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| McRoberts andrà a sbattere contro la realtà? |
Nome: Josh McRoberts
Altezza: 2.08
Età: 20 anni
Ruolo: Ala grande
College: Duke
“The Big Illusion” al draft 2007. Giunto dalla natia Carmel, Indiana con la nomea del grande giocatore bianco tipico di quelle parti, ha prodotto due annate enigmatiche alla corte di coach
Krzyzewski.
Eppure dopo la prima annata (8.7 ppg 5.3 rebs), in piena balia delle personalità di JJ Redick e Shelden Williams, McRoberts, se si fosse dichiarato, sarebbe entrato quasi sicuramente nelle prime cinque chiamate del draft 2006. Ma, in un sussulto d’orgoglio che mandò in visibilio i Cameron Crazies, rinunciò alle sirene NBA per dimostrare di che pasta è fatto.
Il risultato è stato un incremento delle sue statistiche (13 + 7.9) ma anche un incremento esponenziale dei dubbi degli scout NBA nei suoi confronti.
La cosa peggiore che poteva fare era dichiararsi per il draft 2007 senza aver finalmente fugato i sospetti nei confronti. Cosa fa allora il biondino? Si dichiara sperando in un GM innamorato dei suoi magnifici fondamentali.
Pregi: McRoberts è semplicemente strepitoso per tutto quello che concerne la sfera puramente tecnica. Tratta la biglia come una guardia, tira efficacemente anche dai 6 metri (meno bene dalla lunga distanza), sa mettere palla a terra ed è creativo nell’1vs1.
Passa poi divinamente con la sua manina mancina. Adora dividere la palla coi compagni e pescarli liberi, per vedere un 2.08 che la passa così bisogna tornare direttamente ai favolosi anni 80 (a parte un eccezione “moderna” di cui parliamo dopo) quando i lunghi schiacciavano di meno ma conoscevano la Bibbia dei fondamentali del gioco creato da Naismith.
McRoberts non è solo il miglior lungo passatore del draft (scontato), lui è il miglior passatore del draft 2007 in senso assoluto.
Difetti: tutto il resto, purtroppo.
Abbiamo parlato di una personalità sbatacchiata da JJ e The Landlord, ma quando doveva essere il “suo” anno, il vero leader emozionale dei Blue Devils è stato Paulus. La scelta di candidarsi al draft poi non l’abbiamo capita.
Atleticamente, pur correndo benino e saltando come un lungo del terzo millennio, il #2 di Duke è lentissimo negli spostamenti laterali, ed essendo un giocatore celebrale più che istintivo pare viaggiare in campo ad una velocità non compatibile col basket iperattivo della NBA.
Non ha gioco in post basso, è un lungo eminentemente perimetrale ed è un rimbalzista appena sufficiente.
NBA Comparison: fra i moderni ci ricorda, con meno atletismo e rapidità,
Lamar Odom.
Previsioni: giocatore ideale per squadre che giocano il Princeton Offense come Washington o New Jersey che chiamano alla 16 e 17 e che necessitano di un 4 con quelle mani fatate.
Carlo Perotti