 |
 |
 |
 |
| Buona la prova dell'ex Morandais |
Cucciago-
Napoli, la malafemmena del campionato, capace di calde promesse nelle serate giuste e di capricciose pigrizie in quelle sbagliate, ha presentato a
Cantù il suo volto migliore: quello dotato di una fisicità prorompente come nella miglior tradizione partenopea.
Fisicità mediterranea che ha spazzato via gli spenti canturini come dimostra l’eloquente 40-22 a rimbalzo coi napoletani che facevano il tagliafuori e spingevano a rimbalzo offensivo ed i locali che invece subivano a testa bassa… fisicità sul perimetro che ha annullato i due play brianzoli
Jordan e
McGrath mai così desolatamente negativi come questa sera.
E poi quel commovente ritratto d’atleta che risponde al nome di
Richard Mason Rocca, uno col cervello adatto per andare a studiare a Princeton (dove ha appreso dal mitico
Pete Carrill l’arte del back door, vero cari Shaw e Williams?) ed uno con l’umiltà dell’operaio che dona alla sua squadra almeno 6-7 possessi in più a gara coi suoi rimbalzi ed i suoi recuperi.
Quel gancetto poi ci riporta agli anni ‘70-’80 quando i centri americani in Italia erano campioni e non muscolosi canguri o tristi mestieranti.
Se un giorno la clonazione umana sarà realtà chiediamo di farci parecchie copie di Rocca, ci riconcilia sempre con lo sport…
Cantù proprio non c’era, la pausa non è stata propizia. Shaw e Williams non hanno capito nulla su come difendere sul pick&roll e le rotazioni difensive in seguito ai loro errori erano, specie nel primo tempo, fatue.
Se Jordan non si regge praticamente in piedi, se non grazie al suo notevole orgoglio, il suo socio McGrath ha sparacchiato senza costrutto né logica,
Theron Smith è stato totalmente assente,
Lamayn Wilson discreto solo in attacco (16 punti) ed a
Phill Jones stavolta non è bastato il cuore.
Così
Big E Williams (20 punti, 6-9 al tiro ed 8-10 dalla lunetta) ha cercato almeno di approfittare della teorica superiorità in area di Cantù, ma il solo canturino ad uscire veramente a testa alta è stato il solito
Nicolas Mazzarino (17 punti), un altro da clonare.
Una nota riguardo al terzetto addetto alla direzione della gara: non è nostra abitudine lamentarsi degli arbitri, e Napoli non ha certo vinto grazie a loro, ma oggi
Taurino,
Chiari e
Giansanti hanno vinto in premio per la peggior terna della stagione, spesso irritanti e con un metro arbitrale delirante.
Non hanno però condizionato il risultato con una
T70 scesa in campo in un ambiente ovattato da sala da the inglese per uno sciopero del tifo degli Eagles, così mentre i giocatori locali pensavano di sorseggiare un Earl Grey coi pasticcini, Napoli prendeva il primo vantaggio (11-16) con Rocca ed Ellis a fare un clinic nei giochi a due.
Cantù rientra nel secondo quarto e dopo il sorpasso (29-26) con una tabellata da tre di Wilson si assiste ad un paio di minuti di football australiano con gli arbitri in delirium tremens e Casey Shaw a lasciarci qualche articolazione. Napoli torna sopra e va in fuga con vantaggi anche in doppia cifra.
I disperati tentativi finali di Mazzarino e Williams, i soli a non mollare, riducono il divario ma non riescono nel miracolo.
Così Cantù deve vincere a Livorno e sperare nelle disgrazie altrui per continuare la stagione nella post season.
Grigia.
Risultato Finale: 76-82
Il Peggiore: lo abbiamo anche lodato per il coraggio di giocare con un ginocchio a pezzi.
Ma se
Michael Jordan riesce a giocare così ci chiediamo il senso di questo suo sacrificio. Zero punti. Tanta confusione. Tantissimo Ego ferito. Intanto i play off sfumano….
MVP: detto di
Mason Rocca ecco le cifre, 24 punti, 10-11 al tiro, 8 rebs di cui 4 offensivi. Monumentale.
Quintetto ideale: Ellis, Mazzarino, Morandais, Rocca, Williams.
Carlo Perotti