Diario di un Dukie

NCAA BB, Duke University & Pallacanestro Cantù - la passione

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domenica, 25 novembre 2007

Quanto è profondo il mare (di Roma)
25.11.2007. 21:23   


 Qualche sprazzo di Sweet Mo 
Cucciago- Giachetti-Ray-Daniels-Tonolli-Fucka. Non è il quintetto base della Lottomatica bensì chi si accomoda al fianco di Repesa ad inizio gara, per la cronaca vanno aggiunti anche Bagnoli (uno che a Cantù giocherebbe eccome) e l’addetto alla sedia del coach Giulio Casale.
Di fronte ad una tale abbondanza il pino della Tisettanta è composto da Casini-Squarcina-Abukar (acciaccato ma in campo) -Brown (acciaccatissimo e non disponibile) -Cukinas, non proprio la stessa cosa.

Chiaro che allora Repesa ordina un pressing fisico, al limite dell’intimidazione, per sfiancare il generoso Wood (14, 5 assist ma quasi tutto a babbo morto) e costringere Mazzarino e Casini (e finanche Valenti, con esiti tragici) a fare ciò che odiano: portare palla.
Tanto Roma si può permettere di spendere falli (23 a 12) con quelle rotazioni profonde ed avere sempre uomini freschi in grado di punire gli affanni di una Cantù comunque generosa.
Così la Lottomatica parte alla grande (12 a 1) e quando la T70 col cuore si rimette in carreggiata (19-20, 18-8 parziale pro Cantù) con due triple del redivivo Abukar (11 punti) risponde con un contro break targato The Hawk Hawkins (14 con 5-7 dal campo) di 26-8 che manda al riposo la squadra capitolina sul 27-46.

La ripresa vede una Roma sempre in controllo con un Lorbek micidiale (16 con 8-9 dal campo), un Gabini “core de Baires” (12 con 14 di val) ed il cecchino che viene dal freddo Stefansson (13+7 rebs) che mantengono vantaggi rassicuranti (+23 ad inizio dell’ultimo quarto).
I locali chiudono con dignità e limitano il passivo sul 67-78 finale mostrando comunque cuore ed impegno sino in fondo, caratteristiche che saranno fondamentali nel derby da psicodramma con Varese che andrà in onda domenica prossima, un mezzogiorno di fuoco dove i pavidi non avranno scampo.

Pare infine fatta per Cheyne Gadson a Cantù, un giocatore di buon talento offensivo, sia pure con un tiro da tre a dir poco sospetto, che nel marasma meneghino d’inizio stagione si è perso come Ulisse nell’Odissea, in aperta polemica con compagni poco propensi a dividere la biglia con un attaccante istintivo come lui ed allenatori che non potevano vederlo.
Permette di non spendere un visto d’emergenza (e con Abukar e Brown acciaccati non pare idea malsana) e potrebbe dare un pizzico d’imprevedibilità offensiva a patto di limitare certi eccessi che se sono mal visti nella Grande Metropoli potete immaginare come sarebbero accolti nella piccola Brianza.

Risultato Finale: 67-78

Il Peggiore: un gattino selvatico col pedigree d’altissima genealogia come Allan Ray non può limitarsi al compitino di segnare due miseri punticini (e con un +/- di –15). Svogliato ed irritante, il volto di questa Roma è quello di Gabini, non il suo.

MVP: non siamo in grado di scegliere fra l’esplosivo Hawkins ed il chirurgico Lorbek, perciò li premiamo entrambi.

Quintetto ideale: Ukic (Wood), Stefansson, Hawkins, Gabini, Lorbek.


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 20:40 | link | commenti (1)
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domenica, 11 novembre 2007

La Sutor domina una Cantù in cerca di sé stessa
10.11.2007. 23:24   


 Non basta Mazzarino 
Cucciago- Con la quarta sconfitta casalinga consecutiva, si apre ufficialmente la crisi in casa brianzola, ancora una volta un quarto (il secondo) giocato in maniera scandalosa ha fiondato la Tisettanta Cantù a –29, un abisso dal quale uscire è praticamente impossibile e che è stato il leit motiv di altre due sconfitte (Virtus Bo, Avellino).
Qualche dato sulla tragica frazione persa da Cantù 11-30, sparacchiando col 20% dal campo tirando solo 10 volte contro il 10-12 da due della Sutor e 24 tiri presi grazie anche alle 8 palle perse dei padroni di casa (12 contro 3 le perse nel primo tempo).

Un disastro totale a causa del quale la T70 ha chiuso il primo tempo sul 26-53.

Cantù ha avuto allora uno scatto d’orgoglio nel secondo tempo ed è arrivata a –11 a 6’ dal termine grazie al risveglio di DaShaun Wood (17 punti ma soli 2 nel primo tempo, in completa balia di Garris) alla volontà di Nicholas Mazzarino (21+6 con 9-10 dalla lunetta) ed a qualche sprazzo del poco servito Torin Francis (9+7).

La Premiata Montegranaro però ha giocato al gatto col topo ed al momento decisivo si è scrollata di dosso Cantù potendo dosare meglio le energie nella ripresa.

Cantù, al di là del meritevole orgoglio, ha mostrato però seri difetti che, se non corretti, potrebbero farla cadere nell’inferno dantesco della Lega2. Andiamo ad elencarli:
- Manca una seria spalla a Wood, che non può essere il pur commovente Mazzarino né un Denham Brown (12 ma con 3-16 al tiro) che se deve ergersi a secondo violino semina più danni della grandine. Ma se Wood non gira, come nel primo tempo, è il canadese l’unico a assumersi la responsabilità del tiro diventando così prevedibile per una difesa avversaria che oramai lo ha scoutizzato a dovere.
- Sweet Mo Abukar e Donnie McGrath non sono giocatori da serie A italiana, la loro morbidezza non si esprime solo al tiro (ma attenzione il primo ha il 19% da tre, l’irlandese il 25%!) ma soprattutto in difesa e nella mancanza di personalità quando la palla scotta.
- I due centri sono atleti mediocri ma se Francis almeno offre qualcosa in attacco, l’abulia del pallido Lituano (mai visto un baltico così mordidone, sembra un marshmallow) Cukinas è imbarazzante come le sue mani a saponetta. La fisicità sotto canestro dei brianzoli è minima e tutti gli avversari ne approfittano.
- In panchina, a parte il volitivo Valenti si vedono seduti a fianco di Dalmonte i vari McGrath-Casini-Squarcina-Cukinas. Troppo poco.

Vediamo solo una soluzione: tagliare Abukar e McGrath, ringraziandoli per l’indubbio impegno, mandandoli a giocare in campionati a loro più consoni e prendere un 4 comunitario (Touré? Fantoni?) ed una guardia USA con fisico, 1contro1 e personalità per avere una valida alternativa offensiva a Wood e premettere a Brown e Mazzarino di agire da gregari di lusso.

Ottima Montegranaro che ha saputo sfruttare i mismatch favorevoli in ogni ruolo in campo, Finelli ha quattro USA di lusso Kiwane Garris (19 e 5 assist) Jobey Thomas (9 punti ma tanta difesa) Ricky Minard (14 con 7-9 ed una delle schiacciate più belle mai viste al Pianella) ed il grillo salterino Sharrod Ford.
Al loro fianco tanti ragazzi italiani che a turno hanno il loro momento di gloria, non solo i famosi Amoroso e Vitali ma anche Filloy (11 punti, ottimo da 4 tattico), Lechtaler e Cinciarini.

Chapeau. Montegranaro è un vero modello da seguire per tutti.

Risultato Finale: 72-90

Il Peggiore: tutta la T70 del secondo quarto, nessuno escluso.

MVP: avesse un fisico più potente sarebbe nella NBA, ma Sharrod Ford è un airone che vola leggero sopra il ferro. Stasera la sua migliore gara italiana: 16 punti e 21 rebs, di cui ben 10 offensivi presi in testa agli spaesati plantigradi brianzoli.

Quintetto ideale: Garris, Mazzarino, Minard, Filloy, Ford.


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 09:07 | link | commenti
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sabato, 03 novembre 2007

Preview ACC: il dominio delle tre sorelle
03.11.2007. 11:31   
 Nessuno ferma Psycho T 
Una Atlantic Coast Conference che si presenta all’insegna della favoritissima North Carolina che parte con tutti i favori del pronostico con ai suoi fianchi come vallette le nemiche storiche di sempre: North Carolina State e Duke.
Dietro alle tre sorelle della Tobacco Road arrancano le altre fra chi deve ricostruire dopo aver perso seniors importanti (Boston College, le due dalla Virginia, Maryland, FSU), chi ha perso giocatori chiave dopo un solo anno (Georgia Tech) e chi è impegnato in una ricostruzione difficile ed appare in grave difficoltà (Wake Forest).

Ma vediamo il ranking di Basketnet:

1 North Carolina

Roy Williams ha perso Reyshawn Terry (in ogni modo impalpabile nel suo anno da senior) e soprattutto Brendan Wright scappato nella NBA dopo un solo anno eppure i Tar Heels sono comunque i numeri 1 della ACC e forse dell’intera NCAA.
Dove sta il trucco? Nel fatto che sono rimasti insensibili alle sirene dei pro il razzente play Ty Lawson (10.2 ppg) e Psycho T Tyler Hansbrough (18.4 + 7.9) a fianco dei quali giostreranno il tiratore Wayne Ellington (11.7) ed i due validi sostituti di Terry e Wright ovvero Marcus Ginyard pronto oramai per essere il 3 titolare e Deon Thompson che, dopo una stagione da cambio dei lunghi caratterizzata da grandi miglioramenti, non dovrebbe far rimpiangere l’ala di Golden State con la sua fisicità. In pratica UNC è un po’ meno profonda (ma dalla panchina escono elementi come Bobby Frasor, Danny Green e Alex Stepheson!) ma ora ha quell’esperienza che mancava la scorsa stagione coi tanti freshmen in quintetto. Una corazzata.

2 North Carolina State

I cugini poveri di State si presentano al via dopo un grande torneo ACC ed un ottimo NIT, hanno perso solo il neotrevigiano Atsur e con Brandon Costner e Ben MacCauley hanno la miglior coppia di lunghi della conference.
Il primo è stato un freshman fenomenale con 16.8 punti e 7.3 a gara, uno dei miglior dell’intero college basketball, ha resistito alla Grande Tentazione ed è tornato da coach Lowe, il secondo è un 2.05 bianco reduce pure lui da una grande stagione (14.4+6.9).
Con loro tornano lo swingman Gavin Grant (14.7+5.3) e la guardia tiratrice Courtney Fells e molto ci si aspetta dal freshman JJ Hickson un altro lungo che contribuirà a dare grande fisicità ai Wolfpack. Il dubbio è semmai su chi sostituirà in regia Atsur.

3 Duke

Mike Krzyzewski ha fatto un buon lavoro di reclutamento con un trio di giocatori d’ottimo livello che si aggiungono alla discreta nidiata di sophomores, però la perdita precoce di Josh McRoberts si farà sentire, l’ala andata ai Trail Balzers è stata complessivamente deludente nel biennio a Durham, ma nel quintetto dei Blue Devils si è aperto un buco nel ruolo del lungo titolare che affiancherà il fenomenale Kyle Singler, ala dalle mani d’oro.
Potrebbe essere il 2.16 Brian Zoubek, buone mani ma lento ed alle prese con problemi fisici od il filiforme Lance Thomas, entrambi deludenti lo scorso anno.
Più probabile che coach K si affidi a quintetti piccoli con i piccoli ma potenti DeMarcus Nelson (14.1+5.4, miglior realizzatore di Duke nel 2007) e Gerald Henderson da 4 tattici al fianco di Singler o con l’ala tiratrice Taylor King.
Di gran livello invece le guardie con Greg Paulus (11.8), sempre più leader dei Dukies, il bianco tiratore (ma non solo) Jon Scheyer (12.2, 85% dalla lunetta), il lituano Martynas Pocius ed il nuovo Nolan Smith da Oak Hill Academy, gran difensore in grado di giocare nei due ruoli dietro.
 Scheyer non è solo un tiratore 
Insomma ci si aspetta molto “small ball”, tanti tiri da tre e tanta pressione difensiva al Cameron Indoor Stadium dove i Crazies sono pronti a fare il “solito” casino….

4 Clemson

Avete mai visto i Tigers così in alto nei ranking pre-stagionali? Mai!
Eppure coach Purnell potrebbe capitalizzare quest’anno il gran lavoro svolto nelle scorse stagioni. Torna in pratica tutto il quintetto base con Cliff Hammonds (11.6), il bomber KC Rivers (14.0), l’arcigno Sam Perry, l’atletico e gran difensore James Mays (12.2+6.4) ed il centro Trevor Booker (10.4+6.4). In pratica Clemson ha perso “solo” il play Vernon Hamilton che sarà sostituito dal rookie Demontez Stitt, se il ragazzino regge l’impatto con l’ACC i Tigers possono raggiungere vette mai ammirate neanche da lontano…

Dopo le prime 4 cominciano le dolenti note…

5 Georgia Tech

Gli Yellow Jackets hanno subito due perdite devastanti ovvero Javaris Crittenton, volato ai Lakers e Thaddeus Young andato a Philly, la dimostrazione che puntare su super freshman (vedi Ohio state) è pericoloso e ti costringe a vincere subito senza poter programmare nel quadriennio.
Pul Hewitt comunque presenta una buona squadra con i due ottimi lunghi Ra’Sean Dickey (che rientra solo a Dicembre) e Jeremis Smith, il morbido tiratore Anthony Morrow, recupera il figliuol prodigo Lewis Linch dopo la sospensione di metà stagione e vi aggiunge il McDonald’s All American Gani Lawal, ala di 2.03.
Un quintetto di tutto rispetto anche se manca un play di buon livello (sarà il transfer Matt Causey?)

6 Boston College

Si è esaurito un ciclo a Boston, via Jared Dudley, Sean Marshall e lo stoppatore folle Sean Williams si riparte da Teresina Rice, piccolo play mancino con l’amore smisurato per il (proprio) tiro (17.6 ppg) e da un paio di lunghi affidabili come Shamari Spears e John Oates.
Troppo poco, sarà il festival del tiro di Rice, candidato a capocannoniere ma gli Eagles andranno poco lontano.

7 Virginia

Partito JR Reynolds (alla Vanoli Soresina), è rimasto il suo gemello Sean Singlatery velocissimo play “moderno” che si ama o si odia (19 ppg) col suo stile di gioco alla TJ Ford. Altro candidato al titolo di capocannoniere della ACC (sigh… sarebbe un play) segnerà caterve di punti e farà impazzire i difensori e magari gabberà qualche scout NBA ma Viginia vincerà poco…

8 Maryland

Terps in piena ricostruzione ripartono dallo swingman venezuelano Greivis Vazquez, convincente nell’anno di esordio e dal centrone James Gist, tipico mezzo lungo da campionati europei. Si spera in qualcosa da parte dei nuovi Bowie, Dupree e Walker e nel marpione che si siede in panchina: Gary Williams.

9 Florida State

I Seminoles hanno perso quel fenomeno di Al Thornton (19.7+7.2) approdato ai Clippers ma hanno ancora in squadra gli altri 4 starters dai quali ci si aspetta discrete cose, specie dalle guardie Toney Douglas e Jason Rich con il nigeriano Uche Echefu sotto i tabelloni.

 One man show Singlatery 
10 Virginia Tech

Gli Hokies, una bella realtà lo scorso torneo, hanno perso la propria spina dorsale con Zabien Dowdell e Jamon Gordon che hanno finito la carriera universitaria ma presentano due signori giocatori: il portoricano AD Vassallo e Deron Washington, due guardie-ali dal buon atletismo, per il resto si spera nei numerosi freshmen anche se la beffa di Augustus Gilchrist che vuole rescindere la lettera d’intenti per andare a Maryland è pesantissima.

11 Miami

I Canes che ripartono dal point man tiratore Jack McClinton (16.7 ppg ma dove sono finiti i play che la passano?!) e dall’aspiratore di rimbalzi Anthony King infortunatosi la scorsa stagione quando stava dominando la speciale classifica. Squadra strana che può fare bene o malissimo…

12 Wake Forest

Male, ancora male questa nobile decaduta che purtroppo ha drammaticamente perso anche il suo coach Skip Prosser deceduto improvvisamente. Ha occupato il suo posto Dino Gaudio che deve condurre un team allo sbando dopo aver perso anche Kyle Visser.
A Gaudio, a lungo vice di Prosser, hanno saggiamente offerto un lungo contratto di 5 anni e la ricostruzione sarà lenta e paziente.


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 10:31 | link | commenti
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