Diario di un Dukie

NCAA BB, Duke University & Pallacanestro Cantù - la passione

Chi sono

Utente: guybrush30
Nome: Carlo Perotti

Commenti recenti

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
venerdì, 30 marzo 2007

Final Four Preview: lo spettacolo sta per iniziare
30.03.2007. 22:19   
FINAL FOUR 2007 - GEORGIA DOME, ATLANTA

L'augurio del Titolo non è una frase fatta: le Final Four 2007 sono veramente uno spettacolo, di emozioni e di cultura sportiva molto prima che tecnico. Allora godiamocelo, perchè in ottanta minuti (minimo) di fuoco c'è tutta l'America del College Basket.

Si inizia poco dopo la mezzanotte italiana di sabato con Ohio State - Georgetown, si prosegue con UCLA - Florida. Le due sopravvissute si sfideranno per il Titolo NCAA nella notte tra lunedì e martedì.


PRIMA SEMIFINALE: OHIO STATE - GEORGETOWN

  
OHIO STATE

L’accesso alle Final Four dei Buckeyes (occhi di cerbiatto) è passato attraverso miracolosi, rocamboleschi e romanzati finali di partita, dando a Greg Oden l’opportunità di portare a casa il Titolo e con esso sbarcare tranquillo e soddisfatto nella NBA. Che il centro sia propenso o meno a restare all’università dipende molto dall’esito dell’evento di Atlanta. Coach Thad Matta ha condotto Ohio State alla prima stagione da numero uno del proprio raggruppamento per la prima volta dal 1962. La squadra ha superato Central Connecticut State (78-57), Xavier (78-71), Tennessee (85-84) e Memphis (92-76).

Le chiavi del successo:

 Greg Oden 
FREDDEZZA: Ohio State ha un’anima gagliarda e guerriera ben esposta durante questo Torneo NCAA. La vittoria contro Xavier (ex squadra di coach Matta) è giunta dopo aver raggiunto il supplementare con una bomba allo scadere della guardia Ron Lewis (12.8 punti di media) dopo esser stata sotto di 11 punti. Contro Tennessee il disavanzo era addirittura di 17 punti, prima della rimonta firmata Mike Conley jr. (6.1 assist). Se la gara fosse punto a punto nei momenti decisivi, i Buckeyes hanno decisamente una marcia in più.

GREG ODEN: Il giovane centro di Ohio State è l’uomo chiave per ancorare la difesa e per rendere l’attacco più fluido e meglio spaziato. L’intimidazione e la presenza in area di Oden permette allo stesso tempo un aumento esponenziale dell’aggressività delle guardie nella difesa perimetrale. Ma è la qualità delle ricezioni profonde in attacco il crocevia delle ambizioni della squadra. Il duello con Roy Hibbert promette di essere lo scontro diretto più eccitante delle intere Final Four. Ma attenzione ai falli: la squadra con Oden in panchina è molto diversa da quella con Oden in campo.

MENTALITA’ VINCENTE: Ohio State è attualmente a quota 21 vittorie di fila: la striscia più lunga dell’intero Paese. La capacità di stare sempre con la testa dentro la gara, recuperando scarti preoccupanti e mantenendo un livello di concentrazione più che apprezzabile, è una caratteristica importante del gruppo guidato da Matta. Il gruppo è giovane ma molto talentuoso, il gioco solido e vincente, l’occasione ghiotta e afferrabile.

  
GEORGETOWN HOYAS

Gli Hoyas sono il tipico esempio di una squadra che intrapreso un percorso di crescita in una stagione comunque di alte aspettative. Georgetown ha spezzato la resistenza di Belmont (80-55), Boston College (62-55), Vanderbilt (66-65) e dulcis in fundo North Carolina (96-84). Un match, quest’ultimo, di grande personalità per una squadra che 22 anni dopo l’ultimo accesso alle Final Four ritrova il piacere di lottare per il Titolo.

Le chiavi del successo:

 Jeff Green e Roy Hibbert 
ESTERNI: la gioventù di un reparto esterni ricostruito rispetto allo scorso anno è cresciuto col tempo. Jonathan Wallace si è scoperto leader freddo, di fatto trascinando la sua squadra all’atto finale grazie a quella tripla tanto difficile quanto decisiva per portare la gara al supplementare contro UNC. Il play-guardia Jesse Sapp e l’ala tuttofare Dajuan Summers (freshman, 20 punti contro i Tar Heels) sono altri due pilastri che danno la piacevole sensazione generale di una situazione in continuo progresso. Due gli scenari: il peso dell’ambiente schiaccerà e troncherà il processo, o il bello deve ancora venire…

ROY HIBBERT & JEFF GREEN: John Thompson III (figlio ed omonimo del coach che portò gli Hoyas alla terra promessa nel 1984) utilizza come il padre un punto di riferimento in area come Roy Hibbert, centro sottovalutato in attacco (12.7 punti in stagione) e solido a rimbalzo (11.5 al Torneo) e nell’intimidazione (6 stoppate contro UNC). Jeff Green è un’ala produttiva e multidimensionale, capace di attaccare l’uomo in palleggio, dominare a rimbalzo e tirare da fuori, oltre a prendere le responsabilità più pesanti. La loro leadership è chiara, e sulla loro continuità – migliorata nel corso della stagione – si può contare.

PRINCETON OFFENSE: La contemporanea velocità ed efficacia nell’esecuzione dei tagli in backdoor è la chiave principale dell’attacco di Georgetown. Contro UNC specie nel primo tempo la tattica è stata devastante, creando canestri facili in appoggio e facendo saltare i punti di riferimento agli avversari. Sorprendere una difesa che ha in un centro mobile e stoppatore come Oden il suo perno sarà difficile, ma questo potrebbe creare situazioni di avvicinamento a canestro che potrebbe sfociare in qualche fallo da far spendere.


SECONDA SEMIFINALE: UCLA - FLORIDA

  
UCLA BRUINS

I Bruins sbarcano alle Final Four per la seconda volta consecutiva. L’anno scorso furono travolti in Finale (57-73) proprio da Florida, viceversa avversaria in semifinale in questa edizione. Era dal 1976 – ai tempi dei sette titoli in dieci anni sotto coach John Wooden – che UCLA non approdava tra le magnifiche quattro in due stagioni consecutive. Dopo aver battuto una dopo l’altra Weber State (70-42), Indiana (54-49), Pittsburgh (64-55) e Kansas (68-55), si può tranquillamente dire che la squadra di Ben Howland ha disputato un Torneo di alto livello, spazzando la tremenda concorrenza in un cammino sicuramente difficile e tortuoso, peraltro brillantemente superato.

Le chiavi del successo:

 Aaron Afflalo 
DIFESA: Il punto di forza di UCLA è la difesa: 50,25 punti di media concessi sono un biglietto da visita spaventoso. Ma ora davanti si staglia l’ostacolo più difficile, ovvero il talento del quintetto dei Gators. La chiave della fase difensiva per i Bruins sta nella pressione sugli esterni, la solidità in area (Lorenzo Mata e Luc M’Bah a Moute forniscono presenza intimidatoria ed atletismo) e la velocità di mani di Darren Collison, play rapidissimo che propizia recuperi e costringe i diretti avversari a rallentarne i ritmi e diminuirne la qualità delle decisioni (Kansas è stata costretta al 41% dal campo).

AFFLALO: Il leader offensivo di UCLA (16.7 punti a gara) è sicuramente uno strumento fondamentale per rendere la squadra micidiale. Ma purtroppo non sempre è stato così: è ancora ben impressa infatti la mediocre gara giocata al primo turno del Torneo della PAC-10, quando California passò trionfante sopra la carcassa di un Afflalo mai così negativo (tre falli precoci e 1/7 al tiro). Poggiando su una difesa del genere, se la guardia è in giornata – il che rende l’attacco più che accettabile (da oltre 70 punti di media) –, UCLA può puntare alla Finale.

RIVINCITA: Il desiderio di rivincita potrebbe dare una spinta decisiva in più a UCLA. “L’anno scorso fu orribile” dice Afflalo. “Quest’anno vorrei fosse diverso, è chiaro che vogliamo battere Florida, ma allo stesso non dovremo affrontare la gara in maniera troppo emotiva”. E la chiave è proprio questa: aggredire i rivali sul piano dell’esuberanza, ma senza esagerare, mantenendo un certo equilibrio emotivo potenzialmente devastante, specie se l’attacco gira come contro Kansas (oltre il 50% dal campo).

  
FLORIDA GATORS

Il successo dei Gators poggia soprattutto su una semplice constatazione: il quintetto base che trionfò l’anno scorso è lo stesso di quest’anno: C’è più esperienza, più sagacia, forse meno motivazioni da underdog (sfavorita), ma il secondo trionfo in due anni è obiettivamente a portata di mano. L’ultima squadra che riuscì nell’impresa di bissare il Titolo un anno dopo fu Duke nel 1992. Il cammino è stato un climax ascendente, l’ideale in competizioni di questo tipo: a parte la passeggiata su Weber State (112-69), la squadra di Billy Donovan ha eliminato Purdue (74-67), Butler (65-57), e Oregon (85-77), conformando il rendimento al livello delle avversarie e giocando spesso con le marce, diabolico metodo per amministrare le energie.

Le chiavi del successo:

 Al Horford 
ATTACCO: Florida è la squadra più produttiva delle quattro finaliste. I suoi 80.1 punti segnati di media la collocano al 10° posto nell’intera NCAA. Ma la differenza la fa il bilanciamento del proprio attacco: il miglior realizzatore è Taurean Green con poco più di 13 punti a gara, al quinto posto c’è Lee Humphries a 10.1). I Gators sono inoltre esemplari nell’alternare gioco interno (grazie alla potenza di Al Horford e alla grinta e al talento di Joakim Noah) ed esterno (Corey Brewer, Green e Humphries sono bombe ad orologeria e il terzo tira con oltre il 58% da tre in questo Torneo NCAA).

AL HORFORD: L’uomo chiave è lui, perché potenzialmente è immarcabile. Al Horford si integra molto bene col compagno di reparto Noah, prediligendo il gioco interno e i movimenti spalle a canestro, oltre che una solidità difensiva generalmente maggiore. Entrambi sono molto attivi a rimbalzo (9.3 Horford, 8.4 Noah), contribuendo a rendere Florida particolarmente superiore agli avversari sotto canestro (quasi 4 le stoppate di media in coppia).

ESECUZIONE: Nella striscia di febbraio da tre sconfitte in quattro gare è emerso qualche problema di esecuzione soprattutto nei momenti caldi della partita. Noah poco coinvolto, i tiratori sul perimetro intestarditi e quindi più facilmente contenibili, la sensazione di battibilità data anche da una difesa tutt’altro che solida. Momenti cancellati in seguito, ma non si sa mai: evitare questo tipo di cali di tensione è un comandamento.

Jacopo Burati
(Basketnet.it)
postato da: guybrush30 alle ore 22:05 | link | commenti
categorie:
lunedì, 26 marzo 2007

BELLE IMMAGINI...

user posted imageuser posted image

CAROLINA GO TO HELL !!!


postato da: guybrush30 alle ore 14:47 | link | commenti
categorie:
domenica, 25 marzo 2007

La Tisettanta vola verso i play off
25.03.2007. 21:33   


Cucciago- la Tisettanta Cantù vola sempre più decisa verso i play off esprimendo, Siena esclusa, il miglior basket d'Italia in questo momento, raggiunge Varese al quinto posto e si prepara così a due gare importanti come la sfida coi senesi di giovedì ed il derby con Milano in un mezzogiorno di fuoco.

Intanto batte un’ottima Premiata Montegranaro, team che gioca un basket di rara bellezza, Cantù parte malino e va sotto (6-13) poi comincia a produrre il suo basket e, dopo aver effettuato il sorpasso, si prende vantaggi importanti ma non riesce a ribaltare il risultato dell’andata peccando di un pizzico di lucidità nel finale.

Poco male se alla fine la squadra gioca veramente bene, se Michael Jordan, in scarsa vena di realizzatore, alla fine produce ben 11 assist, se Donnie McGrath non brilla al tiro ma se la cava bene in regia, se Theron Smith è il solito collante, se persino Lamayn Wilson mostra segni di vita (peccato per i falli ingenui), se Phill Jones ed il cardinale Mazzarino sono oramai brianzoli acquisiti, uno non è più un timido kiwi l’altro è un torello della pampa e se i due centri Casey Shaw e Big E Williams dominano letteralmente i tabelloni… il paterno Casimiro segna 18 punti con 6-9 al tiro e 6-7 ai liberi (!), il giocoso Eric ne segna 15 in 17 minuti con 7-8 al tiro e 8 rodmans.
Il buon Brunetto Arrigoni s’inalbera se gli si chiede riconferme precoci, ma ci gusterebbe parecchio rivedere Eric Williams a Cantù, un giocatore in crescita clamorosa da rifirmare prima che gli avvoltoi dell’eurolega comincino la loro Danse Macabre sopra il corpacciuto centrone.

Che dire della truppa del Pilla? Solo un gran bene, i suoi ragazzi hanno alzato il ritmo in difesa nella ripresa per tentare il recupero e si sono dati una regolata a rimbalzo dopo il 21-10 pro Cantù del primo tempo. Valerio Amoroso (23+8) è un giocatore orgasmatico ed adrenalinico come nessuno in Italia, il professor Childress insegna ancora basket (21 e 30 di valutazione) e Ronnie Slay in attacco ha tanto talento, poi la difesa e la lotta a rimbalzo sono un altro discorso…

Risultato Finale: 98-86

Il Peggiore: Agonia Anagonye quando si arrabbia fa proprio paura e non vorremmo mai aver un problema con lui, ma oggi è la nostra scelta come peggiore in campo, speriamo che non legga Basketnet e che non sia in grado di individuarci in futuro…

MVP: tanti, troppi, dubbi ad inizio di stagione. Vale la pena di avere un americano che gioca centro e che esce dalla panchina? Possono coesistere Shaw e Williams insieme? La risposta è SI ed i due centri della T70 sono i nostri due MVP.

Quintetto ideale: Childress, Jones, Amoroso, Shaw, Williams.


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 20:34 | link | commenti
categorie:

Torneo NCAA west - Afflalo riporta UCLA alle Final Four
25.03.2007. 11:45   
 Rush ed Afflalo, un duello che rivedremo nella NBA 
West Regional Final

UCLA – Kansas 68-55

Lo stile di UCLA prevede la difesa, quella con la D maiuscola, al primo posto delle priorità ma quando l’attacco è parso in difficoltà ci ha pensato il suo uomo di maggior classe Aaron Afflalo a chiudere la gara segnando 15 punti nel secondo tempo e totalizzandone 24 in totale.
Alla fine la stella dei Bruins, sbocciato letteralmente dopo la partenza di Jordan Farmar nei pro, è stato colui che ha spostato un match essenzialmente equilibrato verso i lidi californiani.
Una tripla importante ed un’entrata acrobatica nei minuti conclusivi, in collaborazione con una tripla e dei liberi decisivi di Darren Collison, l’altra stella di coach Howland, hanno chiuso il match.

Afflalo ha combinato 24 punti con 10-15 al tiro, nonostante la buona difesa degli Jayhawks, Collison ha aggiunto 14 punti e 5 steals, sono stati gli unici Bruins in doppia cifra, con gli altri a lavorare duramente nel retrobottega…

Anche Kansas ha avuto due “stelle” maggiormente in luce: il solito Brandon Rush autore di 18 punti con 7-16 al tiro, e su questo dato la difesa di UCLA ha inciso vista la nota precisione al tiro del #25, mentre Russell Robinson ne ha messi a segno 11 con 2-2 da tre. Molto deludente invece Julian Wright cui consigliamo di restare ancora al college e migliorarsi prima di pensare alla NBA. Ha tanto talento ma non è ancora pronto.
Peggio di lui Mario Chalmers (1-8 al tiro, 7 perse): letteralmente cancellato dagli assatanati Bruins.

 Afflalo abbracciato dal giocatore più brutto del mondo: Lorenzo Mata! 
Un match perciò equilibrato deciso da colui che, Acie Law IV escluso (ma il leader degli Aggies ha chiuso la sue esperienza nella March Madness), è il clutch player per eccellenza di questo Torneo 2007, ovvero Afflalo e dalla maggior esperienza dei Bruins già finalisti nel 2006 che si ripresentano alle Final Four con ambizioni di vittoria forti della difesa numero 1 della nazione.

E come ben s’insegna, le gare secche si vincono con la difesa, UCLA non è spettacolare, non diverte particolarmente ma è tignosa, è in grado di cancellare dal campo gli avversari ben individuati come obiettivi vitali e poi ha Aaron Afflalo…in attesa di sapere se ci sarà una giovane Oregon da affrontare o sei i Bruins avranno la loro chance di vendetta sui Gators di Florida che li fecero così soffrire 12 mesi fa in finale… Gli alligatori sono avvisati, gli Orsetti di LA hanno gli artigli affilati…

UCLA: Shipp 9 Mbah a Moute 8 Mata 2 Collison 14 Afflalo 24 Westbrook 4 Aboya 4 Keefe 0 Roll 3

Kansas: Rush 18 Wright 8 Kaun 4 Robinson 11 Chalmers 2 Arthur 4 Collins 0 Stewart 0 Jackson 8.


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 10:48 | link | commenti
categorie:
sabato, 24 marzo 2007

MCROBERTS SI DICHIARA PER IL DRAFT 2007

Mi sembra una bella pirlata ma probabilmente si è reso conto che le sue quotazioni sono in picchiata, un anno fa era fra i primi 5, ora per me non è da primi 15... si tratta di milioni di presidenti morti di differenza...
Mah, sono perplesso, mi sembra un giocatore incompiuto, stare al college lo avrebbe migliorato, se ci va ora temo per lui un flop, Josh è un poco meglio di Shavlik Randolph (ha mani decisamente migliori, oserei dire liriche...) ma con gli stessi difetti atletici, lentino e difensore rivedibile.
Spero che lo faccia perchè ha BISOGNO di quei soldi.
Personalmente l'ho già cancellato... avanti con un altro. McRoberts non sarà mai nei miei ricordi come Jay, The Landlord, Bobby, Shane o JJ
postato da: guybrush30 alle ore 09:11 | link | commenti
categorie:
venerdì, 23 marzo 2007

Torneo NCAA West - UCLA vs Kansas: instant classic
23.03.2007. 16:39   
 Tatum, il più piccolo dei rasta boyz... 
West Regional Sweet Sixteen

UCLA – Pittsburgh 64-55

Il maestro contro il suo allievo, Ben Howland contro il suo ex vice-coach Jamie Dixon, due squadre che giocano e soprattutto difendono in maniera speculare, con Pitt che deve e può sfruttare un centro importante come Aaron Gray mentre i lunghi di UCLA ovvero il rozzo Lorenzo Mata ed il muscolare Luc Richard Mbah a Moute fanno tanto lavoro di pregiata manovalanza lasciando le luci del palcoscenico ad un trio d’esterni di ottimo livello.

E qui sta la differenza essenziale fra i due team: con la suddetta manovalanza che ha limitato Gray a soli 10 punti ed appena 11 tiri presi (e nessun tiro libero tentato a grave debito del bianco settepiedi dei Panthers) e le guardie dei Bruins a vincere nettamente il duello con gli esterni di Pitt.

Perciò Aaron Afflalo ne mette 17 con 10-10 dalla lunetta, Josh Shipp, in bella crescita durante il Torneo, ne aggiunge 16 con tre triple a segno e Darren Collison dirige dalla cabina di regia e ci attacca pure 12 punti. Mentre tra i Panthers l’unico a reggere è il tiratore di striscia Ronald Ramon che segna 12 punti frutto di 4 bombe a segno.

Pochino per contrastare i Bruins che infatti hanno controllato la gara dall’inizio alla fine e si preparano ad accogliere Kansas con le medesime armi: difesa e controllo del ritmo.

Kansas – Southern Illinois 61-58

 ...ed il suo socio Falker 
Ed i Jayhawks hanno potuto “allenarsi” al tipo di gara che ritroveranno alla finale del Regional affrontando un’altra squadra essenzialmente difensiva come Southern Illinois, l’hanno scampata bella coi Salukis che hanno quasi raggiunto Kansas sul 59-58, dopodiché un gran canestro in penetrazione di Brandon Rush ha portato KU ad una finale che odora di grandi sfide classiche: UCLA contro Kansas, è già storia…

Proprio Rush è stato il trascinatore di coach Bill Self, se nel turno precedente era stato micidiale dalla grande distanza (6-7), stavolta è stato infallibile da due (6-6) per un totale di 12 punti, l’unico di KU in doppia cifra… determinante.

I Salukis hanno fatto il solito lavoro incredibile in difesa con il top scorer di Kansas tenuto a soli 12, ma hanno pagato dazio in attacco tirando col solo 37% dal campo ed il nostro idolo Bryan Mullins rimasto a secco (ma ha tenuto Mario Chalmers a 9 punti) ed i soli rasta boyz in grado di segnare.
Jamal Tatum, una guardia piccola (1.86) con tanti punti nelle mani, e Randal Falker, un mezzo lungo attivissimo in area, faranno la felicità di qualche squadra europea in futuro magari dopo un logico noviziato in qualche lega di medio livello tipo la nostra lega2.
Il primo è stato il top scorer dell’incontro con 19 punti (ma con 7-19 dal campo ed 1-8 da tre), il secondo ha sfiorato la doppia doppia (11+9), due tipini intriganti che hanno portato lontano il piccolo ateneo del sud dell’Illinois al confine col Missouri.


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 15:40 | link | commenti
categorie:
martedì, 20 marzo 2007

You know you're a Duke fan when.....

You HATE North Carolina.

Cameron Crazies is your life...they are the only TRUE fans

Everything you own is royal blue and/or has Blue Devils on it.

Coach K is your hero.

No one will ever compare to J.J Redick

Your life revolves around their game schedule.

Seeing anything baby blue makes your cringe.

You can't remember a season we had 10 losses.

You know what Tobacco Road means.

You live by the words "Go to HELL CAROLINA"

You know where Durham is.

You train your dog to play dead when asked "would you rather be a tarheel, or a dead dog?"

You can give a play by play of the 1992 christian L shot

You no longer have a voice after march madness from cheering so much.

You know every year they've won a national championship.

There is no other rivalry than the DUKE/UNC one.

You cried when Bobby Hurley got in his accident.

#4 means more to you than anything.

Christian Laettner is your hero for one reason...his buzzer shot in 1992.

You remember Sean Dockery's winning 3 pointer against Virginia Tech.

You strongly dislike Tyler Hansbrough.

You were excited when UNC lost to George Mason in the NCAA tourney.

We think, therefore we are NOT Tarheels.

We know that life is too short to date a Tarheel.

You cried when you found out about Jay Williams' accident.

You know you are a duke fan when you slap the floor after an accomplishment outside of the basketball court.

You know you are a Duke fan when you are sitting home watching the game and every free throw your hands are in the air.


postato da: guybrush30 alle ore 15:50 | link | commenti (2)
categorie:
lunedì, 19 marzo 2007

Torneo NCAA West - Kansas e la sorpresa Southern Illinois avanzano con decisione
19.03.2007. 13:25   
 Julian Wright e Kansas avanzano 
West Regional 2° Turno

Kansas – Kentucky 88-76

Esce con onore Kentucky ma Kansas ha semplicemente troppe armi in più e troppo talento per i Wilcats. I Jayhawks hanno invece tutto in regola per ambire alla final four e, se supereranno quel difficile ostacolo chiamato Southern Illinois, sono i favoriti del west regional.
Stanotte strepitoso Brandon Rush, probabilmente il miglior 2 del college basketball, di fronte a sua maestà Michael Jordan la guardia di coach Self ha messo a segno un capolavoro di balistica realizzando 6 triple su 7 tentativi per 19 punti contribuendo al fantascientifico 62% da tre del suo team.
Al suo fianco una delle possibili scelte da lotteria del prossimo draft Julian Wright che coi suoi movimenti felpati e potenti allo stesso tempo ha segnato 21 punti con 8-12 dal campo e 8 rebs.

Domanda: dopo Oden e (forse) Aaron Gray chi reputate fra i migliori centri della NCAA?
Chi si ricorda il Randolph Morris degli anni scorsi potrebbe rabbrividire, ma “The riddle in the middle” si è tramutato in un giocatore vero, non un mostro d’atletismo come Oden ma un centro dalle mani educatissime che sa muoversi con sapienza in campo.
E contro Kansas ha dimostrato di esser finalmente pronto per la NBA: 22 punti, 8 rimbalzi e 14-18 dalla lunetta. Da clinic.
Bene anche Bobby Perry con 21 punti ma in una gara sempre controllata dagli Jayhawks anche con vantaggi importanti in doppia cifra che avanzano alle sweet sixteen.

 adoriamo Mullins! 
Southern Illinois – Virginia Tech 63-48

In questo regional albergano le due migliori squadre difensive della NCAA, la prima è la ben nota difesa modello anaconda di UCLA e del suo coach Ben Howland, ma certamente non è inferiore la difesa a uomo, ai limiti della perfezione di Southern Illinois di coach Chris Lowery oramai pronto a guidare una grande dopo aver portato così in alto i Salukis.

Favolosa la prova del pallido play Bryan Mullins che ha segnato 11 punti ma soprattutto ha letteralmente cancellato dal campo Zabien Dowdell, guardia dell’anno della ACC, che dopo aver cercato di crearsi dei tiri senza mai riuscire a liberarsi da Mullins, è caduto in depressione auto-estromettendosi dalla gara nel secondo tempo tanto da segnare solo 7 punti con 9 tiri dal campo, lui che è uno da 18 ad allacciata di scarpe. Capolavoro.

Al resto hanno pensato i due amiconi rasta boys Jamaal Tatum e Randal Falker.
Il primo, un simpatico furetto di 1.86, ha segnato 21 punti ed ha messo tre triple consecutive nel primo tempo che ha allargato il vantaggio su VaTech, il secondo è un mezzo lungo sui due metri dall’attivismo contagioso, una sorta di Renaldo Balkman, ha fatturato 10 punti 12 rodmans, 3 recuperi e 3 stoppate.

Fra gli Hokies, annullato Dowdell, si sono salvati il ministro della difesa Jamon Gordon che ha provato con 16 punti a sopperire l’assenza ingiustificata del compagno ed il talentuoso all around Deron Washington con 15 punti.

Sweet Sixteen:

UCLA-Pittsburgh
Kansas-Southern Illinois


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 12:29 | link | commenti
categorie:
domenica, 18 marzo 2007

Torneo NCAA West - il presente e passato di Howland si sfidano: Pitt vs UCLA
18.03.2007. 11:01   
 Levance Fields si è tolto una scimma dalla spalla... 
West Regional 2° Turno

Pittsburgh -Virginia Commonwealth 84-79 OT

Il grande protagonista di questa sfida è stato il piccolo play di Pitt Levance Fields che, dopo aver sbagliato due tiri liberi a due secondi dal termine dei tempi regolamentari, non si è perso d’animo ed ha subito messo a segno una tripla cruciale nell’overtime rimettendo in sesto i suoi Panthers che avevano gettato al vento un vantaggio di ben 19 punti (conducevano 51-32) subendo l’imperiosa rimonta di VCA, una vera rivelazione, che dopo aver fatto fuori Duke è andata vicino ad estromettere anche Pitt.

Se al primo turno il giustiziere dei Blue Devils era stato il sophomore Eric Maynor, 14+8 ass stanotte, stavolta i protagonisti sono stati i due senior che lo affiancano nel back court: Jesse Pellot-Rosa, un nome enologico ma anche 20 punti a segno, e BA Walker anche lui scollinato sul ventello.

Dunque vittoria in overtime e sweet sixteen raggiunta per la quarta volta da Pitt che ha avuto ben cinque giocatori in doppia cifra: da Sam Young a quota 15 al sopraccitato Levance Fields che ne ha messi 10.
Il centro Aaron Gray ha contribuito con 14 punti con 6-8 al tiro e 8 rebs di cui 4 offensivi ma è stato messo un po’ in difficoltà dallo stile di gioco dei Rams; contro una squadra più tradizionale come UCLA che fa della difesa il suo credo, il centrone da Emmaus è la chiave per battere i Bruins guidati dall’ex coach di Pitt Ben Howland.

 Lorenzo Mata spazza via tutto 
UCLA - Indiana 54-49

Howland portò in alto Pitt con la sua difesa ed altrettanto sta facendo con UCLA rivitalizzando così il programma da Los Angeles, lo scorso anno il suo lavoro terminò in finale contro Florida, nell’edizione 2007 i Bruins vogliono arrivare al titolo NCAA.
Per farlo vogliono strangolare gli avversari con la difesa e costringerli ai loro ritmi, con Indiana, uno scontro che evocava Bill Walton contro Scott May e due miti del coaching come John Wooden e Bobby Knight (i due più grandi di sempre?), gli obiettivi dei Bruins sono stati perfettamente centrati anche se IU ha cercato di tenere un punteggio basso per provare a vincere una gara che vedeva gli Hoosiers nettamente sfavoriti.

Una gara molto anni ’70… ci mancava solo Dean Smith ad ordinare di congelare la gara sul 2-0 come faceva spesso il mitico allenatore di Carolina…

Non ci sono andati in ogni caso lontani gli Hoosiers ma è stato Darren Collison con una palla rubata decisiva e 15 punti a segno a girare la gara dalle parti dei californiani con al suo fianco Aaron Afflalo, 10 punti e due liberi importanti a segno.
I due migliori di IU DJ White ed Earl Calloway ne hanno messi 12 a testa, troppo poco, ora sotto col “derby” di casa Howland: UCLA-Pittsburgh.


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 10:08 | link | commenti (2)
categorie:
sabato, 17 marzo 2007

Torneo NCAA West- a Kentucky il big game con Villanova
17.03.2007. 13:46   
 Morris ha vinto il duello con il paisà Nardi 
West Regional 1° Turno

Kentucky-Villanova 67-58

La forza fisica di Randolph Morris in mezzo all’area (19+11 e 3 stoppate) e la solidità degli esterni Crawford e Bradley, entrambi in doppia cifra, sono stati sufficienti a Kentucky per vincere il big match del primo turno.
Villanova, che non è più lo squadrone dello scorso anno avendo perso in estate i vari Randy Foye, Allan Ray e Kyle Lowry, ha pagato le scarse condizioni fisiche di Mike Nardi, solo 6 punti, e si è affidata totalmente a Curtis Sumpter (19 ma 6-17 dal campo) ed al rookie dell’anno della Big East Scottie Reynolds che ne ha messi 23 ma anche lui con percentuali modeste (33%). Troppo poco per battere una Kentucky non frizzante ma molto solida, il derby dei Wildcats va perciò a sud.

Virginia Tech-Illinois 54-52

Bella vittoria degli Hokies che hanno superato l’emozione dell’ingresso nel torneo più importante dopo undici anni d’assenza battendo una grande, sia pur in lieve declino, del panorama NCAA.
Tutto questo grazie ad una rimonta da –13 ad otto minuti dal termine ed al canestro decisivo del sorpasso di Deron Washington (13 punti) nell’ultimo giro di lancette, un vero tiraccio al tabellone che riflette però il gran cuore di VaTech, una squadra che non molla mai, che ha giocatori d’esperienza e che nella regular season si è permessa di battere North Carolina a Duke…
Illinois, che non ha più segnato negli ultimi quattro minuti di gioco, ha perciò molto da rammaricarsi nonostante il gran lavoro difensivo fatto nel bloccare la stellina degli Hokies Zabien Dowdell tenuto a soli 8 punti e nell’annebbiare la vista agli avversari che hanno tirato col 36% totale dal campo. Non abbastanza per vincere se in attacco non segni mai.

Kansas-Niagara 107-67

Passeggiata degli Jayhawks contro i Purple Eagles che si erano qualificati nel play in game.
Niente da fare per loro dominati dal maggiore talento di Kansas che stavolta non ha lasciato il torneo al primo turno come negli ultimi anni.
Cinque Jayhawks in doppia cifra e ben tredici a referto (!): Mario Chalmers 19, Robinson 16, Collins 15 poi Arthur 12 e Julian Wright 10.

Southern Illinois-Holy Cross 61-51

“Salukis Style”: tanta difesa, poco ritmo e pazienza. Giocando in quel modo Southern Illinois può battere chiunque, anche squadre più dotate di Holy Cross che ha fatto una gran fatica su ogni pallone contestato dai Salukis.
Punteggio perciò basso ma mai veramente in discussione, 14 per Tony Boyle di SouIll e 15 di Torey Thomas fra i Crusaders.

II Turno:

Pitt-VCU
UCLA-Indiana
Kansas-Kentucky
Southern Ill-Virginia Tech


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 12:50 | link | commenti (1)
categorie: