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lunedì, 16 novembre 2009

17:55 16 November

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Carlo Perotti

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ACC: la battaglia fra UNC e Duke non finirà mai

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Barnes sarà un Tar Heel

Barnes sarà un Tar Heel

Sono sempre loro le due nemesi, North Carolina e Duke, a dividersi i favori in vista della nuova stagione appena partita ma se un anno fa UNC era sopra di una spanna quest’anno i campioni in carica NCAA hanno una squadra talentuosa ma forzatamente ringiovanita e perciò più facilmente “assaltabile” non solo dai cugini/nemici di Duke ma anche da altre realtà come Clemson, Maryland o Georgia Tech.



Gli azzurrini di Roy Williams presentano una front line profonda e fisica con Deon Thompson pronto a prendere i gradi di Hansbrough, con Ed Davis pronto ad esplodere dopo l’anno di praticantato così come il lungo bianco Tyler Zeller e con tre freshman di alto livello: in primis l’ala longilinea John Henson, un fenicottero dall’apertura alare infinita, ed i gemelli Wear, David e Trevis.

Qualche perplessità maggiore invece alberga dietro dove Larry Drew II convince poco in regia e perciò ci si aspetta qualche apporto nella posizione di point guard dai due freshmen Dexter Strickland e Leslie McDonald che però sono essenzialmente due guardie, mentre le ali piccole saranno Graves e Marcus Ginyard, bravi ma non top players.

Intanto una sfida coi Blue Devils è stata vinta dai Tar Heels che si sono assicurati per il 2010 il miglior collegiale d’America (o al massimo il numero 2), scippandolo a Duke, Harrison Barnes che ha preferito il faccione giocondo di Ol’Roy a quello più severo di coach K.

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Singler, leader di Duke

Singler, leader di Duke

Anche Duke ha tremato parecchio questa primavera quando il back court, già non profondissimo, ha perso in un colpo solo Paulus (senior) Henderson e Pocius (passati pro) ed il promettente freshman Elliott Williams trasferitosi a Memphis a causa della grave malattia della madre e desideroso di riavvicinarsi a casa. In pratica a Mike Krzyzewski erano rimaste solo due guardie, Jon Scheyer e Nolan Smith, e si è dovuto inventare qualcosa senza piangersi addosso: ecco così Kyle Singler trasferito a tempo pieno al ruolo di 3, il polacco Olek Czyz promosso a suo cambio, il recupero del redshirted Davidson ed un paio di storie tipicamente da college, di quelle che amiamo tanto...

La prima storia è quella di Casey Peters, saltatore bianco e discreto prospetto alla high school tanto da avere qualche offerta di borse di studio per università di livello basso, ma che testardamente ha deciso l’anno scorso di seguire il suo sogno di giocare a Duke, non ce l’ha fatta ad entrare in squadra come walk on e si è accontentato di fare lo studente manager (una sorta di magazziniere) pur di stare con la squadra e giocare qualche partitella. In una partita managers-allenatori si è distinto in un alley hoop clamoroso e vista l’emergenza primaverile si è guadagnato una casacca bianco-blu. American dream al 100%.

L’altra storia è quella di Andre Dawkins, che invece di talento ne ha a iosa (viene paragonato ad un mix di Gerald Henderson con Trajan Langdon) e che la schoolarship con Duke ce l’aveva per la stagione 2010-11 ma, essendo uno studente modello, ha dato gli esami necessari a diplomarsi con un anno d’anticipo ed è giunto a Durham prima del previsto.

Sotto canestro poi Duke ha aggiunto al 2.16 Zoubek, allo stopper Lance Thomas ed al sophomore Miles Plumlee il promettente fratello minore di quest’ultimo Mason (fuori per un mesetto per un polso fratturato) ed il 2.08 tiratore Ryan Kelly, corpaccioni per combattere quelli che stanno poche miglia a sud.

Dietro alle solite note vi stanno poi Clemson che deve sostituire KC Rivers e Terrence Oglesby ma ha sempre uno come Trevor Booker sotto canestro; i Terrapins di Maryland col miglior play dell’ACC Greivis Vazquez e Georgia Tech che presenta uno dei talenti più sensazionali della nidiata di freshman Derrick Favors al fianco di Gani Lawal per una coppia di lunghi dalla clamorosa fisicità.

Fra i singoli da seguire Al Farouq Aminu di Wake Forest, Malcolm Delaney di Virginia Tech, Michael Snaer di Florida State, l’ala Joe Trapani di Boston College e la guardia Sylven Landesberg di Virginia.

Intanto le prime gare sono state giocate con nessuna sorpresa ma solo vittorie per i team dell’Atlantic Coast Conference.

Atlantic Coast Conf All

North Carolina (6) 0-0 3-0

Wake Forest 0-0 2-0

Georgia Tech (22) 0-0 1-0

Duke (9) 0-0 1-0

Maryland 0-0 1-0

Boston Coll. 0-0 1-0

Virginia 0-0 1-0

Clemson (24) 0-0 1-0

Miami (FL) 0-0 1-0

N.C. State 0-0 1-0

Virginia Tech 0-0 1-0

Florida St. 0-0 0-0

 
postato da: guybrush30 alle ore 17:07 | link | commenti
categorie: duke, acc
domenica, 08 novembre 2009

21:10 08 November | Carlo Perotti |  
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Cantù ha cuore e stomaco

Ottimo coach Trinchieri
Cucciago- Questa NGC Cantù ha un grande cuore ed uno stomaco resistente: un cuore in grado ancora di metabolizzare come (e meglio) a Pesaro le assenze di Lydeka (in panchina per onor di firma) e Jeffers (in “borghese”) quando sarebbe stato umanamente comprensibile una sorta di rilassatezza dopo l’impresa in terra marchigiana ed uno stomaco in grado di digerire la… Cicoria, quando il fischietto milanese s’è permesso i suoi 5 minuti di protagonismo fischiando in rapida sequenza falli antisportivi, tecnici ed infrazioni di palla accompagnata che hanno scaldato l’ambiente a puntino.



E’ stata la grande serata di un altro milanese, Andrea Trinchieri, giunto in Brianza fra lo scetticismo di chi ha amato in precedenza Sacripanti e Dalmonte (non necessariamente entrambi) e che a fine gara si è goduto il primo coro a suo favore dalla curva ed una gara tatticamente eccellente, ma non solo un grande motivatore il Trinka che nel primo tempo ha richiesto ai suoi di collassare in area, temendo Amoroso e Thomas, col risultato di limitare i lunghi abruzzesi, ma esponendo il perimetro ai tiratori della Tercas che ha così chiuso il primo tempo sul 36-32 grazie soprattutto alle triple messe a segno da Hoover (13, 4-6 da tre) e Diener (10). Dopo l’intervallo la NGC decide di cambiare nettamente registro, mettendo grande pressione sul perimetro e cancellando le guardie avversarie a costo di concedere molti rimbalzi offensivi (ben 15 alla fine per Teramo), la classica coperta corta ma anche la scelta giusta visto che la Banca Tercas non segna dal campo per i primi sei minuti del terzo quarto e Cantù passa a controllare la gara, sia pure con vantaggi minimi.

Negli ultimi 3 minuti di gara è Jerry Green a dare il mini break decisivo segnando due jumper, uno dalla media ed una tripla, dal coefficiente di difficoltà enorme (64-58) cosicché il balletto dei falli sistematici nel finale di gara è una beguine ben ritmata con Cantù che si porta avanti e Teramo che si riavvicina con tutti i ballerini che denotano freddezza dalla lunetta e con Trinchieri a ben gestire i possessi mettendo dentro Green e Markoishvili per i possessi offensivi e Giovacchini e Mian per quelli difensivi sino a quando, sul 72-69 per Cantù a 4”, il vecio alpin Mian ruba palla sulla rimessa e segna sulla sirena il +5 finale.

Eccellente è stata anche la prova del miglior Markoishvili (15) visto quest’anno, che ha abbinato la sua eleganza e la sua duttilità ad una ritrovata efficacia offensiva, bene anche Leunen (11+9) e Ortner (11+5) ed un Mazzarino meno brillante del solito al tiro (12, 0-4 da tre) ma anche con 5 assist all’attivo e la cancellazione nella ripresa di Diener dal campo ad opera sua.

Capobianco, nessun coach “soffre” quanto lui in partita, ha provato diverse alchimie con difese a zona e miste ma ha avuto i suoi migliori talenti Poeta (10) e Amoroso (6+8)che hanno viaggiato sotto traccia, un Jones deleterio ed un Thomas di cui parliamo sotto. Alla fine i migliori teramani sono stati gli ex: il soldato Ryan Hoover e Goran Jurak oltre a Cerella, un dogo argentino in grado di mettere enorme pressione sulla palla.

Risultato finale: 74-69



Il peggiore: pare essere un bel problema per Capobianco, James Thomas si è toccato la coscia durante il riscaldamento, poi ha giocato una gara senza verve quando avrebbe dovuto dominare sotto i tabelloni ed è apparso in pessimi rapporti col suo coach che lo ha panchinato a lungo. Caso in vista?

Il migliore: ha viaggiato per 30’ alla sua velocità di crociera poi Jerry Green ha messo i due siluri decisivi in condizioni proibitive e, ancora una volta non ha steccato dalla lunetta sul fallo sistematico (viaggia col 91% in campionato) chiudendo come top scorer (17) e miglior valutazione (20)

Le pagelle:

Cantù:
Green 7.5 Jeffers inf Ortner 6.5 Markoishvili 7 Leunen 7 Giovacchini 6 Mazzarino 6.5 Mian 6+ Lydeka ne Urbutis 6

Teramo: Hoover 6.5 Jones 5 Poeta 5.5 Amoroso 5.5 Lulli 5.5 Cerella 6 Thomas 4 Diener 5.5 Stanescu 6 Jurak 6+

postato da: guybrush30 alle ore 20:22 | link | commenti
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