 |
 |
 |
 |
| Toure infiamma il Pianella |
Cucciago- sino al 29’ le decisioni tattiche di
Luca Dalmonte erano state eseguite alla perfezione e la
Tisettanta Cantù viaggiava sicura verso una vittoria meritata e netta navigando agevolmente sopra di 12 punti grazie ad una difesa attenta ed aggressiva ed un attacco equilibrato e paziente, proprio uno stranamente paziente
Gerald Fitch batte facilmente la difesa schierata romana e dopo aver subito fallo appoggia male la gamba sinistra procurandosi dei forti crampi. Fitch è out, riprovarlo in campo potrebbe significare un infortunio muscolare serio ma Cantù mantiene la sua maledetta dozzina di punti di vantaggio quando si appresta all’ultimo quarto.
Ma la T70 pare stordita e la
Lottomatica annusa l’odore del sangue: uno straordinario
Erazem Lorbek (23+6, 9-14 dal campo) trascina i suoi in un pronto parziale di 12-0 che significa parità sul 62-62.
Questa Cantù è però un gruppo dall’etica commovente, specialmente quando gioca in casa sospinta dal tonante Pianella, e non molla mai, si affida perciò a
Denham Brown (11+3), che non a caso gioca meglio quando Fitch non c’è, ed all’incredibile
Hervè Toure autore di una prestazione da NBA, i due mori segnano tutti i 13 punti brianzoli dell’ultima frazione e tengono a distanza di sicurezza i capitolini.
Sul 75-73 pro T70, Roma ha la rimessa in attacco e 7 secondi per prendersi il tiro decisivo, ci si potrebbe aspettare che Repesa voglia servire Lorbek ma la palla giunge al vichingo
Stefansson, in mediocre stato di forma, il biondo quasi non ci crede poi vede un varco e si butta dentro per il tiro che varrebbe il pareggio ed i supplementari ma dai profondi spazi siderali giunge in volo Skywalker
Tourè che come un cavaliere Jedi respinge il pallone al mittente riportando la serie in parità.
Una vittoria da standing ovation che ha il volto di un lucidissimo
Dalmonte, bravissimo a centellinare le forze dei suoi, ben conscio della differenza di profondità dei roster, pescando anche uno Squarcina in versione “Picchia” Gabini, o utilizzando i due centri assieme quando Repesa impiegava i due lunghi Lorbek-Fucka tanto da costringere il coach croato a varare quintetti piccoli con De la Fuente da 4.
Dalmonte simbolo perciò di un gruppo capace di sacrifici e di aiutarsi in campo come una squadra vera, un altro piccolo grande capolavoro d’artigianato brianzolo.
Roma, come detto da un deluso Repesa in sala stampa, non può permettersi di giocare morbida sperando di espugnare il Pianella solo grazie all’immensa classe di Lorbek ed a qualche sprazzo di Ukic e Hawkins, una prova deludente quella dei romani che forse si sono illusi di battere facilmente i canturini dopo gara 1 ma la magia delle lamiere di Cucciago trasforma ogni biancoblù in leone, e quando Fitch si fa male (la speranza di recuperarlo per gara 3 è concreta), quando Wood gioca una gara normale (12, 6 rec), quando Francis e Cukinas sono spaesati, un nuovo eroe è pronto ad infiammare Cantù.
Piccola nota finale per
Cicoria: i tifosi di Cantù non brillano per gentilezza e soavità ma una ridicola ed irritante presa di posizione per cercare di fermare le evoluzioni circensi del solito capo-tifoso equilibrista sulla balaustra è sembrata decisamente fuori luogo.
Risultato Finale: 75-73
Il Peggiore: non tanto per l’ultimo tiro che si è trovato costretto a prendere, ma “Thor”
Stefansson appare coi bioritmi lenti e non è il guerriero vichingo che abbiamo ammirato in passato.
MVP: eccolo l’eroe del Pianella, il gentile francese che ama la letteratura ed i voli pindarici sopra il canestro
Hervè Toure ha trovato in Brianza il suo habitat ideale e stasera ha giocato a livelli che forse mai aveva toccato in carriera. 24 punti, 5-5 da due, 2-4 da tre, 8-8 dalla lunetta, 9 rimbalzi e la stoppata che garantisce almeno un’altra gara di play off al popolo del Pianella.
Quintetto ideale: Wood, Hawkins (Mazzarino), Brown, Tourè, Lorbek
Carlo Perotti