Diario di un Dukie

NCAA BB, Duke University & Pallacanestro Cantù - la passione

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mercoledì, 25 aprile 2007

a T70 massacra una molle Air
25.04.2007. 18:58   


Cucciago- Una Tisettanta Cantù attenta e concentrata di fronte al suo pubblico, che ha risposto presente all’appello del suo capitano Jones, ha letteralmente stracciato una Air Avellino che ci si aspettava in forma e ben determinata a lottare per la salvezza e che invece si è sciolta in un’inconsistenza clamorosa e con un atteggiamento sconcertante per una squadra che deve lottare per salvarsi.

Cantù ha dominato dal primo minuto prendendo un vantaggio importante già dal primo quarto (16-6 sotto i colpi di Wilson e Jordan) ed, a parte uno sprazzo con i lupi irpini che si sono riportati a –6 grazie a qualche magia flottante di Rameel Curry, la T70 ha preso il largo nella ripresa sino a stravincere di 34 punti permettendosi in campo anche le terze (positive) file come Conti, Della Felba, Squarcina ed il giovin Bosa…

I brianzoli hanno tirato con 52% da due ed il 46% da tre ed hanno arpionato ben 46 rimbalzi mentre gli avversari hanno sparacchiato un insensato 1-19 da tre ed un tragico 10-20 dalla lunetta.

Troppo brutta Avellino per essere la squadra che una settimana fa aveva dato una lezione a Milano, Boniciolli ha battuto il record stagionale di panche punitive, in pratica tutti i suoi uomini sono stati richiamati al suo fianco dopo aver commesso castronerie offensive o difensive…
Se nel primo tempo Curry ha messo in mostra qualche giocata importante, nella ripresa si è eclissato e solo gli oscuri Dorkofikis, Lisicky e Maioli hanno giocato con un pizzico di cuore.
La stellina Curry è parso un solista jazz alle prese con una band che suona un triste blues, gli altri? Di Radulovic parliamo a parte, Jamison tragico e stanco, Strong non pervenuto…

Risultato Finale: 83-49

Il Peggiore: Nikola Radulovic si distingue per i bisticci col suo coach, in difesa è morbido come un peluche, in attacco è irritante (7 punti e 3-11 al tiro). Con un Radulovic così Avellino retrocede…

MVP: la faccia di questa Cantù è quella del cardinale Nicolas Mazzarino, verace in difesa e ficcante in attacco (17 punti, top scorer, con 6-8 al tiro). Lui ama stare a Cantù, e Cantù ha imparato ad amarlo.

Quintetto ideale: Mazzarino, Jordan, Wilson, Dorkofikis, Shaw.


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 17:54 | link | commenti
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giovedì, 19 aprile 2007

Uno Shaw stile Bruce Flowers ferma la marcia di Roma
19.04.2007. 23:34   


 Mazzarino un vero mastino 
Cucciago- in un clima da arena antico romana, gli uomini di Sacripanti dal cuore più gladiatorio come un Mazzarino mordace come un pittbull e gli occhi iniettati di sangue, un Phill Jones capace di cancellare dal campo sua maestà Dejan Bodiroga o un Michael Jordan in campo, novello Enrico Toti, con un ginocchio che metterebbe ko il 90% degli americani pro in Europa hanno trascinato la Tisettanta Cantù ad una gran vittoria contro la Roma delle nove vittorie consecutive e vera seconda forza del campionato.

Eppure in un clima bollente come solo il Pianella sa essere in Italia i lunghi capitolini sono sembrati teneri agnellini, i fortissimi esterni non hanno trovato un solo singolo giocatore in doppia cifra, anzi il miglior cannoniere delle Lottomatica è stato Garri… a quota 11!
Jasmin Repesa è stato uno show nello show: da una furia omicida negli occhi nel primo tempo sino ad una sbuffante rassegnazione nella ripresa con i vari Lorbek, Garri e Giachetti spesso ripresi come dei foruncolosi cadetti…
Gelsomino era una furia: nel solo primo tempo ha girandolato 11 giocatori (col solo Gabini, uno che a Cantù giocherebbe eccome, a guardare) il cubo dei cambi tramutatosi nella porta girevole di un albergo, Repesa ha divorato giocatori come M&Ms alla disperata ricerca di un quintetto decente. Ricerca vana.

Nel frattempo i lunghi brianzoli, che messi insieme costano quanto (forse...) un Bodiroga, dominavano la scena con Casey Shaw che ha giocato una gara strepitosa, un lungo bianco in simile estasi artistica non si vedeva dai tempi dello stoico Kent Benson nella mitica sfida col giovane Vlade Divac in coppa Korac o, ancora prima, dai tempi dell’amatissimo Bruce Flowers. Mentre Repesa si chiedeva com’era possibile che un umile Shaw facesse a pezzi il suo gioiellino Lorbek, il Big Dad da Toledo (Ohio) segnava 16 punti con 24 di valutazione nel solo primo tempo (chiuderà con 20 punti, 5 rebs e 8-8 dalla lunetta, il suo tallone d’achille).
Al suo fianco il Lamayn Wilson versione gran galà, 16+8 e le solite schiacciatone, ed un Eric Williams travolgente come un grizzly in calore, 13+8 con 7 rebs offensivi.

Cantù strepitosa che ha vinto tutti i primi tre quarti ed ha messo in campo una fisicità ed una aggressività da play offs, se la T70 saprà ripeterla anche in trasferta, ogni traguardo non è precluso.

Risultato Finale: 74-64

Il Peggiore: tutto il pacchetto di lunghi romano con Lorbek peggiore in assoluto in rapporto alle attese.

MVP: come detto Casey Shaw, guerriero e con un’inedita mano morbida.

Quintetto ideale: Mazzarino, Jones, Wilson, Shaw, Williams.


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 22:20 | link | commenti
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martedì, 03 aprile 2007

Torneo NCAA- Florida è nella storia col suo back to back!
03.04.2007. 10:01   
 coach Donovan è di nuovo campione 
NCAA Final Four- Georgia Dome, Atlanta

Florida-Ohio State 84-75

Entra nella storia Florida col secondo titolo NCAA consecutivo, impresa che mancava dai tempi di Duke 1991-92, la promessa che fecero i fabolous 5 di resistere alle sirene NBA e tornare per un back to back è stata portata a termine, Green-Humphrey-Brewer-Noah ed Horford saranno ricordati come uno dei quintetti più forti d’ogni tempo.

Impressionante la loro solidità in finale quando non hanno dato nessuna chance ad un quintetto talentuoso ma molto giovane come quello dei Buckeyes, i Gators si sono impossessati della gara, e del titolo, con grande autorità prendendosi e mettendo a segno tutti i tiri importanti quando Ohio State, aggrappata a Greg Oden, cercava di rientrare ma senza mai superare lo scoglio del –6.

Florida nella storia: campioni NCAA nel basketball e nel football lo stesso anno, mai successo prima.

Splendido tutto il quintetto di coach Billy Donovan, che ora dovrà decidere se rimanere o completare le orme del suo padrino Rick Pitino andando a Kentucky, con Taureen Green ormai maturo come play (16 punti e 6 assist con 3-3 dall’arco), Ryan Humphrey solito cecchino spietato pronto ad una carriera alla Jason Kapono (14 con 4-7 da tre), Corey Brewer come sempre collante (13 punti e 8 rimbalzi), un Joakim Noah che si è sacrificato per il team (ed ha sacrificato anche tanti dollaroni rimanendo a Florida e crollando nelle previsioni del draft da primissima scelta sicura l’anno scorso…) ed un Al Horford cresciuto a dismisura sino a diventare la vera stella dei Gators ed in grado di controbattere Oden con grande autorità (18+12).

Donovan ha deciso di non fare troppe strategie su Oden ma di affidarsi con fiducia alla sua batteria di lunghi usando anche Richard ed il 2.08 Speights sulla stella di coach Matta e si è concentrato sugli esterni costringendo ad un pessimo 4-23 da tre i Buckeyes, contro il 10-18 dei Gators, limitando così la pericolosità della batteria esterna degli avversari.

 il segno dell'alligatore: se li sono mangiati tutti! 
Infatti, se Oden ha giocato una signora partita stando lontano dai falli e chiudendo la gara (e la sua carriera universitaria?) con 25 punti, 10-15 al tiro, 12 rebs e 4 stoppate, i suoi compagni sono stati spiazzati dai Gators, solo Mike Conley jr (che rimarrà un altro anno) ha retto segnando 20 punti e 6 assist mentre i vari Harris, Butler e Lewis sono stato sommersi dagli eventi.

Florida così entra nella storia del college basketball, Ohio State ha ottenuto il massimo possibile da questa stagione con Oden nelle sue file, se il settepiedi vorrà vendicare l’onta di una sconfitta e tornerà al college, allora i Matta Boys ci potranno riprovare ma francamente non sentire Oden chiamato per primo (Durant permettendo) da Stern in Giugno ci pare fantascienza.

MVP: tutto il quintetto dei Gators merita quest’onore, dopo aver vinto il titolo 2006 si sono riuniti ed hanno rinunciato ai verdoni per essere ancora qua, qualcosa di storico nello sport businnes… missione completata.

Florida: Brewer 13 Noah 8 Horford 18 Green 16 Humphrey 14 Hodge 5 Richard 8 Speights 2

Ohio State: Harris 7 Oden 25 Conley 20 Lewis 12 Butler 3 Lightly 4 Cook 2 Terwilliger 2 Hunter -


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 09:09 | link | commenti
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domenica, 01 aprile 2007

Una Cantù perfetta fa suo il derby
01.04.2007. 15:06   


Cucciago- ancora una gran Tisettanta Cantù che, dopo l’interludio poco convinto di Siena, ha ripreso il suo cammino da grande regolando con il piglio dello squadrone una Armani Jeans Milano tutt'altro che malvagia nonostante le assenze (conosciute) di Blair e Gigena e quella dell’ultima ora di Bulleri (febbricitante).

Difficile trovare una sola pecca nella Cantù di questo mezzodì, in un palazzetto sold out ed infuocato, tutti gli uomini di un Sacripanti, autore di un nuovo miracoloso capolavoro brianzolo, hanno giocato una gara pressoché perfetta: un Nicholas Mazzarino meraviglioso in difesa incollato come un mastino alle costole di Calabria, un Donnie McGrath sempre lucido, un Michael Jordan che sacrifica il suo ego al bene del team e nel secondo tempo trova spunti decisivi, un Lamayn Wilson che segna (17) tira da tre (4-7) e prende rimbalzi così come Theron Smith (14+5), Shaw e Jones utili ovunque ed un Eric Williams che in attacco è inarrestabile (16, 6-6 al tiro) ed in difesa è cresciuto.
Tutto perfetto per una Cantù che ha anche inseguito (27-36 al 16’ nel miglior momento di Milano) ma ha messo la freccia nel finale del primo tempo, chiuso 41-39 (strepitoso un tap in al volo di Wilson) e poi ha preso il volo (+21 dopo una tripla di D-Mac) ed ha controllato il disperato tentativo dell’AJ di rimontare.

Un’Armani che ha lottato soprattutto con un buonissimo Nate Green (15 con 7-12), irresistibile sul primo passo, un Travis Watson terribile a rimbalzo offensivo (12+12) e buone prestazioni da parte di Sven Schultze (13) e Bennett Davison (anche lui a 13 punti).
Il team di Djordjevic ha giocato meglio nei primi 15 minuti alternando difese a zona piuttosto sofisticate e mettendo in mostra un semplice, ma efficace, penetra e scarica in attacco; ma quando l’impatto dei canturini, sospinti da un pubblico sesto uomo come mai, si è fatto poderoso l’Olimpia si è sciolta ed anche il suo condottiero serbo ha perso un po’ la bussola arrivando persino a lanciare in campo Psicho P Plumari, uno che non ha il talento per giocare in serie A ma piace a Sasha per la grinta che ci mette, purtroppo il ragazzino, preso dall’ardore della rivalry, ha esagerato con falli continui modello mazzacani…

Risultato Finale: 87-77

Il Peggiore: una prestazione orrenda per l’ex più odiato d’Italia, Dante Calabria è stato ad un certo punto scalzato nelle rotazioni dal suddetto Psicho P ed ha segnato il suo unico canestro a 30” dal termine. Pessimo. Forse sogna le belle onde della costa del North Carolina invece che un pallone da basket.

MVP: da collegiale un po’ guascone e pollastro, ad uno dei migliori centri offensivi del campionato Eric Williams è entrato nella pinacoteca dei capolavori del duo Arrigoni-Sacripanti.

Quintetto ideale: McGrath, Mazzarino, Green, Wilson (Watson) Williams.


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 14:04 | link | commenti
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Torneo NCAA Final Four- Florida vuole il repeat
01.04.2007. 10:28   
 Noah abbraccia Mr.Muscolo 
NCAA Final Four- Georgia Dome, Atlanta

Florida-UCLA 76-66

Florida batte UCLA e si candida per il “repeat”, una vera impresa nella NCAA moderna che negli ultimi anni è riuscita solo alla Duke di Laettner, Hurley e Grant Hill, a pararsi contro rimane solo l’imponente mole di Greg Oden ma se i Gators giocheranno con la stessa intensità di questa notte il secondo titolo collegiale consecutivo non è utopia.

Florida ha già affrontato quest’anno Ohio State e vinse agilmente di 26 punti con Oden presto alle prese con i falli commessi e praticamente cancellato dal campo, segnò solo 7 punti in 27 minuti, dai lunghi dei Gators che poi completarono l’opera con gli esteri e Green in particolare che ne fece 24.
Insomma i due teams si conoscono e rispettano ma i Gators sanno come battere i Buckeyes e, a questo punto, si presentano come i favoriti d’obbligo della finale, a meno ché Oden si tenga lontano dai guai e riesca a ribaltare il pronostico.

Dicevamo dei lunghi in maglia Blu-Arancio: stanotte sono stati strepitosi “outrebounding” nettamente i Bruins 42-25 con Al Horford che ne ha acchiappati 17, Joakim Noah 11 con 4 stoppate ed il muscolare Chris Richard che ha giocato la gara della vita realizzando 16 punti. Strepitoso poi, more solito, l’apporto del nostro giocatore preferito Corey Brewer, vero metronomo di UF, autore di 19 punti con 4-5 da tre ed un paio di stoppate, il migliore all around del college BB, magari non una prima punta strepitosa ma uno che sa fare tutto bene come una sorta di Scottie Pippen ante litteram…

I Bruins non sono riusciti stanotte ad imporre la loro solita difesa (i Gators hanno tirato oltre il 50% nonostante le 16 perse, e qui la pressione di UCLA si è vista…), hanno avuto i due lunghi che hanno fatto il loro dovere senza però uscire dai binari, a tal proposito ci spiace dover aspettare parecchi mesi prima di rivedere il nostro idolo assoluto Lorenzo Mata, El Lobo, il giocatore più brutto del mondo dal profilo da lupo e dal cuore immenso, un guerriero dei sobborghi messicani di LA, uno che non segna mai (6.8 punti in stagione di media) ma che non lesina mai grinta, blocchi duri e tanta difesa. Per fortuna è uno junior, la NBA non lo chiamerà, e ce lo godremo un altro anno: vamos Lorenzo!
 vemos pronto Mata! 
A parte El Lobo, va notato che Josh Shipp (18 con 7-14) ha giocato meglio di Aaron Afflalo (17 ma con 5-14 al tiro) mentre Darren Collison è stato disastroso con un pessimo 3-14 al tiro.

MVP: tremenda la gara di Brewer ma vogliamo premiare mister muscolo Chris Richard.

UCLA: Shipp 18 Mbah a Moute 4 Mata 6 Collison 9 Afflalo 17 Westbrook 2 Wright – Aboya 5 Keefe 2 Roll 3

Florida: Brewer 19 Noah 8 Horford 9 Green 10 Humphrey 14 Hodge – Werner – Richard 16



Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 09:44 | link | commenti
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Torneo NCAA final four - Ohio State va in finale
01.04.2007. 02:20   
 Conley jr è stato decisivo 

NCAA Final Four- Georgia Dome, Atlanta

Ohio State-Georgetown 67-60

Una gara a scacchi coi due strateghi Thad Matta e John Thompson III intenti a cercare di eliminare la torre avversaria dallo scacchiere (ed i problemi di falli di Oden ed Hibbert hanno condizionato molto la gara) col risultato di presentare un match non spettacolare ma con molto tatticismo in campo ed ampio uso di difese a zona molto sofisticate.

La sfida fra i due grandi centri è stata vinta statisticamente da Roy Hibbert (19, 9-13 fg 6 rebs) ma Greg Oden (13+8), dopo un primo tempo a quota zero, ha giocato bene nella ripresa e soprattutto ha trovato collaborazione nei vari Mike Conley jr, ottimo con 15 punti e buon controllo del gioco, Butler ed Harris mentre negli Hoyas solo Jonathan Wallace (19 con 5-9 da tre) è stato all’altezza mentre Jeff Green è stato pessimo e Summers, Rivers e Ewing jr nulli.
GU letteralmente bloccata in attacco col Princeton Offense che non ha regalato quei facili canestri visti contro North Carolina e con il doppio delle palle perse (14-7) a dimostrazione di un miglior controllo del gioco da parte dei Buckeyes.

Un primo tempo, mediocre, con punteggi bassissimi (27-24 il risultato) ma con Ohio st. in vantaggio nonostante i problemi di falli di Greg Oden, autoeliminatosi precocemente, e se con un discreto Roy Hibbert Gtown ha cercato di riavvicinarsi dal –7 (14-7) quando il totem capitolino segue a ruota il suo avversario diretto caricandosi anche lui di falli, è Mike Conley jr a trascinare i Buckeyes con 11 punti nel primo tempo, con l’aiuto di qualche zingarata di Ron Lewis, mantenendo un discreto controllo su una prima parte di gara francamente bruttina.

Torna Oden nella ripresa ma è Ivan Harris a cercare di rintuzzare il rientro degli Hoyas che sorpassano coi canestri di Hibbert, Wallace e con la tripla di Sapp del 34-33.
OSU sospinta finalmente da Oden riprende il comando (40-36) ma il suo duello con Hibbert continua sul filo dei falli (tre a testa) ed il centro di GU è difficilmente limitabile sino a quando non commette il suo quarto fallo.
Buckeyes di nuovo a +6 con 7 minuti da giocare, un bell’aiuto Ohio State lo riceve dagli arbitri che tramutano un chiaro sfondamento di Oden (sarebbe stato il suo quarto) in un fallo a Green, OSU raggiunge anche gli 8 punti di vantaggio ma non riesce a chiudere la gara ed ancora Hibbert tiene viva Georgetown (56-52 a 2’36”) ma proprio Oden mette il suo marchio nel finale con un canestro da fuori, un paio di rimbalzi e stoppate e porta i suoi alla meritata finale.

 Non è bastato un gran Hibbert 
MVP: Mike Conley jr, eccellente a tenere sopra i suoi quando Oden era fuori e poi a gestire perfettamente i ritmi voluti da coach Matta.

Ohio St: Butler 10 Conley jr 15 Cook 2 Harris 9 Hunter 2 Lewis 9 Lighty 5 Oden 13 Terwilliger 2

Georgetown: Ewin jr – Green 9 Hibbert 19 Rivers – Sapp 10 Summers 3 Wallace 19


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 01:24 | link | commenti
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