canestri del paisà Joe Trapani (12+9) ed una tripla di Biko Paris (15 con 5-5 dal campo) riportano subito BC in partita.

Arriva così il canestro decisivo di Gerald Henderson (16) a 34” dalla fine, la difesa di coach Mike Krzyzewski si concentra su Tyrese Rice (17), il tiratore designato da coach Skinner in questi casi, e con Teresina che non riesce a ricevere palla deve prendersi il tiro della vittoria Rakim Sanders, il migliore negli ottavi di finale degli Eagles, che però ben marcato non riesce a metter dentro il tiro della vittoria catapultando così Duke in semifinale contro gli odiati Terps, secondi solo ai Tar Heels nelle antipatie dei Cameron Crazies.

semifinali:

North Carolina-Florida State

Duke-Maryland


Carlo Perotti
venerdì, 13 marzo 2009

ACC: Georgia Tech manda a casa Clemson
13.03.2009. 16:40   
 Clinch indica la via 
ACC Tournament 2009

#8 Virginia Tech vs. #9 Miami 65-47

Grande lavoro di squadra degli Hokies che annullano uno frustrato Jack McClinton (9 punti con 4-11 dal campo) grazie ad un gran lavoro da mastino di Dorenzo Hudson, i Canes reggono un tempo poi crollano sotto i colpi di AD Vassallo (14) ben sorretto dalla regia di Malcolm Delaney (solo 1-10 dal campo ma 17 punti a segno grazie al 14-15 dalla lunetta) e dalla vena anche offensiva di JT Thompson (12 punti, 5-5 dal campo).
Hokies osso duro per North Carolina che li affronta nei quarti con la probabile assenza di Ty Lawson che ha aggravato il suo infortunio all'alluce decidendo di giocare nell'ultima gara di regular season che ha sancito la vittoria dei Tar Heels cosicché il play, MVP della ACC in questa stagione, dovrebbe saltare l'intero Torneo dell'Atlantic Coast Conference per ristabilirsi in vista del Torneo NCAA.

#5 Clemson vs. #12 Georgia Tech 81-86

Miracoli del fattore campo: Georgia Tech, reduce da una delle peggiori stagioni della sua storia recente, batte Clemson comandando la gara sin dai primi minuti ed apre una bella voragine nella parte alta del tabellone. Gli Yellow Jackets sono sospinti da un Lewis Clinch (32 punti con 11-20 dal campo, career high) ispirato come gli capita nelle serate migliori e da un Gani Lawal (20+14) che domina i tabelloni controbattendo i Tigers proprio dove sta la forza del college del South Carolina. Solo negli ultimi minuti Clemson tenta una rimonta disperata e ci va vicina, complice la classica paura di vincere dei padroni di casa, ma non basta.
Un buon Trevor Booker (17+9) non basta se il bomber dei Tigers KC Rivers incappa in una serata da 11 e 4-14 dal campo e se il tiratore di passaporto norvegese Terrence Oglesby sparacchia dalla linea dei tre punti per svegliarsi solo nel finale, quando è oramai troppo tardi.

#7 Maryland vs. #10 NC State 74-69

NCState si prende un bel vantaggio nel primo tempo ma i Terps rimontano grazie alla miglior prestazione in carriera di Eric Hayes che realizza 21 punti con 6 liberi negli ultimi 2 minuti di gara quando Maryland sorpassa e vola via con un parziale di 11-0 beffando i Wolfpack.
Greivis Vazquez aggiunge 17 punti e 10 assist mentre Julius Mayes ed il centro bianco Ben MacCaluey ne segnano 18 e 14 nella serata in cui Brandon Costner tradisce i suoi , al termine di una buona stagione personale, con soli 5 punti.

#6 Boston College vs. #11 Virginia 76-63

Vince in scioltezza BC contro una disastrata Virginia grazie ai 25 e 7 rebs della fisicata guardia Rakim Sanders, Teresina Rice si può riposare segnando soli 9 punti in vista della sfida con Duke nei quarti di finale, gli Eagles hanno battuto i Blue Devils nell'unica sfida stagionale ma da lì Duke ha svoltato e sarà interessantissimo vedere le differenze rispetto alla gara giocata al Silvio O Conte Forum di Chestnut Hill.
Il grezzo centro di BC Jeff Southern gioca una partita da 13+9 mentre Mamadi Diane è l'unico Cavalier ad uscire a testa alta con 24 punti a segno

Quarti di finale:

#1 North Carolina vs. Virginia Tech
#4 Florida State vs. Georgia Tech
#2 Wake Forest vs. Maryland
#3 Duke vs. Boston College


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 15:47 | link | commenti
categorie: basketball, georgia tech, acc , clemson, boston college
mercoledì, 18 febbraio 2009

Viaggio nella Boston del college basketball
18.02.2009. 14:51   
 al TD Banknorth Garden si giocherà l'East Regional del prossimo Torneo NCAA 
Boston è una bella città che vive di sport.

Su tutti stanno i Red Sox per i quali i Bostonians provano un amore profondo che affonda nelle radici storiche della città, Fenway Park, il loro vecchio stadio, resiste alle manie economico-modernistiche degli owners degli sport pro americani. E’ vero che il vecchio Garden cadde a suo tempo a favore del moderno TD Banknorth Garden ma la casa dei Red Sox è intoccabile ed i fans locali, i più “europei” d’America, sarebbero pronti alla rivoluzione nelle strade della Back Bay per salvarlo…

Appena dietro alle Calze Rosse vengono i Celtics, in giro per la città si trovano segni della passione bianco-verde come le scarpe di Larry Bird o Red Auerbach che si fuma il suo sigaro, e le magliette di KG, Allen, Pierce e Rondo si trovano ovunque. Relativamente meno popolari sono i Patriots, che giocano nel nuovo Gillette Stadium a Foxboro, ad un’oretta di macchina in autostrada, ed i Bruins della NHL.

Ma Boston è anche una vivace città universitaria, con le prestigiose Harvard, ed il suo romantico campus in stile coloniale, ed il MIT, dove si bada meno alla poesia e più alla scienza. Ma vi sono anche Boston College, Boston University, UMass, ubicata a sud verso Cape Cod, Northeastern e molte altre scuole private come Emerson College
Ed è proprio il mondo universitario ed il college basketball che ci hanno portato ad attraversare l’oceano.

L’antipasto sfizioso è Boston University che accoglie i newyorkesi di Binghamton nel loro campus metropolitano.
La Agganis Arena, che di solito ospita i Terriers, è occupata da artritiche ex glorie del tennis come Jimbo Courier od il Mac che giocano il campionato delle vecchie glorie così la partita è dirottata a The Roof at Case Gym. Entriamo al Case e scopriamo che nel campo principale si gioca ad hockey (sport dove i Terriers sono discretamente validi) e per roof si intende proprio il tetto! Saliamo una scala a chiocciola dove incontriamo i Bearcats che vanno a fare il riconoscimento pre-gara cogli arbitri (immaginatevi in Italia i tifosi che incrociano per le scale avversari ed arbitri) ed arriviamo all’ultimo piano dove c’è una palestra da 1.500 posti, più simile ad un campo da High School.
Fa un caldo atroce, mentre fuori si gela, e ci saranno al massimo 400 tifosi, fra i quali 10 allegri dementi che rappresentano la Student Section e che agitano profilattici ogni volta che Alvin, il play di riserva dei Bearcats, tocca la palla. Qualche pulzella incinta?
Gli ospiti sono tutti piccoli e neri e giocano nel “NY style”, poco tiro da fuori e tanta intensità, ma spiccano fra i brothas i 208 centimetri per 150 chili di un falegname canadese di nome Jaan Montgomery: tutt’altro che atletico ed in forma, il coach lo mette in campo solo quando il centro titolare (di 2 metri scarsi) esce per falli e lo fa giocare solo nei possessi offensivi tirandolo subito fuori quando si deve difendere. Rapidamente Jaan diventa il nostro idolo…
BU invece ha dei lunghi, tutti bianchi dalla mano buona e dall’atletismo ridicolo, che sono presto in crisi contro i rapidi avversari che si prendono un vantaggio importante grazie alla guardia DJ Rivera, l’unico giocatore in campo con chance di professionismo: mancino, creativo e maledettamente cazzuto.
DJ ne mette 20 e prende 12 rebs ma nella ripresa i terriers cominciano a sfruttare il loro vantaggio di centimetri a disposizione e rimontano grazie al centro Scott Brittain che riempie di falli Fuller, lo pseudo centro avversario.
Viene così il momento di Big Jaan a 2 minuti dalla fine, entra ed esce dal campo come un pesce pagliaccio dall’anemone ma terrorizza con la sua mole i Terriers ed apre lo spazio per il canestro decisivo di Lukasa a 36” dalla fine. BU ha il tiro della vittoria un paio di volte ma lo sbaglia miseramente, finisce 59-60.

 la festa dei Superfans di BC 
Ma il main event è la domenica quando Duke va ad affrontare Boston College a pochi giorni dalla brutta sconfitta rimediata in casa con Carolina.
Il campus di BC è a Chestnut Hill, ad un quarantina di minuti di metro dal centro, è moderno ed elegante così come bello è il Silvio O Conte Forum, un palazzetto non gigantesco ma accogliente e con ottima visibilità da tutte le tribune, già all’entrata si capisce che il numero di Dukies presenti sarà importante ma nessuno, proprio nessuno, dei tifosi locali si sogna di fare nemmeno una battuta sgradevole ai tifosi avversari. Si sta tutti assieme sia che vesti giallo-oro sia che blue, c’è rispetto ed ognuno tifa per la propria squadra, dovrebbe essere una cosa normale invece purtroppo a noi europei suona strano, una vera lezione di civiltà da parte dei bistrattati americani…
Coach K entra a 3 minuti dall’inizio, applaudito anche dai superfans (la student section di BC), potere della medaglia olimpica, e Duke parte forte andando a +13 nei primi 18’ con Gerald Henderson (20) che mostra sofficezza nei movimenti, con un Lance Thomas ottimo (12+5) e con la difesa che cancella momentaneamente Teresina Rice.
Poi i Blue Devils si siedono, Rice (21 punti) si scatena in 2 minuti a cavallo dell’intervallo e gli Eagles fanno un parziale di 11-0 che lancia BC in orbita con il paisà Joe Trapani (20 punti, 7 rebs e 5 stoppate) che mostra la tecnica e l’atletismo che faranno salivare i GM italiani fra un paio di anni quando uscirà dal college col suo passaporto tricolore.

Duke sbanda ma si tiene in piedi con la zona press 1-3-1 con Kyle Singler in punta ed è proprio il biondo l’unico punto di riferimento, lotta come un leone, segna 25 punti, arpiona 8 rimbalzi, ma sul -2 dopo il canestro di Jackson (interessante freshman) Gerald Henderson si prende un assurdo tira da tre in isolamento ed ai liberi gli Eagles battono i Dukies 80-74, dopo 24 anni di sconfitte consecutive, con tanto di invasione di campo finale.

Duke è alla quarta sconfitta nelle ultime sei gare, la difesa appare meno feroce di un mese fa, pare avere giocatori in piena crisi fisica e psicologica come Nolan Smith, Scheyer e Zoubek, potrebbe slittare presto fuori dalle prime 10 del ranking. Coach K deve fare un’altra magia per recuperare la squadra che aveva fatto tanto bene nei primi mesi della stagione.

Così mentre i Superfans festeggiano i loro eroi, i molti dukies riprendono la vecchia, affollata, metropolitana e scivolano nella fredda serata bostoniana a cercare di capire il momento negativo della loro squadra, più di una semplice squadra… la definirei una religione, di fronte ad un paio di birre in qualche irish bar.


Carlo Perotti