Diario di un Dukie

NCAA BB, Duke University & Pallacanestro Cantù - la passione

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domenica, 25 febbraio 2007

Fattore Big E
25.02.2007. 10:48   


Cucciago- Ancora una vittoria in rimonta per la Tisettanta Cantù ma se la gara contro la Virtus Bologna era stata l'inno alla poesia del basket, quella contro la Siviglia wear Teramo è stata una gara orrenda con i padroni di casa che hanno giocato un basket piacevole solo negli ultimi dieci minuti dopo 30 minuti di ciapanò…

Guardiamo qualche statistica: Cantù ha tirato con un mediocre 41% dal campo (3-13 nell’orrido primo quarto, perso 8-19!) e con un’inguardabile 5-26 da tre punti, Teramo ha “risposto” con il 34% e 3-17 da tre, si sono viste palle perse degne del campionato di promozione (9 da parte della coppia di guardie Jordan-McGrath), la coppia di ali Smith-Wilson ha messo assieme 1 punto ed ai rimbalzi Teramo ha nettamente prevalso 47 a 34 con ben 21 rimbalzi offensivi di Brandon Brown & so che poi hanno vanificato tutto spadellando da sotto (Brown 1-5, Martinez 4-13…)

Insomma non uno spettacolo edificante.

Come ha fatto la T70 a vincere? Ha vinto l’ultimo quarto 30-17, ritrovando la parità dopo 35 minuti passati ad inseguire a causa di uno sciagurato primo quarto. Cantù ha avuto pazienza, rimontando piano, ha trovato un Michael Jordan non scintillante ma importante nella rimonta (19 punti) ed ha appoggiato il gioco su un Eric Williams formato Wake Forest…
“Big E” ha ribaltato la gara nel quarto finale con percorso netto al tiro (4-4) ma soprattutto otto tiri liberi consecutivi a segno dopo aver spadellato i primi quattro, un vero sogno per lui, per un totale di 16 punti. Martinez, svogliato ed irritante tanto che coach Bianchi la ha tenuto a lungo in panchina, ed i volonterosi Brown (ragazzo splendido ma decisamente il giocatore più anti estetico della serie A) e Bernard sono stati spazzati via dal colosso giunto quest’anno da Winston-Salem.

Teramo ha controllato la gara a lungo ma nel momento decisivo Anthony Grundy, pessimo, si è autoeliminato dal gioco, Woodward e Janicenoks, piuttosto nervosi, hanno commesso gravi errori anche se il lettone è stato l’ultimo baluardo quando il fortino teramano crollava. Cantù ha cercato con l’ultimo tiro libero di McGrath a 60 centesimi dalla fine di ribaltare il risultato dell’andata ma il tiratore da NYC, che doveva sbagliarlo per cercare un tap in sulla sirena, lo ha messo a segno pur tirandolo con una parabola modello Sputnik.
Poco male, la Tisettanta ha messo a segno la sesta vittoria nelle ultime otto, la salvezza è vicina ed i playoffs sono a portata di mano.

Risultato Finale: 67-60

Il Peggiore: gioca solo venti minuti ma con un'indolenza irritante ed il suo proverbiale egoismo, Jack Martinez è fatto così, se Teramo l’ha scambiato con Nolan un motivo ci sarà… intanto ieri il buon Jack si sarebbe impegnato di più a ballare il merengue con un cuba libre nella manona fasciata…

MVP: Eric Williams, quando gioca così, è un prospetto di primo livello per i campionati europei.

Quintetto ideale: Jordan, Mazzarino, Woodward (McGrath), Janicenoks, Williams


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 09:57 | link | commenti
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venerdì, 23 febbraio 2007

La scomparsa di Dennis Johnson
23.02.2007. 09:00   
 DJ ai tempi indimenticabili di Boston 
E' scomparso improvvisamente ieri all'età di 52 anni Dennis Johnson, grande protagonista con Sonics, Suns e Celtics nei primi anni '80.
Johnson stava conducendo l'allenamento dei suoi Austin Toros (D-League) quando senza nessun segnale ha accusato un malore e si è accasciato al suolo.
Inutili i disperati soccorsi del centro di rianimazione di Austin, le cause della morte saranno accertate dall'autopsia ma si parla di morte improvvisa da attacco cardiaco.
Una perdita davvero grande per chi ha amato il basket tutto sostanza di DJ (il suo soprannome).
Straordinario protagonista al fianco di Gus Williams per il primo ed unico titolo dei Sonics nel '79 guidati da Lenny Wilkens.
Poi una parentesi di 3 anni ai Suns prima di approdare ai Celtics grazie ad una magata del solito mago degli scambi Red Auerbach.
I Celtics venivano da un annata non straordinaria travolti dai Bucks nei playoffs nella stagione che ha visto trionfare i Sixers di Malone e Dr J.
Per contrastare lo strapotere dei 76ers Auerbach orchestra lo scambio con i Suns (rapinati ricevendo in cambio lo scadentissimo Rick Robey) portando in maglia biancoverde Johnson, considerato il vero antidoto ad Andrew Toney (la mitraglitrice dei Sixers) ed eventualmente a Magic in caso di finale con i Lakers.
Mai mossa fu più azzeccata: Johnson si rivela il tassello perfetto per i Celtics che vincono in finale contro i Lakers in una battaglia durata 7 partite e che viene ricordata come una della più belle serie di tutti i tempi.
Nei 7 anni a Boston DJ diventa il compagno preferito di Larry Bird: leader silenzioso, grande professionista, difensore straordinario ma anche capace di mettere a referto tiri chiave come nelle finals contro i Lakers.
Memorabile un suo canestro di rapina contro i Pistons sulla sirena di una drammatica gara 5 nel 1987, autentico sigillo di un campione che non mollava mai.
Un icona simbolo del basket forse più bello della storia del gioco, per ricordarlo citiamo le parole di Danny Ainge ora GM biancoverde e suo compagno di reparto di quei Celtics duri e vincenti:'' DJ è stato uno dei giocatori più sottovalutati della storia del gioco ed uno dei migliori acquisti di sempre dei Celtics''.



Marco Taminelli
(Basketnet.it)
postato da: guybrush30 alle ore 16:06 | link | commenti
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domenica, 18 febbraio 2007

Se Jordan gioca come quel Jordan...
18.02.2007. 21:31   


 Jordan è stato immarcabile stasera 
Cucciago- Una di quelle partite che fanno innamorare i neofiti e godere gli appassionati di vecchia data, contro la Vidivici Bologna, di gran lunga la squadra che gioca il miglior basket in un panorama terribilmente piatto sul piano tattico, la Tisettanta Cantù ha mostrato di quali diavolerie è in grado Pino Sacripanti quando può lavorare proficuamente con la squadra in settimana, se Zare Markovski è, a nostro giudizio, il coach dell’anno, il collega canturino è il più bravo a lavorare peculiarmente sugli schemi avversari per romperli abilmente, basta che abbia una squadra in salute e che lo segua a dovere, questo sta capitando e da qualche settimana Cantù è finalmente la squadra sognata quest’estate con una rotazione ridotta ad 8 uomini ma con Theron Smith che ha potuto beneficiare della pausa della Final8 per far riposare il suo ginocchio mostrando che razza di giocatore sia se la salute lo sorregge (15 punti tutti nella ripresa con una presenza sotto i tabelloni importante e dolci “floaters” dalla media distanza) e con Donnie McGrath che lentamente si sta trasformando da brutto anatroccolo a quel talento interessante visto nei dvd dei Friars di Providence e che giocando quasi stabilmente da play libera Jordan che può così scatenarsi in attacco…
Michael Hakim Jordan oggi poi sembrava il più famoso Michael Jeffrey Jordan… al 30’ ne aveva messi 31 trascinando di peso i suoi con tiri da tre (4-7), penetrazioni fulminanti (8-9 da due) tiri liberi (5-5 con finta di tiro…) ed assist (5) per la bellezza di 41 di valutazione … nell’ultimo quarto poi si è calmato segnandone solo due ma mettendo i suoi compagni nelle condizioni di colpire ed infatti sono stati Smith, Shaw, Wilson e Mazzarino a mettere i punti della vittoria, che rilancia Cantù verso l’obiettivo playoffs e giocando così la T70 è una candidata alla Big Dance.

La Virtus, reduce dalla finale di coppa Italia, si è presentata senza Travis Best ai box per un problemino al ginocchio ed ha patito l’infortunio ad inizio ripresa occorso a Kris Lang, l’ex Carolina ha stretto i denti ed ha continuato a giocare ma il suo rendimento è andato scemando privando ai virtussini un importante punto di riferimento in post alto, decisamente il miglior centro in Italia a giocare in lunetta, e non a caso i lunghi brianzoli, opachi nel primo tempo, si sono impossessati dell’area nel secondo tempo con Big E Williams e Casey Shaw determinati a sfruttare gli spazi aperti da un indiavolato Michael Jordan.

Se infatti i lunghi si sono visti nella ripresa, la gara, giocata ad altissimo ritmo, è stata giocata in maniera fantastica dagli esterni: ottimi i felsinei Brett Blizzard, una macchina da tre (22 punti per 6-8 da tre) come ben ci si ricordava a Cantù, Dusan Vukcevic (anche lui 22 punti con 66% al tiro) e Vlado Ilievski, il migliore dei suoi nel finale quando Cantù ha preso il vantaggio decisivo e l’ex Roma è stato l’ultimo ad arrendersi. Bologna ha condotto la gara, sia pure con vantaggi mai importanti,al massimo +8 al 24’ ma subito dopo un parziale di 21-8 nei sei minuti successivi del terzo quarto ha girato la gara a favore dei biancoblù che festeggiano così la vittoria prestigiosa davanti ad uno splendido pubblico ed agli Eagles autori di una coreografia da pelle d’oca che omaggiava il settantesimo della società ricordando tutti i campioni che hanno indossato questa mitica canotta e tutte le vittorie che questi ultimi hanno regalato alla piccola ed operosa cittadina brianzola.

Risultato Finale: 99-92

Il Peggiore: una partita così bella non merita un peggiore in campo ma Guilherme Giovannoni ha abbinato una prestazione mediocre (6 punti, 2-7 dal campo e –1 di val) alla solita antipatia.

MVP: se MH Jordan gioca come “quel” Jordan come si fa a non dargli merito? Una menzione a Sacripanti ed al suo staff tecnico, scelte tattiche al limite della perfezione.

Quintetto ideale: Jordan, Blizzard, Vukcevic, Smith, Lang (Williams)


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 20:37 | link | commenti
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venerdì, 16 febbraio 2007

ACC- Zabian Dowdell castiga la vanitosa Carolina
16.02.2007. 16:42   
 Dowdell, una furia 
Che stagione quella degli Hokies! Squadra formata essenzialmente da veterani con tre seniors in quintetto, le guardie mancine Zabian Dowdell e Jamon Gordon (gran coppia, sgusciante realizzatore il primo, difensore dagli istinti finissimi e più compatto il secondo) ed il centro Coleman Collins, discreto prospetto per l’Europa, cui si aggiungono l’ala tuttofare Deron Washington, junior, e l’ala tiratrice portoricana AD Vassallo.
Un quintetto di buon livello in grado di macinare vittime illustri, e che vittime quest’anno!
Nientemeno che Duke e North Carolina, ben due volte… e terzo posto in classifica.
Clamorosa ed indimenticabile la vittoria di Virginia Tech a Chapel Hill, espugnando il Dean Dome 81-80 ai supplementari grazie ad una prova irresistibile di Dowdell, una sorta di mix ben riuscito fra Drew Nicholas e Bootsie Thornton, che ne ha messi 33 ai basiti Tar Heels con 7-15 dal campo e ben 17-19 dalla lunetta, una delle prove più interessanti di questa stagione NCAA.
North Carolina? I tifosi di quelli in maglia azzurro cielo cominciano a preoccuparsi un po’.
La squadra ha forse la dose di talento più massiccio di tutto il college basketball ma è formata da un nucleo giovanissimo di freshmen e sophomores con un solo senior Reyshawn Terry spesso in difficoltà a mostrare la leadrship necessaria ed in balia della personalità dei compagni più inesperti.
Certo Tyler Hansbrough non sbaglia una gara (22 anche contro VaTech) ma Lawson, Ellington e Wright soffrono dei normali up&downs dei rookies e, a dispetto di sei vittorie nettissime con margini abissali inflitti, i Tar Heels hanno perso 3 volte su 4 (vittoria solo con Duke in volata) nelle gare punto a punto, sicuramente peccati di gioventù ma nel Torneo NCAA con la partita senza domani, una giornata storta e l’inesperienza si pagano a caro prezzo.
Decisivo per UNC sarà far tesoro di queste sconfitte.

Orgoglio Duke

Era da 11 anni che Duke non usciva dalla Top25 del ranking, ovvero dall’epoca in cui Mike Krzyzewski fu costretto a cedere il passo e fermarsi per i lancinanti dolori dovuti ad un’ernia discale, e mai nell’epoca di coach K i Blue Devils hanno perso per cinque volte di fila, la sfida con Boston College, capolista dell’ACC, era una partita chiave per sancire una crisi a Durham o per continuare a credere in un gruppo giovanissimo.
La risposta è stata superlativa: vittoria netta a Boston 78-70 con Josh McRoberts nei panni di leader con 18 punti 11 rebs e 5 assist nella sua classica prestazione “totale”.
Bene anche il trio di esterni: 15 punti a testa per DM Nelson e per Greg Paulus, 12 per Scheyer e 8 per Gerald Henderson. Decisiva però la prestazione difensiva su Jared Dudley, sinora di una costanza impressionante, tenuto a soli 11 punti e 4 rebs in 39 minuti, “cancellato” il migliore degli Eagles poco importa che “Teresina” Rice ed il tamugno Sean Marshall abbiano scollinato il ventello. BC si consola in ogni caso col primo posto in classifica nell’ACC che pochi pronosticavano dopo la cacciata di “The Rejector” Sean Williams dal team.
 McRoberts in percussione 
E nel week end, per gradire, Boston College-North Carolina. Da palati fini.

Ed i Terps?

Dov’è finita Maryland? Dopo una partenza molto mediocre, i Terrapins sono riusciti a risollevarsi con un paio di vittorie importanti contro Duke (dando ai Blue Devils l’unica “lezione” nella serie di quattro sconfitte consecutive) e NC State.
La stagione degli uomini di Roy Williams sin qui è deludente ma il talento c’è e la crescita del freshman venezuelano Greivis Vasquez è incoraggiante (18 contro i Dukies, 15 contro i Wolfpack) e Maryland può essere una mina vagante al torneo di conference.

MVP della settimana: ancora lui, Zabian Dowdell, per quello che ha fatto ai Tar Heels merita il titolo di MVP della settimana ma la sua stagione lo candida seriamente a quello di giocatore dell’anno dell’ACC.

Squadra Ideale della settimana: Dowdell (VaTech) JR Reynolds (Uva) Marshall (BC) Vasquez (Md) McRoberts (Duke)



Atlantic Coast Conf All
Boston Coll. (21) 9-3 18-7

North Carolina (4) 8-3 22-4

Virginia Tech 8-3 18-7

Virginia 8-3 17-7

Duke 6-6 19-7

Clemson 5-6 19-6

Maryland 5-6 19-7

Georgia Tech 5-6 17-8

Florida St. 5-7 17-9

N.C. State 3-8 13-11

Miami (FL) 3-8 10-15

Wake Forest 3-9 12-13



Scorers:

Dudley (BC) 19.6
Thornton (FlaSt) 18.7
Hansbrough (UNC) 18.6
Reynolds (Uva) 18.5
Singlatery (UVa) 18.4
Dowdell (VaT) 18.2
Visser (Wake) 17.4

Rebounders:

King (Miami) 9.2
Dudley (Boston College) 8.8
McRoberts (Duke) 8.0
Costner (NCState) 7.8
Hansbrough (UNC) 7.8
Ibekwe (Maryland) 7.7

Assists:

Rice (BC) 5.8
Smith (Wake) 5.7
Crittenton (Gtech) 5.5
Lawson (UNC) 5.2


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 15:48 | link | commenti
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mercoledì, 14 febbraio 2007

Un paio di links essenziali per i Cameron Crazies di tutto il mondo

Players stats:

http://goduke.statsgeek.com/basketball-m/players/?SPSID=22724&SPID=1845&DB_OEM_ID=4200

Le statistiche dei Blue Devils dal 1900 in poi! Meraviglioso...

Tutte le stagioni di Duke:

http://goduke.statsgeek.com/basketball-m/seasons/?SPSID=22724&SPID=1845&DB_OEM_ID=4200
postato da: guybrush30 alle ore 19:48 | link | commenti
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Stanotte gara essenziale contro BC... da vincere a tutti i costi!
Men's Basketball Game Notes: at Boston College, Feb. 14, 9 PM, ESPN
postato da: guybrush30 alle ore 19:44 | link | commenti
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Qualche immagine del Cameron Indoor Stadium e dei suoi tifosi... i Cameron Crazies!

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postato da: guybrush30 alle ore 19:26 | link | commenti
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giovedì, 08 febbraio 2007

ACC: North Carolina espugna ancora il Cameron Indoor!
08.02.2007. 15:18   
 Non è bastato il career high di Scheyer (Courtesy: Duke Photography) 
Per il secondo anno consecutivo North Carolina va a vincere sul parquet “nemico” del Cameron Indoor Stadium di Duke 73-79.
L’anno scorso però era stata una vera monellata con Tyler Hansbrough alla guida di un gruppo giovane ed un tantino sottovalutato che andò a rovinare malignamente la senior night di un mito dei Cameron Crazies come JJ Redick.
Questa volta invece è stata la dimostrazione del talento dei Tar Heels in grado di reagire vincendo sul campo a loro più ostile d’America pochi giorni dopo la scoppola rimediata dai cugini poveri di North Carolina State.
Talento e profondità le chiavi del successo di Carolina con Brendan Wright a violentare i ''4'' dei Blue Devils (19 con 9-12 e 9 rebs), Tyler Hansbrough intento a portare il suo solito, solidissimo, mattone (16 punti) ed il furetto Ty Lawson che non solo ha segnato 15 punti ma ha anche raccattato 8 rebs! Inoltre Roy Williams si è potuto permettere di ruotare in campo 12 uomini, pressando Greg Paulus per 40 minuti filati col risultato che il play di Duke ha si segnato 15 punti ma con 5-17 dal campo e con la conseguenza che la luce si è spenta per i Dukies dopo ben 35 minuti di costante vantaggio nella sfida, coi padroni di casa sopra anche in doppia cifra.
Poi, finita la benzina degli otto uomini otto di coach Krzyzewski, il crollo dei Blue Devils che vengono superati agevolmente sulla linea del traguardo.
Poco da dire sulla volontà degli uomini di coach K, ottimi per ¾ della gara e con due interessanti prestazioni dei due freshmen Jon Scheyer (26 career high) e Gerald Henderson (14) ma se i tre leader McRoberts, Nelson e Paulus scoppiano nel finale dopo aver tirato la carretta e se da McClure puoi trarre solo gregariato (la sua giornata di gloria è già venuta) e Pocius, Lance Thomas e Zoubek non sono ancora in grado di giocare a quei livelli, poco può il nasuto coach polacco, che però si consola con lo spirito combattivo mostrato e con la prossima classe di freshmen che si prevede ottima con Kyle Singler, ala piccola di 2.05, il giocatore più completo della futura nidiata di freshmen, poi Taylor King ala bianca alla Melchionni e Nolan Smith da Oak Hill Academy, guardia, ottimo difensore. Se il centro Patrick Petterson firma la lettera d'intenti per Duke, potrebbe essere il miglior reclutamento della nazione.

La rivolta dei Peones

Se ieri era il giorno della “Rivalry”, il week end è stato il giorno delle piccole con i Wolfpack di NCState che battono i Tar Heels e i Seminoles di Florida State che per il secondo anno consecutivo battono Duke.
Due vittorie di gran prestigio con State a festeggiare una vittoria storica attorno al suo coach Sidney Lowe uno che era in campo ai bei tempi andati di coach Jimmy V, i Wolfpack giocano praticamente in sei (ad essere generosi…) ma se l’intero quintetto va in doppia cifra allora nessun’impresa è impossibile, infatti, contro UNC, Fells a quota 21, McCauley a 17 Grant 16, Costner 15 ed il turco Atsur a 12 ed odiati rivali battuti 83-79. Via alla festa per la terza vittoria stagionale nella ACC!
Duke invece non digerisce quelli da Tallahassee e se l’anno scorso fu un mezzo furto con un invasione di campo (festosa) a gara non ancora conclusa e con gli arbitri costretti a decretare la fine della gara, quest’anno Florida State ha vinto di misura 68-67 a Durham nella classica gara in cui nel finale nessuno riesce più a segnare, bloccati dalla tensione, e Greg Paulus sbaglia il tiro della vittoria.
Gran protagonista il solito Al Thornton con 21 punti e 8 rebs coadiuvato dai 15 di Toney Douglas.
Stanotte poi FlaState ha perso 71-58 con Clemson (ancora 21 per Al Thornton, 17 per KC Rivers) ma intanto i Seminoles hanno glorificato la stagione battendo Duke


 Thornton sale a stoppare McRoberts 
MVP della settimana: vogliamo premiare la costanza di Al Thornton ala completa in grado di usare il fisico ma anche di colpire da fuori, corpo decisamente da NBA, viaggia a 18.8 punti 6.7 rimbalzi col 54% dal campo e l’80% dalla lunetta in questo suo anno da senior.

Squadra Ideale della settimana: Ty Lawson (N.Carolina) Courtney Fells (NC State) Al Thornton (Florida State) Jared Dudley (Boston College) Brendan Whright (N.Carolina)


Atlantic Coast Conf All
Boston Coll. 8-2 17-6

Virginia 8-2 16-6

North Carolina (5) 7-2 21-3

Virginia Tech 6-3 16-7

Clemson 5-5 19-5

Duke (16) 5-5 18-6

Florida St. 5-5 17-7

Georgia Tech 4-6 15-8

Maryland 3-6 17-7

N.C. State 3-6 13-9

Wake Forest 2-8 11-12

Miami (FL) 2-8 9-15


Scorers:

Dudley (BC) 19.8
Thornton (FlaSt) 18.8
Reynolds (Uva) 18.7
Singlatery (UVa) 18.6
Hansbrough (UNC) 18.5
Dowdell (VaT) 18.1
Visser (Wake) 17.5

Rebounders:

King (Miami) 9.2
Dudley (Boston College) 9.0
Costner (NCState) 8.0
Hansbrough (UNC) 8.0
McRoberts (Duke) 7.9
Ibekwe (Maryland) 7.8

Assists:

Rice (BC) 6.0
Smith (Wake) 5.7
Crittenton (Gtech) 5.6
Atsur (NCState) 5.2
Lawson (UNC) 5.1


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 14:40 | link | commenti (3)
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martedì, 06 febbraio 2007

Non solo Bargnani in America...

Come sanno gli appassionati, negli States si sta mettendo in luce un altro italiano Daniel Hackett figlio di Rudy ex asso della Scavolini e di mamma italiana, Daniel è cresciuto nelle giovanili di Pesaro e da qualche anno è emigrato col padre negli Usa a cercare successo.
Quest'anno, avendo voti altissimi, si è diplomato con un anno d'anticipo e si è iscritto al college a Southern California dove è stato chiamato a sostituire il play titolare morto in una sparatoria...

L'ho visto ieri in un Dvd contro UCLA e mi ha fatto un'ottima impressione.
Mancino, gioca play e guardia indifferentemente, mostra in campo il suo notevole IQ, gran bel difensore senza palla (ha cancellato per lunghi tratti la stella dei Bruins Aaron Afflalo su cui si è messo difendere faccia a faccia negandogli la ricezione e passando bene sui blocchi), in attacco muove bene la boccia ma si limita un po' in attacco visto che le stelle dei Trojans sono Nick Young, Gabe Pruitt e l'altro freshman Gibson. Quando però attacca il canestro lo fa con decisione, ama andare a destra, cosa atipica per un mancino (un po' alla Rick Apodaca) mi ha dato la sensazione di essere non ancora sicuro del suo tiro da fuori al 100%.

La prossima estate dovrebbe giocare con la nazionale under 20 di Pino, un bell'acquisto per il nostro basket che va ad aggiungersi ai già famosi Bargnani, Belinelli, DaTome, Gallinari ecc...
postato da: guybrush30 alle ore 14:58 | link | commenti
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giovedì, 01 febbraio 2007

Sinora ho visto il famoso Greg Oden due volte:
contro Florida in cui ha fatto una figura barbina impantanandosi subito in problemi di falli, come spesso gli capita, e venendo umiliato dai più scafati Noah e Horford.
contro Tennessee invece ha dominato contro una squadra ottima negli esterni (Lofton, probabilmente il miglior tiratore puro della NCAA quest'anno, Bradshaw ecc...) ma scarsina sotto con pochi centimetri da opporgli. Ha spazzato via i Vols col suo fisico, sembra un uomo in mezzo ai bambini (guardatelo e ditemi se sembra un 19enne...), alto 2.15 e con braccia sterminate e con senso del timing nelle stoppata più che saltatore irreale.
Eppure mi lascia perplesso, in attacco ha un solo movimento, prende posizione in post basso in maniera direi ben fatta, gira forte dorsalmente verso la linea di fondo mettendosi il difensore dietro e schiaccia immancabilmente. Non tira mai dai 3-4 metri, se non riesce a schiacciare prova un semigancio un po' goffo ma chiaramente da altezze notevoli, l'infortunio al polso lo ha reso praticamente ambidestro e batte i liberi con la sinistra, tecnica orrenda ma con risultati discreti.

Sarà prima scelta assoluta sicura, il fisico non si insegna a nessuno ed ha margini di miglioramento, ma Kevin Durant mi gasa molto di più, diciamo che Oden mi ricorda l'Alonzo Mourning dei tempi di Georgetown.
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La specialità di Oden...
postato da: guybrush30 alle ore 14:28 | link | commenti
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