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mercoledì, 28 giugno 2006

NCAA-Time to Draft: Adam Morrison (Gonzaga)
29.06.2006. 00:50   
 Everybody loves Adam 
Altezza: 2.04
Ruolo: Small forward
Stats 2006: 28.1 ppg 5.5 rebs 42.8% 3pt

Pregi: Un vero oggetto di culto come non si vedeva da decenni nella Ncaa, questo prodotto da Spokane è stato tenuto ben nascosto dalla locale Gonzaga University e, complice il suo stato di diabetico dalla nascita che lo ha reso un simbolo, è diventato progressivamente prima un freshman di notevole interesse poi una sicura prima scelta dopo l’anno da sophomore ed infine il giocatore più amato da tutta l’america (e non solo) che ha battagliato con JJ Redick come capocannoniere della Ncaa e come giocatore dell’anno a suon di prestazioni clamorose che hanno, fatte le debite proporzioni, ricordato l’impatto di Pete “Pistol” Maverich a LSU negli anni 70.
E Morrison pare esser appena uscito da quell’epoca coi capelli lunghi alla Jim Morrison, i baffetti da sparviero, la capacita di trentelleggiare a piacimento con quello stile di tiro che ricorda tanto, troppo, quello di Larry “Legend” Bird.

L’ala di GU sembra lento e poco atletico ma è in realtà immarcabile, almeno al college, perché sa usare il contatto e la separazione dal difensore come
pochi al mondo e pur non essendo un’atleta alla Hassan Adams ha braccia lunghissime che gli permettono di tirare sopra la testa degli avversari.

Sa segnare letteralmente in mille modi: in traffico, in arresto e tiro, in semigancio, in fade away, da tre punti. Un arsenale quasi infinito che puzza tanto di fondamentali offensivi sopraffini… anche il tiro dalla distanza, suo punto debole sino l’anno scorso, è diventato efficace, dimostrazione di quanto Adam sia un topo da palestra in grado di progredire velocemente.
In un recente work out con Charlotte ha letteralmente strabiliato nei drills di tiro, tirando con uno stupefacente 85% da tre!

Convive sin da piccolo con una grave malattia e non ha certo paura di nulla, gioca con incredibile sicurezza e faccia tosta ma fuori dal campo stupisce tutti con citazioni dotte e letture fuori del coro, insomma non il solito american guy tutto Hummer, Big Mac e playstation ma piuttosto una personalità complessa ed affascinante alla Steve Nash.

Difetti: Come atleta viene erroneamente sottovalutato poiché è alto per il suo ruolo e discretamente tosto, come difensore ha buoni istinti ma spesso appare pigro e poco interessato alla materia: insomma il ragazzo ha possibilità ma non si applica…e per questo spesso coach Few ha dovuto mascherare le sue pecche (e quelle di JP Batista e di Turiaf ancor prima…) con una difesa a zona. Diciamo che il paragone con Nowitzki in questo caso è azzeccato!
Come dicevamo ha faccia tosta ma spesso nell’anno da junior è sfociata in una certa arroganza tipica del più forte ma che certo stride con le qualità umane del soggetto.

NBA Comparison: tanti paragoni e tutti scomodissimi, lui se ne frega a tira avanti per la sua strada.

Previsione: secondo chi vi scrive è l’unico del draft ad avere nel suo futuro una certa carriera da All Star, basterà a farlo chiamare alla numero 1?


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 23:47 | link | commenti
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martedì, 27 giugno 2006

NCAA-Time to Draft: JJ Redick (Duke)
26.06.2006. 22:29   
 JJ angel face? 
NCAA-Time to draft: JJ Redick (Duke)

Altezza: 1.92
Ruolo: Shooting Guard
Stats 2006: 26.8 ppg 42% 3pt 86% ft

Pregi: il Blue Devil più amato di tutti i tempi, con lui, nei cuori dei Cameron Crazies, può rivaleggiare solo Shane Battier con la differenza che “Who’s your daddy” ha portato a Durham un titolo Ncaa giocando da vero leader in collaborazione coi vari Jayson Williams, Dunleavy, Boozer e Duhon, mentre il mortifero tiratore da Roanoke, Virginia ha “solo” collezionato record personali e titoli dell’ACC.

Ma vediamoli questi, straordinari, record di questo meraviglioso solista: con 2769 punti segnati è il leader ogni tempo di Duke davanti a Johnny Dawkins e dell’intera ACC, miglior realizzatore da tre punti della storia della NCAA con 457 triple a segno nel quadriennio scolastico vincendo una vera battaglia con Keydren “Pee Wee” Clark, secondo miglior tiratore di liberi della storia, per due anni consecutivi giocatore dell’anno dell’Atlantic Coast Conference, giocatore dell’anno per Sporting news e Associated Press, John R Wooden player of the year e Naismith College player of the year, onore quest’ultimo che premia il miglior giocatore della NCAA e che ha visto JJ in lotta con Adam Morrison sino all’ultimo e che ha diviso l’America in due fazioni.

In effetti Jonathan Clay Redick, detto JJ, è uno che divide: o lo si ama alla follia o lo si odia.
Chi lo ama stravede per la sua tecnica di tiro assolutamente perfetta, difficile trovare un solo difetto nel suo stile, per la sua voglia di prevalere e di vincere sempre e comunque, per la sua determinazione nel migliorare un fisico “normale”, per quella faccia tosta con cui si prende triple da distanze siderali come se fosse la cosa più naturale del mondo.
Chi lo odia invece non può sopportare quel cipiglio da primo della classe che la maglia di Duke moltiplica a livelli insopportabili ai loro occhi, un atteggiamento di sfida che, specie nei suoi primi anni a Durham, gli ha procurato molti nemici che JJ ha sempre affrontato col motto “Molti nemici, molto onore”…

 Idolo assoluto dei Dukies 
Con la capacità di essere perennemente in movimento e di passare sui blocchi sfruttando ogni centimetro, Redick è l’arma più letale al tiro mai vista a livello di college e siamo sicuri che questa capacità verrà anche sfruttata nella NBA (se i big men della sua squadra accetteranno di piazzare i blocchi bene al linguacciuto gioiellino di coach K…) visto che il caricamento ed il rilascio del tiro è rapido e lo stile rasenta la perfezione.
Infallibile nei liberi, JJ ha negli anni migliorato la capacità di andare dentro e trovare i falli per andare in lunetta anche se fra i pro il suo “credito” non sarà quasi infinito come al college.
E’ pure un discreto passatore ma quello che spesso ci si dimentica di considerare nel caso di Redick sono i cosidetti “intangibles” ovvero la voglia di vincere e la durezza mentale da Robocop che anima l’animo di questo ragazzo, un vero duro che darà il massimo per tutti gli 82 incontri della stagione.
Giocatore odiato da avversario ma facilmente amabile dai propri tifosi che presto lo eleggeranno beniamino assoluto ovunque andrà a prestare i suoi servigi.

Difetti: JJ è un difensore rivedibile, nonostante non lesini il suo impegno, il suo impatto fisico che può offrire nella lotta con le big guards NBA sarà comunque limitato, contro un Vince Carter o un Kobe Bryant JJ è destinato ad esser spazzato via.
E’ un atleta appena discreto infatti e non particolarmente alto per il suo ruolo, mediocri le sue cifre a rimbalzo, un paio a sera, ed appena decente negli assist dove paga un ball handling solo sufficiente ed una certa predisposizione… al tiro.
Con quel caratterino, in uno spogliatoio bollente, potrebbe finire nell’angolino oscuro da parte dei veterani.

NBA Comparison: come dicevamo chi lo ama vede in lui un Reggie Miller, chi lo odia un Fred Hoiberg.
Per noi è semplicemente JJ, unico nel suo genere…

Previsione: pare ci sia una mezza promessa da parte di Utah ed in effetti nello stato dei mormoni Redick potrebbe trovare gli spazi giusti per metterne una quindicina a sera anche nella NBA e divenire presto un idolo dei tifosi. Miglior destinazione non ne vediamo!


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 15:59 | link | commenti
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lunedì, 05 giugno 2006

NCAA-Time to draft: PJ Tucker (Texas)
05.06.2006. 14:19   
 una forza della natura 

Altezza: 1.94
Ruolo: Small Forward
Stats 2006: 16.1 ppg 9.5 rpg 51% fg

Pregi: la forza fisica di un’ala grande imprigionata in un corpo ridondante di muscoli ma povero di centimetri, ecco PJ Tucker ala di Texas che ha deciso di provare a monetizzare la sua ottima stagione da junior sfidando tutti i dubbi che gli scouts gli attribuiscono essendo uno dei giocatori dal ruolo più indefinibile a livello pro fra quelli che entrano quest’anno nel draft.

Tucker è grosso, molto grosso, ed è una forza della natura, pur non essendo un gran saltatore quando punta il canestro, almeno al college, fa saltare via gli avversari come birilli, migliorato rispetto agli inizi carriera nel controllo del corpo, sa sfruttare i suoi muscoli creandosi lo spazio necessario sia portando l’avversario in post basso sia attaccandolo dal palleggio. Mentre, purtroppo, il suo raggio di tiro è dai 4-5 metri non di più.
Va a rimbalzo con decisione (ne ha catturati quasi 10 a partita quest’anno) e può, sempre al livello NCAA, marcare sia i 3 che i 4.
Avesse qualche centimetro in più sarebbe un’ala piccola da scegliere al primo giro…

Difetti: …ma non li ha e con quella statura nella NBA si gioca da guardia, non da tweener, l’unico che ha avuto successo con quelle caratteristiche fra i pro è stato un certo Charls Barkley, uno che non ci sogniamo nemmeno di paragonare al buon PJ…
L’alona da Releigh, sfuggito perciò ai radar della locale NC State, non ha tiro da fuori, neanche da distanza collegiale, con spazio e coi piedi a posto lo abbiamo visto a suo agio nello scoccare tiri da tre, figuriamoci nella NBA, crearsi poi un tiro dal palleggio esula dalle sue capacità ed anche il suo ball handling, sia pur migliorato, è piuttosto sospetto a certi livelli.
In difesa, a suo agio quando c’è da lottare fisicamente in area, non lo vediamo assolutamente in grado di inseguire le guardie-ali pro né lo riteniamo in grado di tenerle uno contro uno.

NBA Comparison: Ruben Patterson (ma più probabilmente farà la fine di Andre Emmett)

Previsione: una chiamata al secondo giro arriverà per PJ, poi tanta summer league e la NBDL in attesa di decadali NBA sino al naturale approdo in Europa dove riprenderà a sventrare difese ed a sfruttare la forza fisica che mammà gli ha donato.


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 13:31 | link | commenti
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giovedì, 01 giugno 2006

NCAA-Time to draft: Shelden Williams (Duke)
01.06.2006. 16:00   
 L'urlo belluino del Landlord! 
Altezza: 2.05
Ruolo: Power Forward-Center
Stats 2006: 18.8 ppg 10.7 rpg 3.8 bpg

Pregi: L’ho chiamano “The Landlord” perché le aree pitturate sono i suoi domini e Shelden Williams è stato uno dei centri più dominanti, a livello NCAA, degli ultimi 10 anni battagliando coi suoi avversari, spesso degnissimi come Emeka Okafor. Craig Smith o Glen “Big Baby” Davis, ed uscendone sempre benissimo, un esempio è stato l’abuso perpetrato su LaMarcus Aldridge quest’anno al Cameron Indoor Stadium.

Pur avendo sempre giocato da 5, è abbastanza veloce per divenire un’ala forte di buon impatto tra i pro, Williams non è un’atleta da far tremare i polsi ma ha braccia smoderatamente lunghe e gran tempismo nella stoppata tanto da aver battuto il mitico Mike Gminski come miglior stoppatore ogni tempo di Duke (la bellezza di 322 palle rispedite al mittente nel suo quadriennio sotto coach K) ed aver sfiorato anche il record di miglior rimbalzista della storia dell’ateneo di Durham. Ma non solo questo, difensivamente è in grado di tenere negli scivolamenti laterali grazie alla velocità dei suoi piedi ed i suoi blocchi, JJ Redick lo può testimoniare, sono granitici.

“Hard Worker” come pochi, è migliorato tantissimo nella sua carriera collegiale: ha portato dal 63% al 76% la sua percentuale ai liberi, si è creato un tiro dalla media discreto (che non aveva del tutto) ed imparato a giocare sulle tacche anche d’arguzia e non solo di forza.
Estremamente allenabile, ha le basi tecniche per essere un’ala centro di immediato impatto nella NBA, pur non avendo i margini di crescita di un Aldridge o di un Thomas, chi chiamerà Shelden Williams si ritroverà in casa un giocatore in grado di contribuire immediatamente con una decina di punti a partita, rimbalzi e stoppate. NBA Ready, insomma.

Difetti: Viene dato per 2.06, probabilmente con le scarpe, ma in realtà è qualcosa in meno anche se come dicevamo con quell’apertura alare poco importa, pur essendo molto roccioso fisicamente non è certo un verticalista, uno che vive costantemente sopra il ferro…
Deve crearsi un gioco attorno ai 4-5 metri dal canestro visto che a Duke si accampava costantemente sulle tacche, dove peraltro spadroneggiava, ma non ha gioco in post alto e tende ad usare troppo la forza per trovare il canestro, cosa che gli provocherà problemi contro i super-atleti della NBA, attualmente è ancora un tweener: non un centro non una power forward…

NBA Comparison: Carlos Boozer, Emeka Okafor

Previsione: i GM che cercheranno un colpo a sorpresa, un giocatore con grandi margini di miglioramento lo lasceranno passare via ma ,dopo la decima chiamata, il primo manager alla ricerca di un role player di sicuro affidamento e dall’impatto immediato non potrà che sceglierlo.
Per certi versi ci appare più adatto ad una squadra che ha già una sua dimensione come Chicago (che chiama anche alla 16’) o Washington alla 18’ ma è probabile che a quel punto The Landlord abbia già trovato nuovi terreni in cui pascolare…



Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 15:07 | link | commenti
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