Diario di un Dukie

NCAA BB, Duke University & Pallacanestro Cantù - la passione

Chi sono

Utente: guybrush30
Nome: Carlo Perotti

Commenti recenti

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
venerdì, 29 febbraio 2008

ACC: la tensione prima della Sfida
29.02.2008. 18:23   
 Nelson è il più in forma per Duke 
Nell'attesa del big match del 8 marzo in cui Duke e North Carolina si giocheranno il titolo dell'ACC nella più classica delle rivalry, la conference più prestigiosa d'America prosegue con qualche sorpresa con i Blue Devils di coach Krzyzewski che cadono e si rialzano un paio di volte, con i Tar Heels che combattono contro qualche infortunio di troppo, con Clemson e Maryland che sono in lieve calo ma si mantengono come terzi incomodi virtuali e con gli Hokies di Virginia Tech, i Canes di Miami e i Demon Deacons di Wake Forest che si tolgono delle belle soddisfazioni.

Rise and fall… and rise again

Duke, squadra giovine e leggera, parte da underdog (per quanto Duke possa mai essere un'underdog…), recupera nel ranking sino alla #2 dopo la vittoria nel derby al Dean Dome e quando pare in crescita esponenziale perde male nel derby minore con Wake Forest, trascinata dai 26 di Teague e dai 24+16 dello splendido James Johnson e, scioccata, parte con l'handicap con la fisicata Miami, rimonta nella ripresa furiosamente ma rimane senza benzina nel finale con i Canes che si portano a casa la prima vittoria su Duke in 45 anni di sfide…
Momento no che gli uomini di coach K metabolizzano con la rituale sfida con Saint John's (l'altra scaramantica sfida annuale è con Temple): i Johnnies di questi giorni sono poca roba e i Dukies si bevono un brodino da 30 punti di distacco (Kyle Singler 16 Nolan Smith e Gerald Henderson 13).
Duke si ributta nell'ACC e vince, nonostante l'orrido 2-15 da tre, puntando sulla difesa contro Georgia Tech 71-58.
Un buon DeMarcus Nelson e Gerald Henderson sono i migliori con 15 punti mentre negli Yellow Jackets sono l'aletta Gani Lawal, interessante 4-3 che abbisogna di sgrezzamento ed identità tecnica precisa, ed il nostro idolo Matt Causey i migliori con 10.
Ora derby a Raleigh contro State, poi la Virginia di Sean Singlatery prima della Sfida delle sfide contro Carolina.

Aspettando Sissy

Polemiche e nervi tesi per il rivalry game. Coach Krzyzewski si lascia andare a considerazioni, senza fare il nome degli arcirivali, circa il continuo lamentarsi degli infortuni, che fanno parte del gioco, da parte delle altre squadre, Roy Williams si sente chiamato in causa e risponde piccato…
Williams, in effetti, è parecchio preoccupato, la sua squadra perfetta si è un po' arenata per i malanni (lievi) di Green e Thompson e soprattutto per la perdurante assenza di Ty Lawson, il vero motore dei Tar Heels, metronomo della squadra e possessore di quella dote di fantasia necessaria per cambiare il ritmo alla gara.
Proprio Williams ha dichiarato che Lawson non è in grado di sopportare il dolore, un modo elegante per dare pubblicamente della “sissy”, traducibile come “fighetta”, al proprio play…
Attorno a Lawson, atteso al rientro domani contro Boston College, gira la stagione di UNC.
Chissà se il piccoletto è guarito al 100% o almeno se ha imparato a convivere col dolore.

Uragani

Una delle squadre più hot è stata Miami.
Come detto ha battuto Duke all'interno di una serie di 4 vittorie consecutive interrotta da Clemson (79-69 KC Rivers, mancino all around, 19 McClinton 18) non un caso se si considera che i Tigers sono forse l'unico team dell'ACC ad avere una frontline fisica come quella dei Canes.
La forza fisica dei lunghi miamians è notevole: se Anthony King è essenzialmente un rimbalzista (7.4 a gara) la vera sorpresa è il 4-5 Dwayne Collins un sophomore prodotto locale che nelle ultime gare viaggia a 16.7 ppg e 7.7 rpg dando una dimensione interna ad una squadra che sinora si basava sulle iniziative del tiratore Jack McClinton, 16.4 ppg, e dell'altro esterno James Dews.
Occhio ai Canes al torneo di conference, intanto un invito al NIT è quasi sicuro per il college di Miami, se poi scappa un invito al torneo NCAA…

Atlantic Coast Conf All
North Carolina (3) 11-2 26-2

Duke (7) 11-2 24-3

Clemson 8-5 20-7

Maryland 8-6 18-11

Virginia Tech 8-6 17-11

Miami (FL) 6-7 19-8

Wake Forest 6-7 16-10

Florida St. 6-8 17-12

Georgia Tech 4-8 11-15

Boston Coll. 4-9 13-13

N.C. State 4-10 15-13

Virginia 3-9 13-12




Best Scorer

Tyler Hansbrough (UNC) 23.4
Tyrese Rice (BC) 20.4
Sean Singlatery (UV) 18.9
Greivis Vasquez (Ma) 17.7
Wayne Ellington (UNC) 16.8
Jack McClinton (Mia) 16.4
AD Vassallo (VaT) 16.3

Best Rebounder

Tyler Hansbrough (UNC) 10.5
JJ Hickson (NCst) 8.5
James Johnson (WF) 8.5
James Gist (Ma) 7.9
Trevor Booker (Cle) 7.8

Best Assistman

Greivis Vazquez (Mar) 6.7
Sean Singlatery (UV) 5.9
Ty Lawson (UNC) 5.7




Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 17:50 | link | commenti
categorie: north carolina, duke, acc
martedì, 26 febbraio 2008

user posted image

Ho un nuovo idolo si chiama Jon Diebler ed è la guardia tiratrice freshman di Ohio State, record ogni tempi come realizzatore nello stato dell'Ohio, in realtà è un tiratore bianco monodimensionale di quelli che entrano rapidi nel mio cuore di (ex) tiratore di triple folle...
Essenzialmente tira sugli scarichi o in transizione (più che in uscita dai blocchi) e se ha un centimetro la spara, se ha 0-8 non ci pensa sù... tira lo stesso... como me gusta!
Non credo che farà una gran carriera ma in questi 4 anni da buckeye lo seguirò...

Il centro greco-americano Costas Koufos invece non mi fa impazzire, certo ha mani buone e tecnica classica ma mi pare molto lento e meccanico. I magnati greci lo riempiranno di euri appena passa pro ma però non mi ha impressionato granchè, chiaro gli darò altro occhiate ma di primo acchito lo vedo come un discreto big man da Europa, molto scolastico e senza grossi acuti... vredremo se mi farà cambiare idea.

user posted image
postato da: guybrush30 alle ore 16:32 | link | commenti
categorie: ncaa, pallacanestro, basketball, ohio state, diebler, koufos
sabato, 16 febbraio 2008

Cantù non c'è proprio, Treviso fa poco ma vince
16.02.2008. 22:45   


 Show solitario di Fitch 
Cucciago- in una Cantù sconvolta dal terremoto originato dalla scelta della giunta comunale di privilegiare l’offerta bresciana per il nuovo palas mettendo da parte il progetto targato Pallacanestro Cantù-Eleca, che aveva ottenuto il punteggio migliore da parte della commissione appositamente creata per giudicare i progetti e che avrebbe garantito sicuramente un palasport fra i più moderni d’Europa invece che uno standard ed un po’ banalotto come quello prospettato dalla Turra spa, giunge la Benetton Treviso.
Tutti i cuori dei tifosi brianzoli sono colmi di preoccupazione per la scelta di Corrado di vendere la squadra al miglior offerente così da creare un orrendo paradosso: un palazzetto nuovo dopo un ventennio di vergogna-palababele ma senza una squadra di basket. Una prospettiva troppo brutta da essere persino immaginata.

La Benetton, per fortuna, ci riporta al basket giocato, peraltro di mediocre qualità, questa volta.

Una Treviso che viene da mesi disastrosi dove Atripaldi non ne ha azzeccata una fra scelte errate e situazioni sfortunate fra pseudo- fenomeni NBA (Dermarr Johnson), fenomeni ex-biellesi in crisi d’identità (Gaines), un play solista (Chalmers), lunghi di grande tecnica ma con fisico tragico (Austin) e lunghi dal gran fisico e dalla tecnica tragica (Pops Mensah-Bonsu), turchi del North Carolina abiurati da turchi macedoni (Atsur, ma oggi utilizzato) ed una pattuglia italiana ben al di sotto delle aspettative.
Una Benetton sempre alla ricerca di sé stessa che stasera ha alternato buone cose ad altre meno positive ma ciò è bastato per battere una T70 tremebonda e confusa, fra le positive vanno annoverate le triple di John Lucas III (11 punti), qualche zingarata di Chalmers (16), un buon Atsur (10) e la tecnica di Austin (15).
Treviso che parte meglio di Cantù ma non riesce a scappare perché Fitch segna a ripetizione, la Tisettanta sorpassa nella ripresa grazie a Tourè che segna 8 punti in un amen (48-47), poi si va avanti nell’equilibrio ma Cantù con la frenesia spreca ciò che di buono col sudore si guadagna e solo Fitch fa canestro.
I rimbalzi offensivi, troppi e decisivi (solita storia per la T70) e 4 punti di Gaines mandano TV sul +3 (68-71 a 2’ dalla fine) ma Cantù recupera con Tourè (11 punti). A 1’ dal termine Cantù a –3, segna Wood (13 punti ma 4-12 dal campo), sbaglia Gaines ma anche Fitch viene stoppato da Gigli, Chalmers va in lunetta a 2” (1-2) e l’azione per il tiro sulla sirena di Wood non riesce poiché il play si ostacola con Cukinas (8 punti, molto meglio del titolare Francis) e scivola.
Vince Treviso, meritatamente.

Risultato Finale: 72-74

Il Peggiore: 12 minuti di nullità per Denham Brown, fa peggio di lui Torin Francis che di minuti inutili ne somma 14.

MVP: qualche palla persa, ma in una partita bruttissima l’unico a dare spettacolo è stato Gerald Fitch con 29 punti e 7-12 da tre.

Quintetto ideale: Atsur, Lucas, Fitch, Tourè, Austin.


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 21:55 | link | commenti
categorie: ncaa, pallacanestro, basketball, cantù
giovedì, 07 febbraio 2008

ACC: Duke sbanca la casa dei Tar Heels
07.02.2008. 14:51   
 la lotta fra Singler e Pshycho T 
Quando si tratta della Rivalry, quella con la R maiuscola, tutta l'America (e buona parte di tutti i malati di college basketball nel mondo intero) si ferma ed aspetta col fiato sospeso.
Un evento di poco inferiore al Superbowl o alle final series di MLB.
Tutti perciò col fiato sospeso per la prima sfida stagionale fra North Carolina e Duke: quelli che amano il colore blu acceso, quelli che amano il colore celeste come il cielo del South East e quelli che semplicemente amano il college basketball.

Tutti aspettavano perciò Tyson Lawson e la sua fragile caviglia, già al secondo infortunio quest'anno, il razzente playmakerino dei Tar Heels, scavigliatosi domenica contro Florida State, ha fatto un provino il mattino della gara limitandosi a qualche tiro ma si è arreso, lasciando Roy Williams nei guai, vista l'assenza, per il resto della stagione, di Bobby Frasor il back up di Speedy Lawson.
Fiducia perciò a Quentin Thomas, terzo play del roster, che se l'è cavata discretamente (10 punti e 7 assist) ma che non ha certo le qualità del titolare né del suo cambio ed infatti “Q” ha sofferto la grande pressione degli esterni di Duke che lo hanno aggredito per tutti i 35 minuti passati in campo dal senior (sei minuti di media in campo lo scorso anno…)

I tifosi bianco-celesti aspettavano certamente Gerald Henderson, entrato nella hit parade dell'odio dei Tar Heels dopo il fallaccio che costò il naso a Psycho T Hansbrough la scorsa stagione. Così i “Boos” di tutto il Dean Dome inondavano l'aria quando il figlio d'arte toccava palla e la sua effige correlata di un bel “Wanted” in bella vista sventolava in aria ogni volta che andava in lunetta… Tyler Hansbrough ha dichiarato di averlo perdonato, in campo però, non ne avevamo dubbi, ha fatto di tutto per vendicarsi, sportivamente.
Il centro ha dominato la gara con 28 punti e 18 rimbalzi peccato che il resto del team non è stato all'altezza del suo leader, il cecchino Wayne Ellington ha spadellato ingloriosamente (3-14 dal campo, 0-6 da tre per 8 punti totali) Marcus Ginyard ha segnato 16 punti ma con 3-10 dal campo e Danny Green, forse il miglior sesto uomo della NCAA, è stato pessimo con 3 punti ed 1-10 al tiro. Merito della incredibile pressione difensiva degli esterni dei Blue Devils che hanno mandato fuori giri i tiratori avversari che vedevano il canestro minuscolo…

I Cameron Crazies aspettavano questa partita dopo una stagione, la scorsa, avara di soddisfazioni e con qualche umiliazione di troppo subita dai dirimpettai che vivono a poche miglia a sud-ovest giù lungo l'Interstate 15, i Blue Devils giocano un gran basket fatto di rotazione profonde, difese aggressive e buona circolazione di palla che mette in ritmo tutti i tiratori di Mike Krzyzewski così ben 6 dukies sono andati in doppia cifra: dal MVP della serata Greg Paulus che si è messo in tasca i Tar Heels segnando 18 punti frutto di un eccellente 6-8 da tre, ai 17 di Jon Scheyer, i 14+10 dello splendido Kyle Singler, i 13 di DeMarcus Nelson, i 12 di dell'adrenalinico swingman Gerald Henderson ed i 10 di un sorprendente Lance Thomas alla miglior gara in carriera.
Un meccanismo fluido che viaggia ad alti ritmi e senza intoppi, l'ennesimo capolavoro di coach K, e che con la vittoria 89-78 al Dean Dome vola verso la vittoria della ACC.

L'8 Marzo si bissa stavolta al Cameron Indoor Stadium

What else?

Con tutti gli sguardi rivolti alla rivalry, diamo però un'occhiata rapida alle altre: Maryland continua nella sua buona stagione, terza in classifica, trascinata dal play di 1.95 Greivis Vazquez (25 punti e 8 assist) batte Boston College 70-65; Florida State vince il derby con i cittadini di Miami e Georgia Tech batte Wake Forest 89-83.
Stavolta Matt Causey, che dopo averlo definito “scarsone bianco” su BN aveva inanellato prove alla Mark Price, ha finito la gara con un significativo zero alla casella punti segnati… ci consoliamo, non saremo costretti a fare pubblica ammenda e promuoverlo a “grande speranza bianca”, lo riteniamo così un play… “scarsino” ma con un buon tiro da fuori!


Atlantic Coast Conf All
Duke (2) 8-0 20-1

North Carolina (3) 6-2 21-2

Maryland 5-3 15-8

Clemson 4-3 16-5

Virginia Tech 5-4 14-9

N.C. State 4-4 15-7

Georgia Tech 4-4 11-10

Wake Forest 3-5 13-8

Boston Coll. 3-5 12-9

Florida St. 3-6 14-10

Miami (FL) 2-6 15-7

Virginia 1-6 11-9



Best Scorer

Tyler Hansbrough (UNC) 22.1
Tyrese Rice (BC) 19.5
Sean Singlatery (UV) 18.7
Greivis Vasquez (Ma) 17.1
AD Vassallo (VaT) 15.9
Wayne Ellington (UNC) 15.9

Best Rebounder

Tyler Hansbrough (UNC) 10.7
JJ Hickson (NCst) 8.2
Trevor Booker (Cle) 8.1
James Johnson (WF) 8.1
James Gist (Ma) 7.9
Anthony King (Mia) 7.7


Best Assistman

Greivis Vazquez (Mar) 6.3
Sean Singlatery (UV) 6.2
Ty Lawson (UNC) 5.7



Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 14:01 | link | commenti
categorie:
mercoledì, 06 febbraio 2008

Big12 - Si ritira coach Bob Knight
05.02.2008. 23:54   
 Un giovane coach Knight (a destra) con un giovane coach k 
Avevo impostato l'articolo parlando naturalmente della settimana di Kansas State, protagonista nel bene e nel male, della settimana trascorsa nella Big12. Lo farò a partire dalla prossima settimana. Ora, in realtà una notizia arrivata da Texas Tech, ha colto di sorpresa tanti amanti del college basketball, e mi ha fatto doverosamente rivedere la scaletta: coach Bob Knight ha rassegnato le sue dimissioni da head coach della squadra, ed ha annunciato il suo ritiro, lasciando la panchina di Texas Tech al figlio Ted.

La decisione è arrivata a dir poco inaspettata con coach Knight che ha informato l'athletic director Gerald Myers ieri mattina e la squadra prima dell'allenamento tenuto in giornata. Non si conoscono, come è giusto che sia forse, le motivazioni del ritiro. Solo che spiazza non poco, questo suo defilarsi improvviso. Non è da lui che tante volte abbiamo visto comportarsi sopra le righe rispetto ai colleghi. Ha scavato tanti solchi profondi nel terreno fertile della pallacanestro universitaria, e sempre a modo suo, e per questo anche per il suo ritiro ci si aspettava qualcosa di particolare.

Una nitroglicerinica passione per la pallacanestro la sua, che più volte ne ha incendiato gli atteggiamenti, fino a portarlo ad episodi spiacevoli con alcuni suoi giocatori. Ma lui era e resterà sempre un capitolo a parte nel panorama del college Basketball. Fin da quando ha deciso di farvi parte di questo - speciale - microcosmo sportivo agli inizi degli anni 60. Scelse allora di diventare head coach della United States Military Academy. L'inizio di una carriera qualsiasi? No per niente. Perchè aveva 24 anni e divenne cosi il più giovane head coach della storia del major college. Lascio Army con un record di 102-50.

Ma la leggenda aveva solo mosso i primi passi in questo ambito sportivo, in cui si sarebbe cacciato tante volte ''nei guai''. Venne poi l'incarico a Indiana. Correva l'anno 1972. L'anno seguente arrivò subito il primo titolo ''nella sua Conference la Big10'', e l'accesso per la prima volta alle Final Four. Una gioia sportiva sporcata da un fatto - il primo di una lunga serie - accaduto nel 1976, perchè sempre lo stesso anno come raccontano le cronache, durante una gara insoddisfatto del rendimento del suo sophomore Jim Wisman lo prese per la maglia e lo scaraventò sulla sua sedia.

Non fu violenza gratuita, o mancanza di rispetto, ma lo sbocco negativo sia ben inteso di un temperamento passionale e viscerale per lo sport, che lui tante volte non riusci a controllare e che rimpinguò le file dei suoi detrattori negli anni. E subito nello stesso anno - il 76 -, arrivò per coach Knight il primo dei tre titoli vinti con Indiana, e la tappa delle 200 vittorie in panchina. Nel 1979 portò Indiana a vincere il torneo Nit e la squadra Pan-Am alla vittoria della medaglia d'oro. E di nuovo, durante quei giochi venne condannato per aver colpito un poliziotto di Portorico.

Nel 1982 portò Indiana al secondo titolo NCAA. Nell'87 arrivò il terzo. Vittorie indelebili e scolpite sulla stele della storia NCAA, che però nel cuore e nell'opinione dei tifosi del basketball college, non potevano sovrapporsi a tutti gli episodi negativi in cui coach Knight incappava continuamente.

Storica nella memoria collettiva la sua intervista rilasciata a Connie Chung, quando lo stesso Knight dichiarò testuali parole ''If rape is inevitable, relax and enjoy it.''. Che quella frase sia stata decontestualizzata o meno, ancora una volta Knight si ritrovò nell'occhio del ciclone. Ancora scorrendo il libro della sua leggenda, troviamo la sua richiesta pubblica di non essere considerato per l'induzione nella Naismith Basketball Hall of Fame proposta dal relativo comitato nel 1991, perchè spiegò che considerava il rifiuto subito nel 1987 ''a slap in the face'', uno schiaffo violento in faccia e a livello personale.

Nel mezzo, record su record toccati sulla panchina di Indiana nell'arco di un'era sportiva, e più di recente su quella di Texas Tech. E poi incidenti di caccia, multe, perdita del controllo durante più di una partita di basket. E l'elenco potrebbe continuare a lungo. L'ultimo in ordine di tempo è quota 902 vittorie da head coach nella NCAA. Nessuno prima di lui cosi in alto.

Ma risulta realmente difficile anche solo tentare di descrivere un uomo, un coach, un Personaggio come è stato lui. Qualcosa mancherà sempre. Nessuno ha fatto parlare cosi diversamente di sè come lui. Al di là del record di vittorie che ha toccato, ci sono stati coach più grandi come per esempio il suo leggendario amico, coach Pete Newell. Ma questi lo sono stati per altri motivi.

Nessuno come lui ha diviso i tifosi e la stampa. E lo farà sempre.

Lui incarnava una passione per la pallacanestro che probabilmente non si vedrà più ai bordi di un campo di gioco. E proprio questa passione lo ha portato cosi tante volte al di fuori di un codice di comportamento condiviso dal resto degli abitanti di questo splendido microscosmo che è la pallacanestro del college basketball. Lui vi abitava sempre alcune spanne fuori, per certi versi in un mondo tutto suo.

Impossibile descrivere una leggenda, ed in primis per me che sono un semplice amante del college basketball. Qualsiasi posizione prendiate nei confronti di coach Knight è vostra e proprio per questo sicuramente da rispettare. Io gli dico un semplice grazie, per la passione che gli ho visto tante volte negli occhi. Non lo giustifico nei tanti errori, ci mancherebbe. Ma lo ringrazio, proprio per la passione che ha manifestato, trasmesso, elargito a cuore aperto a giudicare dal parere di tante persone che ne hanno incrociato la strada. A tutte a livello sportivo e umano ha dato qualcosa.

Il resto, e specialmente gli episodi di cronaca che lo riguardano, da sbattere in prima pagina, a mio parere contano meno.


Marco Lucato
(da basketnet.it)
postato da: guybrush30 alle ore 17:17 | link | commenti (1)
categorie: