Diario di un Dukie

NCAA BB, Duke University & Pallacanestro Cantù - la passione

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mercoledì, 18 febbraio 2009

Viaggio nella Boston del college basketball
18.02.2009. 14:51   
 al TD Banknorth Garden si giocherà l'East Regional del prossimo Torneo NCAA 
Boston è una bella città che vive di sport.

Su tutti stanno i Red Sox per i quali i Bostonians provano un amore profondo che affonda nelle radici storiche della città, Fenway Park, il loro vecchio stadio, resiste alle manie economico-modernistiche degli owners degli sport pro americani. E’ vero che il vecchio Garden cadde a suo tempo a favore del moderno TD Banknorth Garden ma la casa dei Red Sox è intoccabile ed i fans locali, i più “europei” d’America, sarebbero pronti alla rivoluzione nelle strade della Back Bay per salvarlo…

Appena dietro alle Calze Rosse vengono i Celtics, in giro per la città si trovano segni della passione bianco-verde come le scarpe di Larry Bird o Red Auerbach che si fuma il suo sigaro, e le magliette di KG, Allen, Pierce e Rondo si trovano ovunque. Relativamente meno popolari sono i Patriots, che giocano nel nuovo Gillette Stadium a Foxboro, ad un’oretta di macchina in autostrada, ed i Bruins della NHL.

Ma Boston è anche una vivace città universitaria, con le prestigiose Harvard, ed il suo romantico campus in stile coloniale, ed il MIT, dove si bada meno alla poesia e più alla scienza. Ma vi sono anche Boston College, Boston University, UMass, ubicata a sud verso Cape Cod, Northeastern e molte altre scuole private come Emerson College
Ed è proprio il mondo universitario ed il college basketball che ci hanno portato ad attraversare l’oceano.

L’antipasto sfizioso è Boston University che accoglie i newyorkesi di Binghamton nel loro campus metropolitano.
La Agganis Arena, che di solito ospita i Terriers, è occupata da artritiche ex glorie del tennis come Jimbo Courier od il Mac che giocano il campionato delle vecchie glorie così la partita è dirottata a The Roof at Case Gym. Entriamo al Case e scopriamo che nel campo principale si gioca ad hockey (sport dove i Terriers sono discretamente validi) e per roof si intende proprio il tetto! Saliamo una scala a chiocciola dove incontriamo i Bearcats che vanno a fare il riconoscimento pre-gara cogli arbitri (immaginatevi in Italia i tifosi che incrociano per le scale avversari ed arbitri) ed arriviamo all’ultimo piano dove c’è una palestra da 1.500 posti, più simile ad un campo da High School.
Fa un caldo atroce, mentre fuori si gela, e ci saranno al massimo 400 tifosi, fra i quali 10 allegri dementi che rappresentano la Student Section e che agitano profilattici ogni volta che Alvin, il play di riserva dei Bearcats, tocca la palla. Qualche pulzella incinta?
Gli ospiti sono tutti piccoli e neri e giocano nel “NY style”, poco tiro da fuori e tanta intensità, ma spiccano fra i brothas i 208 centimetri per 150 chili di un falegname canadese di nome Jaan Montgomery: tutt’altro che atletico ed in forma, il coach lo mette in campo solo quando il centro titolare (di 2 metri scarsi) esce per falli e lo fa giocare solo nei possessi offensivi tirandolo subito fuori quando si deve difendere. Rapidamente Jaan diventa il nostro idolo…
BU invece ha dei lunghi, tutti bianchi dalla mano buona e dall’atletismo ridicolo, che sono presto in crisi contro i rapidi avversari che si prendono un vantaggio importante grazie alla guardia DJ Rivera, l’unico giocatore in campo con chance di professionismo: mancino, creativo e maledettamente cazzuto.
DJ ne mette 20 e prende 12 rebs ma nella ripresa i terriers cominciano a sfruttare il loro vantaggio di centimetri a disposizione e rimontano grazie al centro Scott Brittain che riempie di falli Fuller, lo pseudo centro avversario.
Viene così il momento di Big Jaan a 2 minuti dalla fine, entra ed esce dal campo come un pesce pagliaccio dall’anemone ma terrorizza con la sua mole i Terriers ed apre lo spazio per il canestro decisivo di Lukasa a 36” dalla fine. BU ha il tiro della vittoria un paio di volte ma lo sbaglia miseramente, finisce 59-60.

 la festa dei Superfans di BC 
Ma il main event è la domenica quando Duke va ad affrontare Boston College a pochi giorni dalla brutta sconfitta rimediata in casa con Carolina.
Il campus di BC è a Chestnut Hill, ad un quarantina di minuti di metro dal centro, è moderno ed elegante così come bello è il Silvio O Conte Forum, un palazzetto non gigantesco ma accogliente e con ottima visibilità da tutte le tribune, già all’entrata si capisce che il numero di Dukies presenti sarà importante ma nessuno, proprio nessuno, dei tifosi locali si sogna di fare nemmeno una battuta sgradevole ai tifosi avversari. Si sta tutti assieme sia che vesti giallo-oro sia che blue, c’è rispetto ed ognuno tifa per la propria squadra, dovrebbe essere una cosa normale invece purtroppo a noi europei suona strano, una vera lezione di civiltà da parte dei bistrattati americani…
Coach K entra a 3 minuti dall’inizio, applaudito anche dai superfans (la student section di BC), potere della medaglia olimpica, e Duke parte forte andando a +13 nei primi 18’ con Gerald Henderson (20) che mostra sofficezza nei movimenti, con un Lance Thomas ottimo (12+5) e con la difesa che cancella momentaneamente Teresina Rice.
Poi i Blue Devils si siedono, Rice (21 punti) si scatena in 2 minuti a cavallo dell’intervallo e gli Eagles fanno un parziale di 11-0 che lancia BC in orbita con il paisà Joe Trapani (20 punti, 7 rebs e 5 stoppate) che mostra la tecnica e l’atletismo che faranno salivare i GM italiani fra un paio di anni quando uscirà dal college col suo passaporto tricolore.

Duke sbanda ma si tiene in piedi con la zona press 1-3-1 con Kyle Singler in punta ed è proprio il biondo l’unico punto di riferimento, lotta come un leone, segna 25 punti, arpiona 8 rimbalzi, ma sul -2 dopo il canestro di Jackson (interessante freshman) Gerald Henderson si prende un assurdo tira da tre in isolamento ed ai liberi gli Eagles battono i Dukies 80-74, dopo 24 anni di sconfitte consecutive, con tanto di invasione di campo finale.

Duke è alla quarta sconfitta nelle ultime sei gare, la difesa appare meno feroce di un mese fa, pare avere giocatori in piena crisi fisica e psicologica come Nolan Smith, Scheyer e Zoubek, potrebbe slittare presto fuori dalle prime 10 del ranking. Coach K deve fare un’altra magia per recuperare la squadra che aveva fatto tanto bene nei primi mesi della stagione.

Così mentre i Superfans festeggiano i loro eroi, i molti dukies riprendono la vecchia, affollata, metropolitana e scivolano nella fredda serata bostoniana a cercare di capire il momento negativo della loro squadra, più di una semplice squadra… la definirei una religione, di fronte ad un paio di birre in qualche irish bar.


Carlo Perotti
lunedì, 02 febbraio 2009

Bufera NGC sulla Eldo Caserta
01.02.2009. 23:21   


 Ci si diverte a Cantù 
Cucciago- Si abbatte una bufera targata NGC sulla malcapitata Eldo, Cantù vince in scioltezza dando una bella dimostrazione di gioco di squadra in cui tutti hanno dato il loro contributo in attacco ed in difesa.
I padroni di casa hanno tirato con ottime percentuali (57% da due, 52% da tre, 78 dalla lunetta), vinto a rimbalzo 37 a 28, recuperato ben 21 palloni e dato 6 stoppate colpendo chirurgicamente i punti deboli dei campani.
Eccellenti le prove individuali: si va dai 16 punti di un Sundiata Gaines, sempre in controllo dell’incontro e deciso vincitore del duello con l’esperto Jenkins, ai 15 di un BJ Elder bravo a colpire nei momenti topici ed ottima la prova dei lunghi brianzoli che hanno avuto 23 punti (con 8-10 al tiro) da Kevinn Pinkney, 14 da un felino Hervè Toure e 15+7 da Tau Lydeka al suo career high in Italia.

Caserta, alla terza sconfitta consecutiva, ha dato segnali allarmanti in vista di una lotta per la salvezza che si fa infuocata considerando le vittorie di Rieti ed Udine. La Eldo è squadra ricca di giocatori talentuosi ma mal assortita con guardie che tendono a perder facilmente palla e che vivono di tiro da tre in maniera persino irritante e lunghi esperti e di buona tecnica ma dall’atletismo radente lo zero. Cosicché sino a quando il tiro dalla lunga distanza ha supportato gli uomini di Frates la Eldo si è pure portata in vantaggio al Pianella ma quando la difesa canturina si è fatta più attenta sul perimetro per i casertani si è spenta la luce a tal punto che un micidiale parziale di 16-2 sul finale del secondo quarto ha virtualmente chiuso la gara.

L’ultimo sussulto nella ripresa dei campani vale un -10 quando Lydeka e Toure con un paio di canestri impossibili li ricacciano definitivamente indietro.
Il quarto finale è una passerella brianzola con il vantaggio che tocca + 30 e l’ottimo Luca Dalmonte si può permettere di buttare in campo i babies Bloise e Paolo Meroni.
La NGC si issa così al settimo posto in coabitazione di Benetton e Air Avellino, la grande stagione dei brianzoli continua.

Risultato finale: 99-71

Il peggiore: umiliato prima in campo da Gaines poi in panchina da Frates che non lo rimette più in campo, la regia di Orazio Jenkins è stata isterica, ricca di palle perse e forzature, un chiaro esempio di come non si gioca da playmaker.

Il migliore: l’emulo di Nedved “Tauro” Lydeka domina l’area (non che la Eldo presenti Pat Ewing e Moses Malone da quelle parti…) sbattendosi come un toro, raccattando di tutto (7 rebs), stoppando un paio di allegri sottomani avversari e segnando ben 15 punti con l’en plein dalla lunetta (7-7), non avesse un solido biennale il suo agente potrebbe utilizzare il dvd di questa gara per i prossimi contratti del simpatico lituano.

Le pagelle:
Cantù: Gaines 7.5 Zacchetti 6 Rich 6.5 Toure 7 Mazzarino 6.5 Lydeka 8 Elder 7.5 Pinkney 7.5 Berti 6 Squarcina sv Bloise sv Meroni sv
Caserta: Larranaga 5 Jenkins 4 Frosini 6 Di Bella 5 Michelori 5.5 Diaz 4.5 Foster 5.5 Brkic sv Slay 4.5


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 05:34 | link | commenti
categorie: pallacanestro, basketball, cantù