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NCAA BB, Duke University & Pallacanestro Cantù - la passione

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giovedì, 26 ottobre 2006

NCAA-ACC: i nuovi fab5 di Carolina fanno paura
26.10.2006. 17:48   
 Paulus, the brain 
Siamo oramai pronti per una nuova, esaltante, stagione di NCAA basketball e l’Atlantic Coast Conference si presenta di nuovo come una delle conference di riferimento per il mondo universitario e, sia pur perdendo elementi del calibro di JJ Redick, Shelden Williams, Craig Smith, la premiata ditta Guillermo Diaz & Robert Hite, Nick Caner-Medley, Cedric Simmons o il neo canturino Eric Williams, si presenta ai nastri di partenza con dei sophomores pronti a divenire delle stelle nel mirino della NBA e con un’infornata di super freshmen con i Fab5 di North Carolina e la super ala di Georgia Tech Thaddeus Young in prima linea.
Ma vediamo il nostro ranking:

1 NORTH CAROLINA
In breve, coach Roy Williams si ritrova dalle parti di Chapel Hill nell’ordine:
un senior in crescita continua come Reyshawn Terry (14.2 con 6.2 rebs ed il 38% da tre nel 2006) ed un eccellente gruppo di sophomores dove spicca il talento affascinante dell’ala forte Tyler Hansbrough (18.9+7.8) ma non vanno sottovalutati il play dal gran cuore Bobby Frasor e le alette tutto pepe Marcus Ginyard e Danny Green.
A questo ben di Dio, il coach gentiluomo ha aggiunto il reclutamento numero 1 della nazione che ha portato ben 3 dei primi 5 prospetti dell’high school ovvero il play supersonico Ty Lawson, l’esplosiva guardia Wayne Ellington e (forse il migliore di tutti) l’ala di 2.05 Brendan Wright ed omettiamo intenzionalmente Deon Thompson ed Alex Stephenson…

UNC è Assolutamente Illegale!

Il livello di talento è assurdamente alto e non dubitiamo della capacità di coach Williams di trarne linfa vitale. I Tar Heels partono col numero 1 dell’ACC ma sembrano fuori classifica anche a livello di NCAA intera, semmai i tanti fans di Carolina faranno bene a godersi quest’anno la squadra perché fra un anno la NBA la saccheggerà, ma tant’è…

2 DUKE

Gli eterni rivali e vicini di casa a Durham masticano amaro perché la distanza da North Carolina mai è sembrata tanto siderale negli ultimi anni, i Blue Devils hanno infatti perso le loro due star JJ Redick e Shelden Williams e nonostante un recruitment interessante e due sophomores di primo livello sembrano decisamente partire di rincorsa.
I due punti di riferimento saranno uno Josh McRoberts che liberatosi dall’ingombrante presenza di The Landlord (e dopo aver resistito alle squassanti sirene dal piano di sopra…) dovrebbe lottare col rivale in maglia celeste Hansbrough per il (dubbio) titolo di nuova speranza bianca del basket statunitense, al suo fianco il fido play Greg Paulus che invece avrà dietro di sé l’ingombrante fantasma di Bobby Hurley e che si prepara a dei derby in famiglia col fratellino Mike nuovo regista dei Tar Heels, sponda football però…
Coach Mike Krzyzewski confida molto nei nuovi arrivati: il figlio d’arte Gerald Henderson, guardia ala di grande atletismo ed ottimo difensore, l’ala forte Lance Thomas, a lungo incerto se firmare per la locale Rutgers e poi giunto nelle mani del coach polacco (confermando che il New Jersey è terra fertile per i Dukies), il tiratore californiano Jon Scheyer, in lotta col lituano Pocius per sostituire l’insostituibile (nei cuori…) JJ ed il settepiedi Brian Zoubek altro prodotto dello stato giardino…

3 GEORGIA TECH

Merita il terzo gradino del podio quasi solo per l’addizione dell’esplosivo Thaddeus Young ala dalla sconquassante potenza e che avrà un impatto massivo da subito, lo dovrà rifornire il nuovo play rookie Javaris Ctrittenton subito al duro battesimo del fuoco.
Ma coach Hewitt può contare anche sui più esperti Anthony Morrow (16 ppg) attualmente infortunato ma dalle movenze felpate che piacciono agli scout dei pro, sul solido Mario West e su due presenze in area come il mini rimbalzista Jeremis Smith, solo 1.96 ma più di 8 rebs a gara ed il centro Ra’Sean Dickey che metteva 13.2 punti ad allacciata di scarpe. Insomma se il nuovo point man regge e se la panchina corta non diviene un fattore negativo, gli Yellow Jackets hanno un quintetto in grado d’ogni impresa.

4 BOSTON COLLEGE

 Rice on fire 
Gli Eagles hanno perso il loro leader Craig Smith ma hanno già in casa il suo sostituto Jared Dudley che da secondo violino di lusso passa a solista e ha le capacità per assolvere il compito con quella manina fatata e la completezza tecnica che ne ha fatto un uomo da 16.7 punti e 6.6 rebs la passata stagione. Tornano anche il solidissimo Sean Marshall ed i centri John Oates e Sean Williams ma la chiave di volta sarà il piccolo (1.80) bombardiere folle Tyrese Rice uno altamente infiammabile, di certo non un play alla Paulus, ma uno in grado di segnare tanto e da ogni distanza.

5 VIRGINIA

Non prendeteci per eretici ma il backcourt dei Cavaliers non ha molto da invidiare a quello delle power houses sopraccitate: Sean Singlatery è un play che con un pizzico di fisico in più sarebbe da NBA ed il suo socio JR Reynolds è un tiratore di striscia impressionante che forse potrebbe interessare ai pro ancor di più del suo ben più famoso collega.
Gli altri sono puro complemento col duro Jason Cain ed il lituano Laurinas Mikalauskas attesi a dare un contributo sotto canestro ma in fondo i Canes di Miami con una struttura simile (palla alle guardie e gli altri a farsi da parte) la scorsa stagione non fecero affatto male…

6 MARYLAND

Forse il sesto gradino è ingeneroso per i Terrapins dell’iroso coach Gary Williams: giocare alla Cole Field House è un incubo per tutti (specie se hanno cucito il nome Duke davanti…) e ritornano ben quattro titolari ovvero il play DJ Strawberry (tanto talento e poca continuità, sarà la volta buona?), il tiratore Mike Jones ed i lunghi Ekene Ibekwe (occhio al nigeriano già protagonista ai mondiali…) e James Gist. Si attende tanto dal freshman Greivis Vazquez, il venezuelano che avrà l’ingrato compito di sostituire uno come Nick Caner-Medley.

7 FLORIDA STATE

Qui alberga un segreto nemmeno così tanto ben tenuto, si chiama Al Thornthon ed è l’ala di 2 metri che ha portato i Seminoles a vittorie importanti la scorsa stagione come quella sui Blue Devils di coach K. Un’ala versatile in grado di usare la sua stazza anche sul perimetro e che metteva a referto 16+7 ed il 48% da tre lo scorso anno. Aggiungetevi una guardia estremamente intrigante come Jason Rich ed il play transfer da Auburn Toney Douglas ed il quadro è fatto.
Certo che se Alexander Johnson non fosse andato via a prendere i bei dollaroni NBA…

8 VIRGINIA TECH

Gli Hokies hanno esperienza da vendere con tutto il quintetto base di ritorno per la gioia di coach Seth Greenberg: Jamon Gordon al comando, Zabian Dowdell e Coleman Collins ai cannoni e AD Vassallo e Deron Washington ai remi per una stagione in chiave positiva per Vtech.

9 CLEMSON

Stesso discorso di Virginia, il meglio sta dietro con Cliff Hammonds, Vernon Hamilton e KC Rivers, lì i Tigers sono ben messi. Gli altrivanno a far legna sperando che James Mays abbia messo a posto i suoi voti…

10 MIAMI

 Mikalauskas, lituano di Virginia 
Quei due là (Diaz ed Hite) hanno finito la carriera al college e se ne sono andati a fare i professionisti in Europa, senza i due protagonisti delle prime, ottime, stagioni dei Canes nella dura Atlantic Coast ci si affida al point man Anthony Harris (che potrebbe esplodere uscendo dall’ombra proiettata dal dynamic duo), al centrone Anthony King ed al transfer da Siena College Jack McClinton, Attesi i due freshmen James Dews e Lawrence Gilbert.

11 NORTH CAROLINA STATE

Decisamente peggio stanno i Wolfpack che puntano sul veterano turco Engin Atsur, play d’ordine, e sull’interessante ala Gavin Grant uno che ha gambe esplosive.
Duro lavoro per il nuovo coach Sidney Lowe di ritorno all’alma mater dopo la difficile esperienza fra i pro come coach. Per quello che fece in maglia bianco rossa avrà un po’ di credito coi suoi tifosi per un po’…

12 WAKE FOREST

Veniamo alle dolenti note. Aria di profondo rinnovamento: via i vassalli di Chris Paul ovvero Justin Gray ed Eric Williams, i Demon Deacons ripartono dai freshmen: il tiratore Anthony Gurley ed il play Ismael Smith avranno tanto spazio a disposizione per mostrare le loro qualità, Deacs comunque che vediamo in difficoltà in una lega così competitiva.

Primo quintetto:

Paulus (Duke) Ellington (Carolina) Wright (Carolina) Dudley (Boston College) Hansbrough (Carolina)

Secondo Quintetto:

Terry (Carolina) JR Reynolds (Virginia) Young (Gtech) McRoberts (Duke) Ibekwe (Maryland)

Quintetto freshmen:

Lawson (Carolina) Henderson (Duke) Ellington (Carolina) Wright (Carolina) Young (Gtech)


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 16:49 | link | commenti
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Cantù stavolta non fa sconti
22.10.2006. 21:52   


Cucciago- Cantù era tornata dalle trasferte di Bologna, sponda Virtus, e Teramo con un sapore sgradevole in bocca, dopo aver dominato a tratti gli avversari, i sogni brianzoli erano regolarmente tramontati nella ripresa in un mix di scarsa forma fisica e poca dimestichezza con le italiche sgambate. Quest’oggi la Pallacanestro Cantù non ha fatto sconti: paziente in attacco e sempre attenta in difesa, la compagine di Sacripanti non ha concesso molto agli arancioni ed anche nei momenti di scarsa mira ha sempre saputo compensare con una voglia di tutelare il proprio canestro che ben incoraggia.
Ministro della difesa è stato Theron Smith, uno che forse non incanta in attacco ma che sa mettere la museruola anche ad uno dal talento mefistofelico come Damon Williams
 Theron Smith ai tempi di Ball State 
Ancora bene Michael Jordan che a volte va un po’ fuori giri col penetra e scarica ma che sprizza leadership da tutti i pori e che ha sommato ai suoi 16 punti i canonici 5 assist, un Casey Shaw da 12+8 e 24 di valutazione ed il Phill Jones delle giornate felici quando il canestro si spalanca ai suoi occhi e diviene enorme come testimoniano i suoi 19 punti con 5-7 da tre. Meno felice la gara di un Eric Williams oggi in versione rookie un po’ pollo e di Lamayn Wilson ancora impreciso al tiro, ma meno arruffone delle precedenti uscite. Sacripanti, così come ha atteso Jones, attenderà anche quello che doveva essere il suo migliore attaccante nelle previsioni estive. Il talento c’è.

Lavori in corso ad Udine dove per ora manca tanto l’esperienza di Jerome Allen con un Andrew Wisniewski che fatica a gestire la squadra ed un Larry O’Bannon veramente impalpabile. Per sbancare il Pianella non bastano un Christian Digiuliomaria nella classica veste dell’ex (14+4) e gli spazzi di un DaWill peraltro ben tenuto da Smith.

Quintetti Sacripanti schiera Jordan, McGrath, Smith, Wilson e Shaw.
Pancotto risponde con Wisniewski, O’Bannon, Gigena, Williams e Jaacks.

Cronaca: si parte proprio con Theron Smith che si attacca a Williams col vinavil ma che trova anche interessanti varchi in attacco ed assieme a Casimiro Shaw dà il via alla prima mini fuga canturina (8-4), i primi vagiti del risveglio agonistico del kiwi Jones portano Cantù sul 15-9.

E’ Digiulio a farsi sentire in attacco ed una tripla di Antonutti (discreto il virgulto friulano) segna il sorpasso (18-20) ma gli esterni brianzoli Jordan-Mazzarino-Jones firmano un 12-0 per Cantù cosicché è Damon Williams che prova a scuotere i suoi e quando Wisniewski e Wilson hanno uno sprazzo d’orgoglio si determina il 36-29 che chiude il primo tempo.

Ancora W&W sono belli carichi ad inizio ripresa (ma spariranno presto) ma con le triple di Digiuliomaria la Snaidero pareggia (40-40), è questo il momento in cui il professor Jordan sale in cattedra con assist e punti, Udine non molla sino alle triple di Jones per il 61-53. Il momento di svolta della gara è quando Wisniewski ruba palla a Jordan e s’invola a canestro ma con uno zompo degno del vero MJ il play biancoblù lo stoppa, recupera palla ed imbecca il cardinale Mazzarino per la tripla dall’angolo del +11. Game, set, match.
Allora Theron Smith si permette di ammollare stoppate imperiose e Cantù sale al +15 che sarà il divario finale.

Risultato Finale: 75-60

Il Peggiore: malissimo Jaacks (0 punti), amorfo Gigena ma dal bombardino di Pitino Larry O’Bannon ci si aspettava di più, 2-9 al tiro per l’ex Card da Louisville.

MVP: non sarà un’attaccante raffinato, non sarà ancora al 100% fisicamente ma Theron Smith da Ball State è stato ufficialmente insignito del dicastero della Difesa, DaWill contenuto bene, 7 rebs e 3 stoppatoni imperiosi.

Quintetto ideale: Jordan, Jones, Smith, Digiuliomaria, Shaw


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 05:44 | link | commenti
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Il Michael Jordan della Brianza mette Treviso al tappeto
08.10.2006. 15:22   


 MHJ, foto da www.fibaeurope.com 
Cucciago- per cominciare alla grande la nuova stagione della serie A, si è assistito allo show di tre grandi playmakers.

Tutto il Pianella ha riabbracciato il suo figlio più amato Pierluigi Marzorati che a 15 anni dal suo ritiro si è rimesso la divisa da gioco ed è sceso in campo a festeggiare il settantesimo anniversario della Pallacanestro Cantù e giocando un minuto e trenta (di basket vero) ha vergato il suo nome nel Guinness dei primati come primo atleta professionista a giocare per cinque decadi sempre con lo stesso club.

Il secondo protagonista è un greco, novello Achille, Nikos Zisis che, indossato l’elmo “regalatogli” da una gomitata assassina di Anderson Varejao, è andato in campo col piglio dell’eroe omerico ed ha giocato una partita gagliarda contrassegnata da 16 punti e 25 di valutazione come se l’infortunio patito ai mondiali non fosse mai occorso.

Il terzo prode ha un nome pesante ed esaltante: Michael Jordan. Giunto in Brianza con eccellenti referenze teutoniche (titolo nella Bundesliga con Colonia e amore incontrastato nei suoi confronti da parte di fans e tecnici alemanni…) MHJ ha un po’ faticato a prendere la squadra in mano nel precampionato, è cresciuto di gara in gara sino a trascinare i canturini in una rimonta folle quanto insperata culminata proprio con una tripla del point man da Pennsylvania. Ancora non ha la squadra totalmente in pugno e tende ad improvvisare la giocata sul momento, privilegiando i giochi a due coi centri e dimenticandosi spesso delle ali ma se consideriamo che siamo solo alla prima giornata non c’è di che lamentarsi.

Cantù, quasi sempre sotto per tutta la gara non ha mai mollato dimostrandosi pugnace ed entusiasta come piace ai suoi fans, Treviso, che oltre Zisis ha avuto un buon Goree, non è stata capace di mandare ko i brianzoli ed ha pagato la serie di triple negli ultimi due minuti di gara di Jordan e dell’altamente infiammabile Donnie McGrath.

Quintetti Sacripanti schiera Jordan, Marzorati, Smith, Wilson e Shaw.
Blatt risponde con Zisis, Lyday, Soragna, Beard e Goree.

Cronaca: entra subito Marzorati in quintetto, stabilisce il record e torna in panchina ma è basket “vero” e Cantù è sopra 6-5, sarà per lungo tempo l’ultimo vantaggio dei Golden boys di Sacripanti, infatti Achille Zisis porta Treviso a +8 ed il platoon system di coach Blatt irretisce i nervosi, seppur volonterosi, canturini.
Infatti nonostante “Big E” Williams sia un fattore da sotto, Cantù non riesce mai a riagganciare la Benetton e sul tap in di Nelson si va all’intervallo sul 33-42 per gli ospiti.

Nella ripresa la Pallacanestro Cantù prova a rientrare ma Lyday, bravo ma alle prese coi falli per tutto l’incontro, Goree ed i troppi liberi sprecati da Eric Williams mantengono i trevigiani sopra di 3 (48-51) nonostante i soli 9 punti messi a segno da quelli della Marca nel terzo quarto.

Cantù ci crede ancora e va a rimbalzo offensivo con furore specie con Lamayn Wilson (impreciso ma decisamente più vivace nel secondo tempo dopo un impatto tragico sulla gara di “Hollywood”) che alla fine arpionerà 12 rebs ma i canturini sono imprecisi al tiro e Zisis e Mordente sembrano in grado di controllare il risultato (57-62) sino al pirotecnico finale con McGrath e Jordan a metterla da tre sino al primo sorpasso (70-69) a 11”. Treviso sbaglia l’ultimo tiro dall’angolo e Nelson non riesce a segnare dopo il disperato rimbalzo offensivo.

Vince Cantù e la festa per il compleanno di questa gloria del basket italiano è completa.

Risultato Finale: 70-69

Il Peggiore: con quegli occhi slavati da cucciolone Richie Frahm fa persino tenerezza ma se il tiro gli fa cilecca (0 punti con 0-5 dal campo per l’ex Gonzaga) non sa fare granché…

MVP: Micheal Hakim Jordan risolve la gara, segna 25 punti con 10-15 dal campo, serve 7 assist e dimostra perché in Germania lo ritengono tutti un vincente.

Quintetto ideale: Jordan, McGrath, Zisis, Goree, Williams


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 05:43 | link | commenti
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