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domenica, 20 aprile 2008

A Cantù, Siena non scherza
20.04.2008. 21:18   


 Bootsie ai bei tempi 
Cucciago- la Montepaschi Siena ha già dato: con la clamorosa sconfitta di giovedì a Varese, i mensanini hanno esaurito il bonus alla voce regali specie se Pianigiani si presenta al Pianella con la faccia truce preparando la mimica in vista della Final Four di Madrid e se lo scontro con la Tisettanta è sempre e comunque uno dei più sentiti da parte dei suoi tifosi.

La partenza (12-0 pro Siena) ha subito messo in chiaro le cose poi la Mens Sana ha sempre mantenuto il pallino del gioco con un vantaggio rassicurante se non quando un quintetto farlocco ad inizio secondo tempo, con in campo solo eccellenti difensori ma con poca qualità offensiva, ha permesso a Cantù un parziale di 12-4 che ha riportato la Tisettanta sul meno due, il momento migliore di Cantù con un Denham Brown versione NBA e con Siena che si aggrappava ai tiri liberi (18-19 per i senesi) poi Pianigiani ha reinserito Romain Sato ed è stato il centrafricano, in collaborazione con Bootsie Thornton (14+5), a ridare presto un vantaggio in doppia cifra agli ospiti, nell’ultima frazione Cantù non ci crede più e il MPS vince in scioltezza con un punteggio fin troppo pesante per una Cantù generosa anche se confusionaria.
Bene anche Mike Wilks (9 punti 7 rebs) playmakerino compatto, enormemente meno virtuoso rispetto a McIntyre ma dotato di forza fisica e grande capacità d’applicazione in attacco ed in difesa, caratteristiche che lo avevano portato nella NBA nonostante il talento chiaramente non eccelso.

Cantù è scesa in campo con la voglia giusta ma è andata a sbattere contro una fisicità superiore che l’ha costretta a tirare in maniera tragica (5-27, 18% da tre, nel primo tempo i brianzoli avevano il 30% dal campo) con Wood (11 punti ma 2-10 fg) che ci ha capito, per una volta, poco ed i soli Francis (13+9) e Tourè (10+9, 20 val) in grado di scalfire la dura corazza dei toscani, per il resto i canturini hanno avuto solo un paio di sprazzi brillanti, troppo poco.

Gerald Fitch, eroico contro Udine tre giorni prima, merita un capitolo a parte: la guardia da University of Kentucky è sceso in campo con un buon atteggiamento, vuole portare Cantù ai play off e riscattare la sua immagine che si era parecchio offuscata settimane fa.
La grinta e la volontà c’era, la mano no.
I tiri non gli entravano mai, sia da fuori (0-5 da tre) sia in penetrazione (3-11 da 2) dove subiva la forza fisica degli esterni avversari e gli aiuti di Eze & co. E così, un classico, ha cercato di “entrare” in partita sperando di cominciare una serie positiva al tiro.
Il totale dice 6 punti, 3-16 dal campo e –11 di valutazione.
Ma, anche se siamo stati spesso durissimi nei suoi confronti, questa volta non ce la sentiamo di infierire troppo. Ha sbagliato ma ha giocato con cuore.

Ora la T70 deve andare a vincere a Rieti, che ha perso di misura contro l’Upim Bologna ed è fuori dalla post season, per guadagnarsi i meritati play off, probabilmente ancora contro Siena.

Una nota infine per Fabio Facchini: è il miglior fischietto d’Italia, quando non fa il protagonista, ed oggi il suo comportamento è stato perfetto, diviene un esempio di tecnica arbitrale ed è uno spettacolo per sicurezza, precisione e capacità decisionale.

Risultato Finale: 60-78

Il Peggiore: quando giochi male e tiri una pietrata vergognosa da tre, l’allenatore giustamente ti sostituisce, per favore evita di dare gomitate al plexiglass (rischiando di rompere il laptop ad un povero cronista senese). E se proprio ti sono saltati i nervi, dopo chiedi umilmente scusa. Te capì Thomas Ress?

MVP: abbiamo, sin dai tempi di Xavier, una malcelata passione per Romain Sato (14+8) che ancora una volta ha saputo coniugare fisicità, serietà e classe.

Quintetto ideale: Wilks, Thornton, Sato, Tourè, Francis


Carlo Perotti


[ ARCHIVIO NEWS ]



 Tisettanta - Montepaschi 60-78

  Giornata 33a
  Anno: 20/04/2008


 Tisettanta
NOME
S*
MIN
PUN
2PF
2PT
2P%
3PF
3PT
3P%
TLF
TLT
TL%
RO
RD
RT
FF
FS
ST
SS
PP
PR
AS
 Wood, Dashaun
S
34 
11 
16.7 
25.0 
100 
 Brown, Deham
S
30 
44.4 
0.0 
 Fitch, Gerald
S
24 
11 
27.3 
0.0 
 Toure, Herve
S
35 
10 
80.0 
0.0 
66.7 
 Francis, Torin
S
28 
13 
50.0 
10 
70.0 
 Casini, Marcos
B
0.0 
 Mazzarino, Nicola
B
28 
42.9 
 Cukinas, Pavelas
B
12 
0.0 
 Squarcina, Niccolò
B
100 
 Totali
 - 
200 
60 
15 
37 
40.5 
27 
18.5 
15 
19 
78.9 
12 
17 
29 
13 
16 
14 
11 


 Montepaschi
NOME
S*
MIN
PUN
2PF
2PT
2P%
3PF
3PT
3P%
TLF
TLT
TL%
RO
RD
RT
FF
FS
ST
SS
PP
PR
AS
 Stonerook, Shaun
S
25 
0.0 
50.0 
 Thornton, Marvis
S
22 
14 
66.7 
50.0 
75.0 
 Sato, Romain
S
33 
14 
50.0 
0.0 
100 
 Eze, Benjamin
S
24 
50.0 
100 
 Ilievski, Vlado
S
18 
20.0 
33.3 
 Carraretto, Marco
B
 Lavrinovic, Ksistof
B
16 
33.3 
66.7 
 Ress, Tomas
B
14 
100 
0.0 
 Diener, Drake
B
24 
10 
66.7 
66.7 
 Wilks, Mike
B
19 
66.7 
100 
 Berti, Simone
B
100 
 Totali
 - 
200 
78 
18 
36 
50.0 
17 
47.1 
18 
19 
94.7 
30 
36 
16 
13 
17 
postato da: guybrush30 alle ore 20:48 | link | commenti (3)
categorie: serie a, pallacanestro, basketball, siena, cantù, thornton, sato
giovedì, 17 aprile 2008

Mister Fitch e la sua filosofia: Cantù sogna
17.04.2008. 23:25   


 Non ci si annoia mai con Fitch 
Cucciago- Gerald Fitch è un bel rebus: capace di far crescere a livelli altissimi la cistifellea dei tifosi sino all’inevitabile travaso di bile quando si presenta con la faccia annoiata, palleggia per ore e si prende tiri e passaggi che solo lui comprende nel suo divino delirio, è capace però anche di portare il suddetto delirio a livelli d’onnipotenza pescando a piene mani dalla classe di cui è indubbiamente dotato mandando in sollucchero gli stessi fans che pochi minuti prima lo avrebbero scuoiato vivo…

La gara con la Snaidero è stata la summa massima della filosofia fitchiana: 10 minuti di nulla, 10 minuti con 11 punti, altri dieci minuti di vuoto spinto per infine girare, nei dieci minuti finali, una gara che stava andando nelle mani, più serene, degli uomini di Pancotto.
Fitch ne segna 12 (di cui 8 in tre minuti) conditi da palle rubate con schiacciate incorporate ed assist al bacio per Torin Francis (11+11), improvvisamente rientrato sui radar dei compagni che lo avevano ignorato nel primo tempo. Qui la Tisettanta vince la gara, rintuzzando i tentativi di un Jerome Allen (20 punti con magie tipo canestri sulla sirena dei 24” e tiri da tre dotati d’appendici invisibili onde varcare faticosamente il ferro), vecchissimo ma commovente come solo un nonno che sa insegnarti la vita sa fare, e del giovanotto Michele Antonutti, autore di una gara assai gagliarda (14, 3-4 da tre).

Udine aveva preso presto il controllo della gara in un inizio di partita mortalmente narcotico con gli ipnotici tamburi che ritmavano il soporifero andamento delle gambe degli atleti dove solo i fighters come Mazzarino (12, 6-8 ft), il feldmaresciallo Schultze e l’iracondo Zacchetti sembravano aver voglia di correre dietro al pallone.

Così anche se DaShaun Wood (18 punti 7-9 al tiro) appare attento a non sbagliare mai dal campo, è Udine a virare sopra alla boa del primo tempo (39-45) con la T70 che pare aver voglia solo di tirare da tre e con Francis dimenticato in mezzo ai lunghi friulani.

Il padron Corrado si dirige accigliato verso gli spogliatoi ed, in effetti, nella ripresa si vede un’altra Cantù: la difesa è più attenta nelle rotazioni, lentissime nel primo tempo, e Francis viene infine servito, peccato che Tourè (12 punti in 14’) gioca bene ma litiga coi falli fischiatogli da un trio d’arbitri (Sahin-Begnis-Meterdomini) in pessima serata e Dalmonte deve spremere minuti dal generoso Squarcina mentre le rotazioni, a volte vorticose, di Pancotto sono molto più generose.

L’ultimo parziale è tutto di Gerald Fitch che decide di vincerla e, complici i risultati sostanzialmente positivi per i brianzoli, avvicina la truppa di Silver Fox Arrigoni ai play off con le ultime giornate che vedono una sfida forse non così impossibile con una Siena che ha la testa giustamente a Madrid ed una Rieti in disarmo.

Risultato Finale: 83-76

Il Peggiore: Vetoulas ha lo stile di tiro di un giocatore da promozione, la faccia da giocatore di promozione, la velocità di giocatore di promozione… forse è ora che vada a giocare lì.

MVP: lo odi poi lo ami, poi lo odi e poi lo ami… Gerald Fitch, une vero nichilista del parquet. 23 punti, cazzate e magie.

Quintetto ideale: Wood, Allen, Fitch, Antonutti, Francis (Tourè).


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 22:34 | link | commenti (1)
categorie: serie a, pallacanestro, basketball, cantù
martedì, 08 aprile 2008

Torneo Ncaa-Finale:Follia di Memphis e Chalmers regala a Kansas il titolo Ncaa!
08.04.2008. 06:07   
Kansas-Memphis 75-68 OT

 tutti amano SuperMario 
Una grande finale Ncaa con in campo le due più degne finaliste: Memphis che ha dominato la regular season con un record di vittorie di 38-1 e la solida Kansas l'unico team attrezzato per contrapporsi anche fisicamente agli esterni di Calipari.
Il quesito della vigilia era: può la grande difesa di Kansas, capace di avvilire North Carolina, limitare le due grandi bocche da fuoco di Memphis Chris Douglas-Roberts e Derrick Rose? Ed il mal di stomaco accusato da quest'ultimo alla vigilia lo potrà condizionare?
Tutti si aspettano perciò la “Dribble and Drive motion offense” di John Calipari ed ecco che l'inizio di gara è caratterizzato dall'aggressiva difesa a uomo che frutta ai Tigers il vantaggio iniziale di 9-3, mentre l'evidente tattica difensiva di Bill Self è di chiudere gli Jayhawks in area, temendo le penetrazioni di Rose e CDR, concedendo un po' di tiro da fuori ma chiudendo sotto canestro per poi cercare in attacco i propri lunghi, in particolare il più talentuoso Darrell Arthur, ed è proprio grazie ai big men Kansas pareggia (13-13 al 9').
Ma nel parziale di 19-6 che manda KU sopra (22-15) i protagonisti sono Brandon Rush con il gran canestro del sorpasso e soprattutto SuperMario Chalmers autore di sette punti in un amen, Derrick Rose cerca allora di caricarsi la squadra sulle spalle e trova un paio di assist scaricando sul perimetro per le triple dei compagni (24-21 KU).
Si accende Chris Douglas-Roberts (22, 7-16 fg 6-9 ft) che segna sette punti consecutivi ma Kansas risponde colpo su colpo (28-28 al 16'), negli ultimi 4 minuti i Tigers non segnano più, in evidente difficoltà nei confronti della difesa degli Jayhawks con Derrick Rose tenuto a soli 3 punti, e Kansas va negli spogliatoi in vantaggio di 5 punti (33-28).

La bravura di Calipari si nota dal fatto che Memphis parte forte e passa presto in vantaggio col meno celebrato dei suoi esterni Antonio Anderson (9), ora i Tigers riescono a correre un po' di più cercando di accendere Rose ma Kansas continua a dominare sotto canestro ed anche Darnell Jackson segna punti importanti (43-42 KU al 28'), Self prova la box&one su CDR che rallenta un po' l'attacco dei Tigers ma che paradossalmente innesca Rose che trovando più spazio segna sette punti (51-47 Memphis 33'). KU torna a uomo ma ora il sensazionale freshman Derrick Rose (18, 7-17 fg 6 rebs 8 ass) è caldo e convinto e con un 2+1 porta i Tigers sul +7 a 5' dal termine.
 non sono bastati 10 minuti di Rose-mania 
Un'incredibile canestro di Rose sulla sirena dei 35” potrebbe chiudere la finale (56-48), 13 punti in 6 minuti per il play di Calipari, diretto a rotta di collo verso la NBA, Self prova anche una 3-2 allungata, Arthur non si arrende ma chi manca all'appello è Rush, invisibile nella ripresa.
Ed è proprio Darrell Arthur (20, 10 rebs 9-13 fg) a riportare gli Jayhawks a –2 con un minuto da giocare.
Un minuto di Pure Madness: sbaglia CDR, Collins (11), un folle completo, invece di tenere palla per l'ultimo tiro si prende un improbabile tiro in contropiede e viene stoppato, Douglas-Roberts però fa 0-2 dalla lunetta ma Robert Dozier (11+10) prende il rimbalzo offensivo così Rose va in lunetta con 10” da giocare, il play fa 1-2 e SuperMario Chalmers segna da tre centralmente per il pareggio e l'overtime, grazie anche alla solita, stupida, idea americana di non fare fallo quando si è sopra di tre… da un furbo paisà come Calipari non ce lo aspettavamo una sciocchezza simile!

Memphis è sotto shock, sanguinoso l'1 su 4 dalla lunetta nel finale dei tempi regolamentari, e Kansas vola +6 grazie e Rush ed ai suoi lunghi (69-63), Kansas cerca di controllare il cronometro ma Douglas-Roberts da tre riporta Memphis a –3 con 1' da giocare.
Un generoso ma impreciso CDR sbaglia tutto mentre Mario Chalmers (18, 4 rec, 6-6 ai liberi) e quel pazzoide di Sherron Collins fanno 4 su 4 dalla lunetta (75-68 a 15”) e Kansas è campione NCAA vent'anni dopo il successo dell'88 con Danny Manning, ora aiuto allenatore.

KU è stata attenta in difesa, a parte la strana (e quasi decisiva in negativo) scelta della box&one che ha innescato Rose, e complessivamente si è mostrata squadra più cinica e convinta e decisamente superiore sotto canestro (36 rimbalzi a 27, 32 a 18 i punti dei lunghi), Memphis aveva praticamente vinto il titolo ma 1 minuto di follia è bastato per togliere a Rose&co la gioia più grande dopo che con fatica si era creata un vantaggio significativo.

MVP: il pilastro su cui si è poggiata Kansas per tutta la gara è stato Darrell Arthur autore di un 20+10 decisivo ed una presenza continua sui 45' di gara. Doveroso però citare il coraggio, l'ardore e la passione che anima il cuore del piccolo ma grande Mario Chalmers, nostro MVP sempre e comunque, a prescindere…

Tabellini:
Kansas Jayhawks: Rush 12, Chalmers 18, Arthur 20, Kaun 4, Aldrich, Collins 11, Jackson 8, Robinson 2

Memphis Tigers: Rose 18, Anderson 9, Douglas-Roberts 22, Dozier 11, Dorsey 6, Taggert 2, Kemp, Niles, Mack


Carlo Perotti
domenica, 06 aprile 2008

L'indomita Cantù vede i play offs grazie a Denham Brown
06.04.2008. 22:13   


 Brown match winner 
Cucciago- un vero e proprio spareggio nell’oramai lanciata volata per i playoffs, la Tisettanta Cantù vince in rimonta ed ai supplementari con un canestro di Denham Brown, uno che di canestri vincenti a UConn ne ha messi alcuni, ad 1 secondo dal termine, dopo esser stata sotto anche di 17, ed ottiene un prezioso 2-0 nei confronti della Upim Bologna che non ha saputo capitalizzare l’ottima partenza ed un gran primo tempo.
E’ il primo tempo il miglior momento della Fortitudo che tira con percentuali molto alte grazie all’eccellente circolazione di palla, complice anche una difesa brianzola farfallona, con gli esterni pronti a martellare dal perimetro ed uno Stefano Mancinelli (24+8, 3 triple, 6 assist) in gran spolvero capace di punire dal post basso, dal perimetro ed in grado di coinvolgere a turno i compagni. Nel frattempo Joseph Forte (12, 3-13 fg) cerca di dimenticare l’eliminazione della sua North Carolina al torneo Ncaa concentrandosi sulla difesa ed eliminando dalla gara la stellina locale DaShaun Wood che nel primo tempo non vede mai il canestro offuscato dalla presenza dell’ex Tar Heel.
Perciò Cantù va sotto di 17 ad inizio secondo quarto e con le triple di Janicenoks e la buona sostanza di Cittadini (11+9) Bologna tiene a distanza i canturini, è uno sprazzo importante di Gerald Fitch (19+7) che segna sette punti in un amen e serve un fantastico assist per la schiacciata di Tourè che manda la T70 sotto di “soli” 6 punti all’intervallo (43-49), uno svantaggio minimo per come si erano messe le cose.

La Fortitudo riparte ancora forte (47-58) ma è un parziale di 10-0 targato Wood (19, 8-20 fg) che permette il sorpasso canturino, Bagaric è andato in panchina dopo un fallaccio su Fitch e la difesa di Forte si è fatta più morbida: senza la pressione dell’ex senese e l’ombrello in area del croato ora Wood può cavalcare la sua moto ed esplorare le praterie, sin lì proibite, della difesa felsinea. E dietro la T70 ora morde in difesa e la circolazione di palla modello CSKA dei primi due quarti fortitudini è sparita…

L’ultimo quarto si apre con le spadellate multiple di Cittadini ma la sfida è a due fra Wood e Jenkins (18) che si scambiano giocate spettacolari ed un grande numero di Wood, canestro impossibile cadendo all’indietro dopo il contatto, mantiene la parità a 3’ dalla fine.
Finale al cardiopalma con una serie di tiri liberi ben sfruttai da entrambe le contendenti, sino a quando Wood ruba palla dal palleggio a Jenkins a 15” dal termine ma sbaglia poi il tiro della vittoria. Overtime.

Supplementari nei quali Cantù prova anche un accenno di zona 3-2, a 1’03” Cantù è sopra di 1 (87-86), l’eccellente Mancinelli segna da due, poi sbagliano sia Wood che Jenkins così Cantù ha ancora il tiro della vittoria, Wood serve Mazzarino (11), il capitano tenta la penetrazione ed in qualche modo riesce a far arrivare al tagliante Denham Brown (11+6) che segna di forza e subisce fallo ad 1” dal termine. Il canadese sbaglia apposta il libero aggiuntivo e Cantù fa un grosso passo avanti verso una post season che sa tanto d'impresa leggendaria.

Risultato Finale: 89-88

Il Peggiore: bella partita, difficile eleggere un peggiore in campo poiché tutti hanno dato un apporto ma propendiamo per Spencer Nelson.

MVP: il migliore è stato Stefano Mancinelli ma dovendo scegliere uno dei vincenti allora votiamo il coach Luca Dalmonte perché rappresentante di una Tisettanta ben preparata e carica a mille quando poteva tirare i remi in barca, una volta salva, e nessuno avrebbe potuto lamentarsi fra i tifosi brianzoli viste le premesse estive.

Quintetto ideale: Wood, Jenkins, Fitch (Brown), Mancinelli, Francis.


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 21:19 | link | commenti (1)
categorie: serie a, pallacanestro, cantù

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QUOTE
I don’t give a shit about Roy Williams
postato da: guybrush30 alle ore 13:32 | link | commenti
categorie: north carolina, kansas

Torneo Ncaa-Final Four: Kansas prima domina poi regge la rimonta disperata di Carolina
06.04.2008. 05:01   
 Tutta la classe di Rush 
Kansas-North Carolina 84-66

Nella seconda semifinale si sfidano due college che hanno fatto la storia della Ncaa: Kansas che dopo i fasti di Wilt Chamberlain e Forrest “Phog” Allen dovette aspettare gli anni '80 (e Danny Manning…) prima di rivincere un titolo e North Carolina che dopo i favolosi anni '60 di coach McGuire e Charlie Scott ritrovò la notorietà con l'era di Dean Smith e Michael Jordan.
Ma non si tratta solo di passato bensì di un presente luminoso con due squadre che giocano con enorme intensità con KU che ha più attitudine difensiva di UNC ed un Tyler Hansbrough fresco di nomina di giocatore dell'anno.

Ed è, infatti, la difesa di Kansas la protagonista di inizio gara, i Jayhawks rallentano i Tar Heels alla ricerca costante di Psycho T attorno all'area, sanno anche coinvolgere pazientemente il centro Darrell Arthur e spingere il contropiede (32-10 KU), i ragazzi del fischiatissimo ex Roy Williams sono pietrificati con Brandon Rush che spazza via la difesa di UNC.
Il sanguinoso parziale, salito a 16-0, viene fermato da un paio di liberi di Hansbrough, ma Rush continua ad infierire su una difesa di burro (fuso): 68% al tiro per Kansas contro 23% degli azzurrini.
E +28 di vantaggio per i Jayhawks col freshman Cole Aldrich a dominare in area!

Bill Self decide allora di far riposare i titolari, i suoi vanno un po' fuori giri ed il suo play di riserva Sherron Collins combina qualche sciocchezza di troppo permettendo a Carolina di tornare a –18 con una tripla di Danny Green, ed è proprio il sesto uomo dei Tar Heels a riavvicinare un po' i suoi segnando 8 punti in due minuti che però vanno negli spogliatoi sotto 44-27.

Nel secondo tempo la difesa di Carolina è meglio registrata e l'attacco ora è più equilibrato ed è ancora Green a portare i suoi a –12 con la sua terza tripla ed un piazzato, ora Kansas è in panico: i tiri da fuori, male selezionati non entrano, Collins combina castronerie in serie ed Ellington e Hansbrough portano UNC a soli 6 punti di distacco con 12' da giocare.
 Collins, un pazzo per playmaker 
Wayne Ellington ora è caldo e mette la sua prima tripla (58-53 KU a 8'), ma Sasha Kaun trova due canestri (64-55) e la partita s'infiamma in un finale emozionante con il folle Collins che, dopo tante fesserie, trova canestri, rimbalzi ed assist per Darnell Jackson (73-61 a 3'40”).
Finisce infine la benzina di UNC nel tentativo disperato di rimonta e KU torna ad un rassicurante +19 con 2' da giocare e finisce in scioltezza dopo aver temuto l'incredibile come back dei Tar Heels.
Onore delle armi per Carolina che poteva sbracare sul –28 ma esce a testa alta ma Kansas ha comandato per l'intera gara e merita la finale, che si presenta spettacolare, contro Memphis.

MVP: gioca ancora nella Ncaa a causa di un grave infortunio al ginocchio che lo ha bloccato sulla rampa di lancio verso i pro, Brandon Rush gioca un gran primo tempo, poi cala ma trova zampate di gran classe decisive nel finale. 25 punti con 11-17 dal campo e 6 rebs per questa guardia-ala dai muscoli di seta.

Tabellini:
North Carolina Tar Heels: Hansbrough 17, Ginyard, Lawson 6, Ellington 18, Thompson 7, Stephenson, Thomas, Graves, Green 15

Kansas Jayhawks: Rush 25, Chalmers 11, Arthur 6, Kaun 4, Aldrich 8, Collins 11, Jackson 12, Robinson 5, Case.



Carlo Perotti

Torneo Ncaa-Final Four: Rose e Douglas-Roberts trascinano Memphis in finale
06.04.2008. 02:25   
 Rose vola in finale 
Memphis-UCLA 78-63

La prima final four della storia con tutte le teste di serie numero 1 presenti comincia con la romantica sfida tra i freshmen Love e Rose, i due giocatori più rappresentativi di UCLA e Memphis, il gioco controllato e difensivo dei Bruins di Ben Howland contro il contropiede e la transizione dei Tigers di John Calipari trascinati dalla propulsione del loro fenomenale play.

Il 5-0 pro Bruins iniziale nasce dalla pazienza dei losangelini ma quando Derrick Rose comincia a spingere nessuno lo può fermare cosicché il suo compagno di merende Chris Douglas Roberts inizia uno show offensivo fatto di contropiedi e tiri dalla media ed i Tigers sorpassano (12-17) e ci vuole tutta la tenacia di Russell Westbrook per tenere gli orsetti vicini alle tigri dell'infuocato CDR (21-22 Memphis).
Mentre Darren Collison rallenta il gioco con palleggi inutili, Rose spinge come un ossesso ogni possesso ma è Shawn Taggart il fattore sorpresa con 7 punti e 6 rebs nel primo tempo.
Nonostante i 24 punti in coppia di Rose/Douglas-Roberts ed un gioco decisamente più spumeggiante il primo tempo si chiude però coi Bruins a soli tre punti di distacco grazie ad una difesa salita di tono negli ultimi minuti del tempo, a delle percentuali di tiro migliori ed a Kevin Love (12+10) che comincia ad essere un fattore in area come ci si aspettava.

Nella ripresa però cresce il vantaggio di Memphis grazie sempre a quei due: Rose e CDR: +11.
UCLA si aggrappa al carattere di Westbrook (22 punti) e Mbah a Moute (10+11), ma i Tigers mantengono sempre una decina di punti di vantaggio con Rose (25 punti, 11-12 tl, 8 rebs) che è in grado di gestire la partita a suo piacimento contro il disastroso Collison (2 punti, 1-9 al tiro, 5 falli), un Joey Dorsey da 0 punti e 14 rimbalzi e Chris Douglas-Roberts (28, 9-18 fg) sopraffino finalizzatore.
 solo Westbrook all'altezza fra i Bruins 
Memphis infine vince in scioltezza 78-63 ed ha, sospinta dalla classe di Rose, la grossa chance di vincere il suo primo titolo NCAA specie se i suoi lunghi sapranno dare ancora un solido apporto difensivo come hanno fatto in questa semifinale riducendo al minimo indispensabile Kevin Love.
Scornata UCLA che per la terza volta consecutiva giunge alle Final Four e torna a casa sconfitta, il suo asso Love non è stato servito a dovere, Collison è stato spazzato via e persino un idolo delle masse come Lorenzo Mata-Real è stato a lungo tristemente dimenticato in panchina.

MVP: “One shot, one hit” sinora c'è riuscito Carmelo Anthony, un solo anno al college, titolo Ncaa e poi via nella Lega che gli compete ovvero la NBA. Derrick Rose ha concrete possibilità di fare lo stesso.

Tabellini:
Memphis Tigers: Douglas-Roberts 28, Rose 25, Dorsey, Dozier 6, Anderson 12, Taggart 7, Mack , Kemp , Niles.

UCLA Bruins: Westbrook 22, Love 12, Shipp 9, Collison 2, Mata-Real 2, Keefe 4, Mbah a Moute 10, Aboya 2


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 01:35 | link | commenti
categorie: ucla, ncaa, basketball, memphis, torneo ncaa, march madness, derrick rose