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domenica, 18 maggio 2008

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Adesso che la stagione è finita, posso ammetterlo: ho amato e ammirato ogni secondo che DaShaun Wood ha indossato la nostra maglia, sin dal primo momento in cui l'ho visto al primo allenamento in Italia fino a ieri sera.
Questo ragazzo entra nel mio personale quintetto all time con Thornton (era dai tempi di Bootsie che non adoravo così un giocatore), Mannion, Bailey e Brewer (sarebbe una squadra da scudetto...)
Grazie DaShaun per l'impegno, la dedizione, la serietà, le giocate spettacolari, il carico di adrenalina che hai messo in ogni secondo passato sul parquet del Pianella.
Ti auguro di cuore una grande carriera.
postato da: guybrush30 alle ore 09:18 | link | commenti
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sabato, 17 maggio 2008

Roma batte una Cantù che esce con onore
18.05.2008. 00:10   
 Buona la prova di Cukinas 
Cucciago- con la sua difesa avvolgente ad aggressiva la Lottomatica Roma sbanca il Pianella e vince la serie 3-1 accedendo in semifinale dove affronterà una squadra prettamente offensiva come Avellino, i capitolini, che hanno sempre battuto gli irpini in regular season, dovranno mantenere la soglia d’intensità alta come mostrato stasera. Sempre aggressivi sul pallone con Ukic e Jaaber che hanno tolto lucidità a Wood e con i lunghi rapidissimi nell’aiutare sulle penetrazioni brianzole e sui pick&roll, semmai Avellino, rispetto a Cantù, potrà contare su un pivot in area come l’ex bianco-blù Eric Williams, quel Big E che sarebbe servito tanto alla Tisettanta per provare a superare Roma.

La T70 esce a testa alta al termine di una stagione esaltante, l’ennesimo miracolo di Arrigoni e soci, ma in questa serie le scorie di una stagione affrontata con una rosa risicata e le gare giocate ogni 48 ore hanno messo ko la coraggiosa truppa di Dalmonte: un Wood (6 soli punti), straordinaria la sua stagione da rookie, senza più energie se non quelle date dal suo coraggio, un Mazzarino stremato, un Francis in serata no ed un Brown da 1-9 al campo sono le espressioni di una squadra che non ne aveva più.
Ma che è uscita dal campo subissata di applausi ed affetto, una stagione che rimarrà nel cuore dei suoi protagonisti: il coach, lo staff tecnico, i giocatori in campo ed il sesto uomo, questo vecchio palazzetto capace di avvitarsi su se stesso come un maelstrom portando dei giovani americani, venuti nel vecchio continente a caccia di dollari, a comportarsi come uomini veri.

La gara ha visto Roma sempre avanti, un primo, devastante, parziale di 10-0 viene ricucito da Hervè Toure (12+7) con Cantù che torna a –4 (17-21, primo quarto) ma se l’attacco brianzolo fa fatica e spesso deve tirare al 24esimo secondo, Roma gioca con fluidità e colpisce con precisione dall’arco e sale sul +10 all’intervallo. La Tisettanta ha tirato col 32% dal campo contro il 71% della Lottomatica (con un clamoroso 7-11 da tre) e solo il pessimo 1-9 dalla lunetta dei romani tiene in vita Cantù.

Repesa intanto amministra i suoi uomini ruotandoli generosamente ed in particolare Lorbek (12 punti in 22’) può riposarsi, il secondo generoso assalto della T70 è guidato da Fitch (12+6), il Pianella ribolle e coi nervi i canturini ritornano a –1 tenendo Roma a soli
10 punti nel quarto.

Ma è l’ultimo sussulto, per vari minuti non segna più ed il parziale cresce nonostante il volonteroso “Ciuko” Cukinas (11, 5-5 fg) ed è “Picchia” Gabini con una tripla dall’angolo a chiudere la gara (51-62 a 2’), il finale sono solo applausi per i beniamini di casa e per i vincitori del round.

Risultato Finale: 53-66

Il Peggiore: molti canturini sotto tono stasera ma al termine di una così bella stagione sarebbe ingeneroso votarne uno come il peggiore.

MVP: eleggiamo Roko Ukic (12, 4-5 fg) come simbolo di una Roma che asfissia con la pressione difensiva le idee avversarie.

Quintetto ideale: Ukic, Fitch, Hawkins, Lorbek, Cukinas


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 23:16 | link | commenti
categorie: serie a, pallacanestro, basketball, cantù, lottomatica roma
martedì, 13 maggio 2008

Tutti in piedi per Cantù, Toure la trascina sul 1-1 contro Roma
14.05.2008. 00:26   
 Toure infiamma il Pianella 
Cucciago- sino al 29’ le decisioni tattiche di Luca Dalmonte erano state eseguite alla perfezione e la Tisettanta Cantù viaggiava sicura verso una vittoria meritata e netta navigando agevolmente sopra di 12 punti grazie ad una difesa attenta ed aggressiva ed un attacco equilibrato e paziente, proprio uno stranamente paziente Gerald Fitch batte facilmente la difesa schierata romana e dopo aver subito fallo appoggia male la gamba sinistra procurandosi dei forti crampi. Fitch è out, riprovarlo in campo potrebbe significare un infortunio muscolare serio ma Cantù mantiene la sua maledetta dozzina di punti di vantaggio quando si appresta all’ultimo quarto.

Ma la T70 pare stordita e la Lottomatica annusa l’odore del sangue: uno straordinario Erazem Lorbek (23+6, 9-14 dal campo) trascina i suoi in un pronto parziale di 12-0 che significa parità sul 62-62.
Questa Cantù è però un gruppo dall’etica commovente, specialmente quando gioca in casa sospinta dal tonante Pianella, e non molla mai, si affida perciò a Denham Brown (11+3), che non a caso gioca meglio quando Fitch non c’è, ed all’incredibile Hervè Toure autore di una prestazione da NBA, i due mori segnano tutti i 13 punti brianzoli dell’ultima frazione e tengono a distanza di sicurezza i capitolini.

Sul 75-73 pro T70, Roma ha la rimessa in attacco e 7 secondi per prendersi il tiro decisivo, ci si potrebbe aspettare che Repesa voglia servire Lorbek ma la palla giunge al vichingo Stefansson, in mediocre stato di forma, il biondo quasi non ci crede poi vede un varco e si butta dentro per il tiro che varrebbe il pareggio ed i supplementari ma dai profondi spazi siderali giunge in volo Skywalker Tourè che come un cavaliere Jedi respinge il pallone al mittente riportando la serie in parità.

Una vittoria da standing ovation che ha il volto di un lucidissimo Dalmonte, bravissimo a centellinare le forze dei suoi, ben conscio della differenza di profondità dei roster, pescando anche uno Squarcina in versione “Picchia” Gabini, o utilizzando i due centri assieme quando Repesa impiegava i due lunghi Lorbek-Fucka tanto da costringere il coach croato a varare quintetti piccoli con De la Fuente da 4.
Dalmonte simbolo perciò di un gruppo capace di sacrifici e di aiutarsi in campo come una squadra vera, un altro piccolo grande capolavoro d’artigianato brianzolo.

Roma, come detto da un deluso Repesa in sala stampa, non può permettersi di giocare morbida sperando di espugnare il Pianella solo grazie all’immensa classe di Lorbek ed a qualche sprazzo di Ukic e Hawkins, una prova deludente quella dei romani che forse si sono illusi di battere facilmente i canturini dopo gara 1 ma la magia delle lamiere di Cucciago trasforma ogni biancoblù in leone, e quando Fitch si fa male (la speranza di recuperarlo per gara 3 è concreta), quando Wood gioca una gara normale (12, 6 rec), quando Francis e Cukinas sono spaesati, un nuovo eroe è pronto ad infiammare Cantù.

Piccola nota finale per Cicoria: i tifosi di Cantù non brillano per gentilezza e soavità ma una ridicola ed irritante presa di posizione per cercare di fermare le evoluzioni circensi del solito capo-tifoso equilibrista sulla balaustra è sembrata decisamente fuori luogo.

Risultato Finale: 75-73

Il Peggiore: non tanto per l’ultimo tiro che si è trovato costretto a prendere, ma “Thor” Stefansson appare coi bioritmi lenti e non è il guerriero vichingo che abbiamo ammirato in passato.

MVP: eccolo l’eroe del Pianella, il gentile francese che ama la letteratura ed i voli pindarici sopra il canestro Hervè Toure ha trovato in Brianza il suo habitat ideale e stasera ha giocato a livelli che forse mai aveva toccato in carriera. 24 punti, 5-5 da due, 2-4 da tre, 8-8 dalla lunetta, 9 rimbalzi e la stoppata che garantisce almeno un’altra gara di play off al popolo del Pianella.

Quintetto ideale: Wood, Hawkins (Mazzarino), Brown, Tourè, Lorbek


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 23:34 | link | commenti
categorie: serie a, cantù, lottomatica roma
venerdì, 09 maggio 2008

Dopo Czyz (polaccone tutto muscoli) ed Elliott Williams, a Duke arriva anche il 2.08 Miles Plumlee che ha scelto Duke dopo aver abbandonato Stanford dopo il licenziamento di coach Johnson, l'anno prossimo arriva poi il più talentuoso fratellino Mason Plumlee. Buffo il fatto che Miles Plumlee ha bidonato Stanford ed il nuovo coach di Stanford è Johnny Dawkins a lungo vice di coach K...


PLUMLEEMILES200_050208
postato da: guybrush30 alle ore 17:02 | link | commenti
categorie: ncaa, duke
domenica, 20 aprile 2008

A Cantù, Siena non scherza
20.04.2008. 21:18   


 Bootsie ai bei tempi 
Cucciago- la Montepaschi Siena ha già dato: con la clamorosa sconfitta di giovedì a Varese, i mensanini hanno esaurito il bonus alla voce regali specie se Pianigiani si presenta al Pianella con la faccia truce preparando la mimica in vista della Final Four di Madrid e se lo scontro con la Tisettanta è sempre e comunque uno dei più sentiti da parte dei suoi tifosi.

La partenza (12-0 pro Siena) ha subito messo in chiaro le cose poi la Mens Sana ha sempre mantenuto il pallino del gioco con un vantaggio rassicurante se non quando un quintetto farlocco ad inizio secondo tempo, con in campo solo eccellenti difensori ma con poca qualità offensiva, ha permesso a Cantù un parziale di 12-4 che ha riportato la Tisettanta sul meno due, il momento migliore di Cantù con un Denham Brown versione NBA e con Siena che si aggrappava ai tiri liberi (18-19 per i senesi) poi Pianigiani ha reinserito Romain Sato ed è stato il centrafricano, in collaborazione con Bootsie Thornton (14+5), a ridare presto un vantaggio in doppia cifra agli ospiti, nell’ultima frazione Cantù non ci crede più e il MPS vince in scioltezza con un punteggio fin troppo pesante per una Cantù generosa anche se confusionaria.
Bene anche Mike Wilks (9 punti 7 rebs) playmakerino compatto, enormemente meno virtuoso rispetto a McIntyre ma dotato di forza fisica e grande capacità d’applicazione in attacco ed in difesa, caratteristiche che lo avevano portato nella NBA nonostante il talento chiaramente non eccelso.

Cantù è scesa in campo con la voglia giusta ma è andata a sbattere contro una fisicità superiore che l’ha costretta a tirare in maniera tragica (5-27, 18% da tre, nel primo tempo i brianzoli avevano il 30% dal campo) con Wood (11 punti ma 2-10 fg) che ci ha capito, per una volta, poco ed i soli Francis (13+9) e Tourè (10+9, 20 val) in grado di scalfire la dura corazza dei toscani, per il resto i canturini hanno avuto solo un paio di sprazzi brillanti, troppo poco.

Gerald Fitch, eroico contro Udine tre giorni prima, merita un capitolo a parte: la guardia da University of Kentucky è sceso in campo con un buon atteggiamento, vuole portare Cantù ai play off e riscattare la sua immagine che si era parecchio offuscata settimane fa.
La grinta e la volontà c’era, la mano no.
I tiri non gli entravano mai, sia da fuori (0-5 da tre) sia in penetrazione (3-11 da 2) dove subiva la forza fisica degli esterni avversari e gli aiuti di Eze & co. E così, un classico, ha cercato di “entrare” in partita sperando di cominciare una serie positiva al tiro.
Il totale dice 6 punti, 3-16 dal campo e –11 di valutazione.
Ma, anche se siamo stati spesso durissimi nei suoi confronti, questa volta non ce la sentiamo di infierire troppo. Ha sbagliato ma ha giocato con cuore.

Ora la T70 deve andare a vincere a Rieti, che ha perso di misura contro l’Upim Bologna ed è fuori dalla post season, per guadagnarsi i meritati play off, probabilmente ancora contro Siena.

Una nota infine per Fabio Facchini: è il miglior fischietto d’Italia, quando non fa il protagonista, ed oggi il suo comportamento è stato perfetto, diviene un esempio di tecnica arbitrale ed è uno spettacolo per sicurezza, precisione e capacità decisionale.

Risultato Finale: 60-78

Il Peggiore: quando giochi male e tiri una pietrata vergognosa da tre, l’allenatore giustamente ti sostituisce, per favore evita di dare gomitate al plexiglass (rischiando di rompere il laptop ad un povero cronista senese). E se proprio ti sono saltati i nervi, dopo chiedi umilmente scusa. Te capì Thomas Ress?

MVP: abbiamo, sin dai tempi di Xavier, una malcelata passione per Romain Sato (14+8) che ancora una volta ha saputo coniugare fisicità, serietà e classe.

Quintetto ideale: Wilks, Thornton, Sato, Tourè, Francis


Carlo Perotti


[ ARCHIVIO NEWS ]



 Tisettanta - Montepaschi 60-78

  Giornata 33a
  Anno: 20/04/2008


 Tisettanta
NOME
S*
MIN
PUN
2PF
2PT
2P%
3PF
3PT
3P%
TLF
TLT
TL%
RO
RD
RT
FF
FS
ST
SS
PP
PR
AS
 Wood, Dashaun
S
34 
11 
16.7 
25.0 
100 
 Brown, Deham
S
30 
44.4 
0.0 
 Fitch, Gerald
S
24 
11 
27.3 
0.0 
 Toure, Herve
S
35 
10 
80.0 
0.0 
66.7 
 Francis, Torin
S
28 
13 
50.0 
10 
70.0 
 Casini, Marcos
B
0.0 
 Mazzarino, Nicola
B
28 
42.9 
 Cukinas, Pavelas
B
12 
0.0 
 Squarcina, Niccolò
B
100 
 Totali
 - 
200 
60 
15 
37 
40.5 
27 
18.5 
15 
19 
78.9 
12 
17 
29 
13 
16 
14 
11 


 Montepaschi
NOME
S*
MIN
PUN
2PF
2PT
2P%
3PF
3PT
3P%
TLF
TLT
TL%
RO
RD
RT
FF
FS
ST
SS
PP
PR
AS
 Stonerook, Shaun
S
25 
0.0 
50.0 
 Thornton, Marvis
S
22 
14 
66.7 
50.0 
75.0 
 Sato, Romain
S
33 
14 
50.0 
0.0 
100 
 Eze, Benjamin
S
24 
50.0 
100 
 Ilievski, Vlado
S
18 
20.0 
33.3 
 Carraretto, Marco
B
 Lavrinovic, Ksistof
B
16 
33.3 
66.7 
 Ress, Tomas
B
14 
100 
0.0 
 Diener, Drake
B
24 
10 
66.7 
66.7 
 Wilks, Mike
B
19 
66.7 
100 
 Berti, Simone
B
100 
 Totali
 - 
200 
78 
18 
36 
50.0 
17 
47.1 
18 
19 
94.7 
30 
36 
16 
13 
17 
postato da: guybrush30 alle ore 20:48 | link | commenti (3)
categorie: serie a, pallacanestro, basketball, siena, cantù, thornton, sato
giovedì, 17 aprile 2008

Mister Fitch e la sua filosofia: Cantù sogna
17.04.2008. 23:25   


 Non ci si annoia mai con Fitch 
Cucciago- Gerald Fitch è un bel rebus: capace di far crescere a livelli altissimi la cistifellea dei tifosi sino all’inevitabile travaso di bile quando si presenta con la faccia annoiata, palleggia per ore e si prende tiri e passaggi che solo lui comprende nel suo divino delirio, è capace però anche di portare il suddetto delirio a livelli d’onnipotenza pescando a piene mani dalla classe di cui è indubbiamente dotato mandando in sollucchero gli stessi fans che pochi minuti prima lo avrebbero scuoiato vivo…

La gara con la Snaidero è stata la summa massima della filosofia fitchiana: 10 minuti di nulla, 10 minuti con 11 punti, altri dieci minuti di vuoto spinto per infine girare, nei dieci minuti finali, una gara che stava andando nelle mani, più serene, degli uomini di Pancotto.
Fitch ne segna 12 (di cui 8 in tre minuti) conditi da palle rubate con schiacciate incorporate ed assist al bacio per Torin Francis (11+11), improvvisamente rientrato sui radar dei compagni che lo avevano ignorato nel primo tempo. Qui la Tisettanta vince la gara, rintuzzando i tentativi di un Jerome Allen (20 punti con magie tipo canestri sulla sirena dei 24” e tiri da tre dotati d’appendici invisibili onde varcare faticosamente il ferro), vecchissimo ma commovente come solo un nonno che sa insegnarti la vita sa fare, e del giovanotto Michele Antonutti, autore di una gara assai gagliarda (14, 3-4 da tre).

Udine aveva preso presto il controllo della gara in un inizio di partita mortalmente narcotico con gli ipnotici tamburi che ritmavano il soporifero andamento delle gambe degli atleti dove solo i fighters come Mazzarino (12, 6-8 ft), il feldmaresciallo Schultze e l’iracondo Zacchetti sembravano aver voglia di correre dietro al pallone.

Così anche se DaShaun Wood (18 punti 7-9 al tiro) appare attento a non sbagliare mai dal campo, è Udine a virare sopra alla boa del primo tempo (39-45) con la T70 che pare aver voglia solo di tirare da tre e con Francis dimenticato in mezzo ai lunghi friulani.

Il padron Corrado si dirige accigliato verso gli spogliatoi ed, in effetti, nella ripresa si vede un’altra Cantù: la difesa è più attenta nelle rotazioni, lentissime nel primo tempo, e Francis viene infine servito, peccato che Tourè (12 punti in 14’) gioca bene ma litiga coi falli fischiatogli da un trio d’arbitri (Sahin-Begnis-Meterdomini) in pessima serata e Dalmonte deve spremere minuti dal generoso Squarcina mentre le rotazioni, a volte vorticose, di Pancotto sono molto più generose.

L’ultimo parziale è tutto di Gerald Fitch che decide di vincerla e, complici i risultati sostanzialmente positivi per i brianzoli, avvicina la truppa di Silver Fox Arrigoni ai play off con le ultime giornate che vedono una sfida forse non così impossibile con una Siena che ha la testa giustamente a Madrid ed una Rieti in disarmo.

Risultato Finale: 83-76

Il Peggiore: Vetoulas ha lo stile di tiro di un giocatore da promozione, la faccia da giocatore di promozione, la velocità di giocatore di promozione… forse è ora che vada a giocare lì.

MVP: lo odi poi lo ami, poi lo odi e poi lo ami… Gerald Fitch, une vero nichilista del parquet. 23 punti, cazzate e magie.

Quintetto ideale: Wood, Allen, Fitch, Antonutti, Francis (Tourè).


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 22:34 | link | commenti (1)
categorie: serie a, pallacanestro, basketball, cantù
martedì, 08 aprile 2008

Torneo Ncaa-Finale:Follia di Memphis e Chalmers regala a Kansas il titolo Ncaa!
08.04.2008. 06:07   
Kansas-Memphis 75-68 OT

 tutti amano SuperMario 
Una grande finale Ncaa con in campo le due più degne finaliste: Memphis che ha dominato la regular season con un record di vittorie di 38-1 e la solida Kansas l'unico team attrezzato per contrapporsi anche fisicamente agli esterni di Calipari.
Il quesito della vigilia era: può la grande difesa di Kansas, capace di avvilire North Carolina, limitare le due grandi bocche da fuoco di Memphis Chris Douglas-Roberts e Derrick Rose? Ed il mal di stomaco accusato da quest'ultimo alla vigilia lo potrà condizionare?
Tutti si aspettano perciò la “Dribble and Drive motion offense” di John Calipari ed ecco che l'inizio di gara è caratterizzato dall'aggressiva difesa a uomo che frutta ai Tigers il vantaggio iniziale di 9-3, mentre l'evidente tattica difensiva di Bill Self è di chiudere gli Jayhawks in area, temendo le penetrazioni di Rose e CDR, concedendo un po' di tiro da fuori ma chiudendo sotto canestro per poi cercare in attacco i propri lunghi, in particolare il più talentuoso Darrell Arthur, ed è proprio grazie ai big men Kansas pareggia (13-13 al 9').
Ma nel parziale di 19-6 che manda KU sopra (22-15) i protagonisti sono Brandon Rush con il gran canestro del sorpasso e soprattutto SuperMario Chalmers autore di sette punti in un amen, Derrick Rose cerca allora di caricarsi la squadra sulle spalle e trova un paio di assist scaricando sul perimetro per le triple dei compagni (24-21 KU).
Si accende Chris Douglas-Roberts (22, 7-16 fg 6-9 ft) che segna sette punti consecutivi ma Kansas risponde colpo su colpo (28-28 al 16'), negli ultimi 4 minuti i Tigers non segnano più, in evidente difficoltà nei confronti della difesa degli Jayhawks con Derrick Rose tenuto a soli 3 punti, e Kansas va negli spogliatoi in vantaggio di 5 punti (33-28).

La bravura di Calipari si nota dal fatto che Memphis parte forte e passa presto in vantaggio col meno celebrato dei suoi esterni Antonio Anderson (9), ora i Tigers riescono a correre un po' di più cercando di accendere Rose ma Kansas continua a dominare sotto canestro ed anche Darnell Jackson segna punti importanti (43-42 KU al 28'), Self prova la box&one su CDR che rallenta un po' l'attacco dei Tigers ma che paradossalmente innesca Rose che trovando più spazio segna sette punti (51-47 Memphis 33'). KU torna a uomo ma ora il sensazionale freshman Derrick Rose (18, 7-17 fg 6 rebs 8 ass) è caldo e convinto e con un 2+1 porta i Tigers sul +7 a 5' dal termine.
 non sono bastati 10 minuti di Rose-mania 
Un'incredibile canestro di Rose sulla sirena dei 35” potrebbe chiudere la finale (56-48), 13 punti in 6 minuti per il play di Calipari, diretto a rotta di collo verso la NBA, Self prova anche una 3-2 allungata, Arthur non si arrende ma chi manca all'appello è Rush, invisibile nella ripresa.
Ed è proprio Darrell Arthur (20, 10 rebs 9-13 fg) a riportare gli Jayhawks a –2 con un minuto da giocare.
Un minuto di Pure Madness: sbaglia CDR, Collins (11), un folle completo, invece di tenere palla per l'ultimo tiro si prende un improbabile tiro in contropiede e viene stoppato, Douglas-Roberts però fa 0-2 dalla lunetta ma Robert Dozier (11+10) prende il rimbalzo offensivo così Rose va in lunetta con 10” da giocare, il play fa 1-2 e SuperMario Chalmers segna da tre centralmente per il pareggio e l'overtime, grazie anche alla solita, stupida, idea americana di non fare fallo quando si è sopra di tre… da un furbo paisà come Calipari non ce lo aspettavamo una sciocchezza simile!

Memphis è sotto shock, sanguinoso l'1 su 4 dalla lunetta nel finale dei tempi regolamentari, e Kansas vola +6 grazie e Rush ed ai suoi lunghi (69-63), Kansas cerca di controllare il cronometro ma Douglas-Roberts da tre riporta Memphis a –3 con 1' da giocare.
Un generoso ma impreciso CDR sbaglia tutto mentre Mario Chalmers (18, 4 rec, 6-6 ai liberi) e quel pazzoide di Sherron Collins fanno 4 su 4 dalla lunetta (75-68 a 15”) e Kansas è campione NCAA vent'anni dopo il successo dell'88 con Danny Manning, ora aiuto allenatore.

KU è stata attenta in difesa, a parte la strana (e quasi decisiva in negativo) scelta della box&one che ha innescato Rose, e complessivamente si è mostrata squadra più cinica e convinta e decisamente superiore sotto canestro (36 rimbalzi a 27, 32 a 18 i punti dei lunghi), Memphis aveva praticamente vinto il titolo ma 1 minuto di follia è bastato per togliere a Rose&co la gioia più grande dopo che con fatica si era creata un vantaggio significativo.

MVP: il pilastro su cui si è poggiata Kansas per tutta la gara è stato Darrell Arthur autore di un 20+10 decisivo ed una presenza continua sui 45' di gara. Doveroso però citare il coraggio, l'ardore e la passione che anima il cuore del piccolo ma grande Mario Chalmers, nostro MVP sempre e comunque, a prescindere…

Tabellini:
Kansas Jayhawks: Rush 12, Chalmers 18, Arthur 20, Kaun 4, Aldrich, Collins 11, Jackson 8, Robinson 2

Memphis Tigers: Rose 18, Anderson 9, Douglas-Roberts 22, Dozier 11, Dorsey 6, Taggert 2, Kemp, Niles, Mack


Carlo Perotti
domenica, 06 aprile 2008

L'indomita Cantù vede i play offs grazie a Denham Brown
06.04.2008. 22:13   


 Brown match winner 
Cucciago- un vero e proprio spareggio nell’oramai lanciata volata per i playoffs, la Tisettanta Cantù vince in rimonta ed ai supplementari con un canestro di Denham Brown, uno che di canestri vincenti a UConn ne ha messi alcuni, ad 1 secondo dal termine, dopo esser stata sotto anche di 17, ed ottiene un prezioso 2-0 nei confronti della Upim Bologna che non ha saputo capitalizzare l’ottima partenza ed un gran primo tempo.
E’ il primo tempo il miglior momento della Fortitudo che tira con percentuali molto alte grazie all’eccellente circolazione di palla, complice anche una difesa brianzola farfallona, con gli esterni pronti a martellare dal perimetro ed uno Stefano Mancinelli (24+8, 3 triple, 6 assist) in gran spolvero capace di punire dal post basso, dal perimetro ed in grado di coinvolgere a turno i compagni. Nel frattempo Joseph Forte (12, 3-13 fg) cerca di dimenticare l’eliminazione della sua North Carolina al torneo Ncaa concentrandosi sulla difesa ed eliminando dalla gara la stellina locale DaShaun Wood che nel primo tempo non vede mai il canestro offuscato dalla presenza dell’ex Tar Heel.
Perciò Cantù va sotto di 17 ad inizio secondo quarto e con le triple di Janicenoks e la buona sostanza di Cittadini (11+9) Bologna tiene a distanza i canturini, è uno sprazzo importante di Gerald Fitch (19+7) che segna sette punti in un amen e serve un fantastico assist per la schiacciata di Tourè che manda la T70 sotto di “soli” 6 punti all’intervallo (43-49), uno svantaggio minimo per come si erano messe le cose.

La Fortitudo riparte ancora forte (47-58) ma è un parziale di 10-0 targato Wood (19, 8-20 fg) che permette il sorpasso canturino, Bagaric è andato in panchina dopo un fallaccio su Fitch e la difesa di Forte si è fatta più morbida: senza la pressione dell’ex senese e l’ombrello in area del croato ora Wood può cavalcare la sua moto ed esplorare le praterie, sin lì proibite, della difesa felsinea. E dietro la T70 ora morde in difesa e la circolazione di palla modello CSKA dei primi due quarti fortitudini è sparita…

L’ultimo quarto si apre con le spadellate multiple di Cittadini ma la sfida è a due fra Wood e Jenkins (18) che si scambiano giocate spettacolari ed un grande numero di Wood, canestro impossibile cadendo all’indietro dopo il contatto, mantiene la parità a 3’ dalla fine.
Finale al cardiopalma con una serie di tiri liberi ben sfruttai da entrambe le contendenti, sino a quando Wood ruba palla dal palleggio a Jenkins a 15” dal termine ma sbaglia poi il tiro della vittoria. Overtime.

Supplementari nei quali Cantù prova anche un accenno di zona 3-2, a 1’03” Cantù è sopra di 1 (87-86), l’eccellente Mancinelli segna da due, poi sbagliano sia Wood che Jenkins così Cantù ha ancora il tiro della vittoria, Wood serve Mazzarino (11), il capitano tenta la penetrazione ed in qualche modo riesce a far arrivare al tagliante Denham Brown (11+6) che segna di forza e subisce fallo ad 1” dal termine. Il canadese sbaglia apposta il libero aggiuntivo e Cantù fa un grosso passo avanti verso una post season che sa tanto d'impresa leggendaria.

Risultato Finale: 89-88

Il Peggiore: bella partita, difficile eleggere un peggiore in campo poiché tutti hanno dato un apporto ma propendiamo per Spencer Nelson.

MVP: il migliore è stato Stefano Mancinelli ma dovendo scegliere uno dei vincenti allora votiamo il coach Luca Dalmonte perché rappresentante di una Tisettanta ben preparata e carica a mille quando poteva tirare i remi in barca, una volta salva, e nessuno avrebbe potuto lamentarsi fra i tifosi brianzoli viste le premesse estive.

Quintetto ideale: Wood, Jenkins, Fitch (Brown), Mancinelli, Francis.


Carlo Perotti
postato da: guybrush30 alle ore 21:19 | link | commenti (1)
categorie: serie a, pallacanestro, cantù