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Cucciago- Una Tisettanta Cantù attenta e concentrata di fronte al suo pubblico, che ha risposto presente all’appello del suo capitano Jones, ha letteralmente stracciato una Air Avellino che ci si aspettava in forma e ben determinata a lottare per la salvezza e che invece si è sciolta in un’inconsistenza clamorosa e con un atteggiamento sconcertante per una squadra che deve lottare per salvarsi.
Cantù ha dominato dal primo minuto prendendo un vantaggio importante già dal primo quarto (16-6 sotto i colpi di Wilson e Jordan) ed, a parte uno sprazzo con i lupi irpini che si sono riportati a –6 grazie a qualche magia flottante di Rameel Curry, la T70 ha preso il largo nella ripresa sino a stravincere di 34 punti permettendosi in campo anche le terze (positive) file come Conti, Della Felba, Squarcina ed il giovin Bosa… I brianzoli hanno tirato con 52% da due ed il 46% da tre ed hanno arpionato ben 46 rimbalzi mentre gli avversari hanno sparacchiato un insensato 1-19 da tre ed un tragico 10-20 dalla lunetta. Troppo brutta Avellino per essere la squadra che una settimana fa aveva dato una lezione a Milano, Boniciolli ha battuto il record stagionale di panche punitive, in pratica tutti i suoi uomini sono stati richiamati al suo fianco dopo aver commesso castronerie offensive o difensive… Se nel primo tempo Curry ha messo in mostra qualche giocata importante, nella ripresa si è eclissato e solo gli oscuri Dorkofikis, Lisicky e Maioli hanno giocato con un pizzico di cuore. La stellina Curry è parso un solista jazz alle prese con una band che suona un triste blues, gli altri? Di Radulovic parliamo a parte, Jamison tragico e stanco, Strong non pervenuto… Risultato Finale: 83-49 Il Peggiore: Nikola Radulovic si distingue per i bisticci col suo coach, in difesa è morbido come un peluche, in attacco è irritante (7 punti e 3-11 al tiro). Con un Radulovic così Avellino retrocede… MVP: la faccia di questa Cantù è quella del cardinale Nicolas Mazzarino, verace in difesa e ficcante in attacco (17 punti, top scorer, con 6-8 al tiro). Lui ama stare a Cantù, e Cantù ha imparato ad amarlo. Quintetto ideale: Mazzarino, Jordan, Wilson, Dorkofikis, Shaw. Carlo Perotti
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| Mazzarino un vero mastino |
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| coach Donovan è di nuovo campione |
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| il segno dell'alligatore: se li sono mangiati tutti! |
NCAA Final Four- Georgia Dome, Atlanta Ohio State-Georgetown 67-60 Una gara a scacchi coi due strateghi Thad Matta e John Thompson III intenti a cercare di eliminare la torre avversaria dallo scacchiere (ed i problemi di falli di Oden ed Hibbert hanno condizionato molto la gara) col risultato di presentare un match non spettacolare ma con molto tatticismo in campo ed ampio uso di difese a zona molto sofisticate. La sfida fra i due grandi centri è stata vinta statisticamente da Roy Hibbert (19, 9-13 fg 6 rebs) ma Greg Oden (13+8), dopo un primo tempo a quota zero, ha giocato bene nella ripresa e soprattutto ha trovato collaborazione nei vari Mike Conley jr, ottimo con 15 punti e buon controllo del gioco, Butler ed Harris mentre negli Hoyas solo Jonathan Wallace (19 con 5-9 da tre) è stato all’altezza mentre Jeff Green è stato pessimo e Summers, Rivers e Ewing jr nulli. GU letteralmente bloccata in attacco col Princeton Offense che non ha regalato quei facili canestri visti contro North Carolina e con il doppio delle palle perse (14-7) a dimostrazione di un miglior controllo del gioco da parte dei Buckeyes. Un primo tempo, mediocre, con punteggi bassissimi (27-24 il risultato) ma con Ohio st. in vantaggio nonostante i problemi di falli di Greg Oden, autoeliminatosi precocemente, e se con un discreto Roy Hibbert Gtown ha cercato di riavvicinarsi dal –7 (14-7) quando il totem capitolino segue a ruota il suo avversario diretto caricandosi anche lui di falli, è Mike Conley jr a trascinare i Buckeyes con 11 punti nel primo tempo, con l’aiuto di qualche zingarata di Ron Lewis, mantenendo un discreto controllo su una prima parte di gara francamente bruttina. Torna Oden nella ripresa ma è Ivan Harris a cercare di rintuzzare il rientro degli Hoyas che sorpassano coi canestri di Hibbert, Wallace e con la tripla di Sapp del 34-33. OSU sospinta finalmente da Oden riprende il comando (40-36) ma il suo duello con Hibbert continua sul filo dei falli (tre a testa) ed il centro di GU è difficilmente limitabile sino a quando non commette il suo quarto fallo. Buckeyes di nuovo a +6 con 7 minuti da giocare, un bell’aiuto Ohio State lo riceve dagli arbitri che tramutano un chiaro sfondamento di Oden (sarebbe stato il suo quarto) in un fallo a Green, OSU raggiunge anche gli 8 punti di vantaggio ma non riesce a chiudere la gara ed ancora Hibbert tiene viva Georgetown (56-52 a 2’36”) ma proprio Oden mette il suo marchio nel finale con un canestro da fuori, un paio di rimbalzi e stoppate e porta i suoi alla meritata finale.
Ohio St: Butler 10 Conley jr 15 Cook 2 Harris 9 Hunter 2 Lewis 9 Lighty 5 Oden 13 Terwilliger 2 Georgetown: Ewin jr – Green 9 Hibbert 19 Rivers – Sapp 10 Summers 3 Wallace 19 Carlo Perotti
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